Diciamocelo

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Con un po' di attenzione a Torino e ieri sera, potevamo essere primi. Invece non è così, non abbiamo un gioco, un'identità e "le palle". La verità è che pensare di puntare tutto su degli scarti anche dalle altre squadre non è una grande idea. Buttare via tempi e partite non è mai bello, poi il gioco dominante promesso, dopo 7 partite, non si è mai visto. Diciamocelo.

16 commenti:

  1. Buongiorno.

    Con i se e con i ma non si va da nessuna parte. A Torino abbiamo pareggiato ed una vittoria sarebbe stata una rapina a mano armata, ieri sera abbiamo pareggiato e nel secondo tempo il Sassuolo ha avuto diverse occasioni più di noi.

    Ieri sera l'abbiamo scritto un po' tutti: siamo a metà Ottobre e il tanto sbandierato gioco non si vede, per la verità non se ne vede nemmeno l'ombra. Sembra il Milan della scorsa stagione, con la differenza che ad Allegri sono stati rotti i maroni per tutta la stagione mentre ora si dice che serve tempo.

    Il problema vero resta un altro: questa squadra ha pochi giocatori di valore e molti giocatorelli: i 150 milioni spesi in estate non hanno alzato il livello. Gli equivoci tattici nella costruzione della rosa restano evidenti. In particolare, metà del budget speso è stata investita su di un attaccante che in campo si trova ovunque tranne che in area di rigore: un non senso che inizia a diventare irritante.

    Questa stagione sta prendendo una piega chiara: somiglia molto alla scorsa, con la "sottile" differenza che stavolta ci sono le coppe da giocare (un anno fa non c'erano) e la concorrenza per l'obiettivo reale di questa squadra (primi quattro posti) è decisamente più agguerrita rispetto ad un anno fa. Ricordiamoci che nella scorsa stagione, dopo essere stati sempre secondi o terzi con distacchi ampi sul quinto posto, siamo persino riusciti ad arrivarci, al quinto posto. Quest'anno non sarà la stessa cosa: ci sarà da lottare punto su punto e non sarà semplice. Aggiungiamoci che la sosta ci ha già restituito un giocatore (prezioso per gli equilibri) lungodegente e ieri sera si è rotto un altro giocatore che serviva come il pane nelle rotazioni.

    L'è dùra. Dura per entrare nelle prime quattro, in attesa di capire se l'Europa League ci potrà regalare o meno qualche sussulto. Alla fine, siamo tornati al 2 Febbraio.

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    1. Proprio così Fabio, siamo ritornati al punto di partenza, non avendo ancora visto il lavoro ed il valore, ammesso che ce l'abbia, di questo tecnico che fa delle scelte assurde in campo, come insistere su Estupinan (su Musah è inutile che mi dilunghi, gioca perchè come mediano di copetrura c'è solo lui, comunque, un adattato a quel ruolo) avendo, il nostro Amorim, fatto fuori Fofana e Ricci, due che ci servivano come il pane, quando dobbiamo affidarci ad un Modrici che mostra drammaticamente tutti i suoi anni ed uno Jashari che, in base a quanto speso, non ha mostrato ancora niente del suo presunto valore tecnico.agonistico, con poca tecnica e con scarso agonismo.
      E' una squadra incapace di creare occasioni da goal e il partire, ieri, con una mediana centrale composta da Rabiot e Musah. significa castrarsi gli zibidei per fare un dispetto alla moglie e di infatti nel primo tempo non abbiamo fatto un tiro in porta se non le due buone occasioni create da Ramos. Quindi, giocatori abbondanti nel ruolo di uomini di fascia (Moreira, il ballerino inglese, Chuku, il Saele infortunato ) tutti giocatorini come hai detto tu, con mille cincischi e nessuna cosa concreta, poi, con Moreira e Chuku a fare l'intera fascia ieri, e a non stare mai vicini alla porta. Come segni in queste condizioni?
      E che dire del centrocampo, con gli uomini contati dove un infortunio serio alla Saele ci costringerebbe a prelevare giocatori da Milan Futuro, con gli svincolati di valore che potevano essere presi per parare l'emergenza.
      In attacco non c'è una punta di sfondamento, un giocatore che metti alla disperata e che ti risolve la partita.
      Per dire come da noi chiunque è portato a fallire, basti pensare a Fullkrug che l'anno scorso non metteva insieme il pane per il lesso e che quest'anno ha segnato 5 goal in Germania.
      Quindi, Fabio, c'è un clima malato da noi e chiunque arrivi è destinato a fallire, ameno che non prendi come è successo, un Gila, per me un grande difensore degno di quelli del passato ma il resto, dietro cosa è? Ieri in occasione del goal del Sassuolo eravamo 8 in area ma sempre, dico sempre a trovare la palla è sempre l'avversario di turno con noi ad essere delle statue di sale, a guardare gli altri, un difetto antico per noi , quasi facente parte del nostro DNA, ma ora come ora si paga continuamente pegno e gli altri si stanno allontanado!

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  2. Critica con il disciamolo e me parono, somigli sempre più alla borgatara … detto con accezione negativa, laddove invece dovrebbe e potrebbe essere un plusvalore … che ci governa. Questo per dire che “ stai all’opposizione “ anche quando in realtà in altre occasioni, sei stato “ al governo “. E in questo tuo atteggiamento ondivago, somigli molto a una nota TDC che cambia pareri e versioni ogni 24 ore.

    Secondo me, sia a Torino che ieri sera abbiamo raccolto ciò che meritavamo e solo gli orbi, i faziosi e i disonesti, potrebbero affermare il contrario e parlare di punti persi.
    Questa squadra è stata costruita male, e i soldi spesi hanno avuto genesi e motivazioni che poco hanno a che vedere con un progetto organico di costruzione.
    Si è creato un “ comitato d’affari “ che, in chiaro e palese conflitto d’interesse, cura più i propri interessi che il bene della società e della squadra.
    Anche le scelte fatte, in merito alle epurazioni, ma anche per quanto riguarda la titolarità di alcuni rispetto ad altri, denotano un’acclarata incapacità, o peggio ancora collusioni che poco hanno da spartire con la logica e il bene della squadra.
    Dopo i proclami bellicosi, relativi al dominio del gioco, tutto è rimasto alle vuote parole. La squadra non ha un gioco, non ha schemi, non ha idee ed è, tendenzialmente, costituita da mezzi giocatori, con l’aggiunta di altri decisamente scarsi.
    Come giustamente dice @Fabio, rispetto all’anno scorso, abbiamo pure l’aggravante di avere in panchina un apprendista stregone che, ad oggi, sembra averci capito poco, oltre ad avere l’impegno settimanale che l’anno scorso non avevamo … e sappiamo tutti poi com’è finita.
    Dopo anni in cui era chiaro a tutti che serviva un centravanti con i controcazzi e che avesse potenzialità importanti in area di rigore, abbiamo speso una fortuna per un giocatore che tutto è, tranne ciò che serviva a noi.
    Siamo numericamente e qualitativamente carenti in difesa, e stessa cosa dicasi per la zona nevralgica, cioè il centrocampo … e poi ci sono le TDC che gongolano per i “ pippi “ spesi, come se ad andare in campo fossero i “ pippi “.
    Il fatto che siano stati spesi molti “ pippi “, è un’aggravante, se poi il risultato è ciò che vediamo in campo.
    Io non sono molto ottimista, ad essere sincero, e secondo me quest’anno rischiamo pure di fare peggio dell’anno scorso

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  3. Gli esperimenti di Amorim continuano partita dopo partita e anche dopo una pausa di tre settimane sembra che si sia fatto un passo indietro. Ramos nella sua nazionale segna con continuità, quindi il problema non è lui.

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    1. In primis bisogna sottolineare che Ramos è sicuramente un buon giocatore ma non è la punta che serviva al Milan.

      Bisognerebbe in seguito capire perchè questo giocatore corre per tutto il campo e non è mai in area di rigore: è una richiesta espressa dell'allenatore o è una "decisione" sua? Qualche giornalista o pseudo tale dovrebbe fare questa domanda in conferenza stampa.

      L'altra cosa evidente è che un attaccante del genere ha la necessità di avere un altro giocatore al suo fianco, mentre noi abbiamo una serie di mezze punte e trequartisti che stanno ovunque tranne che vicine a lui o in area di rigore. L'unica altra punta che abbiamo in rosa è Camarda che finora non ha praticamente mai giocato.

      Se a tutto quanto sopra descritto ci aggiungiamo che Rabiot ieri ha dichiarato espressamente che uno dei problemi principali del Milan è che nessuno entra in area di rigore allora c'è un grosso problema di natura tattica ed anche di costruzione della squadra. Anche qui, la domanda dovrebbero rivolgerla i giornalisti all'allenatore.

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  4. Critica... come dice giustamente Fabio "con i se"....
    Se proprio vogliamo usarli diciamo pure che "se" il portiere del Sassuolo avesse coperto il proprio palo, la legnata di Rabiot non sarebbe entrata, "se" la Lazio avesse tenuto il doppio vantaggio (ma potevano essere 4)... se il tiro di Conceicao non si fosse stampato sul palo....

    Quindi "diciamocelo": è un Milan lontano dalla qualità dei prescritti, ma anche da quelle di Roma, Como e Napoli (che recupererà Anguissa e McTom, giocatori fondamentali).
    Come noi faticano i gobbi, che però sono falcidiati nella loro rosa (Yldiz, Thuram e Locatelli).

    Al Milan manca la competenza nel settore sportivo, a cominciare dall'allenatore, continuando attraverso un DS che non c'è, per finire con un proprietario che ha fatto solo danni da quando è arrivato.

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  5. Oltre a Ramos un altro "caso umano" è Jashari.
    Adesso non c'è più l'infortunio come scusante.
    Una trattativa infinita, 37 milioni investiti, e questo qui non gioca mai, né nel Milan con due allenatori diversi, né in nazionale (svizzera non francese).
    Anche lui iscritto al club dei mediocri.
    Da tempo mi ero espresso sulle qualità dello svizzero e di Ricci, per i due sono stati investiti 60 milioni, cosa ne abbiamo avuto?

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  6. ma buongiorno! Benritrovati!
    Finita la lunga estate caldissima? O la calda estate lunghissima?
    Finita la sbornia tra culi (Ramos) e chiappe (Moreira, Pereira non ho ancora capito come se ciama e sa vor dì cusè) dell'anno zeroh?
    Tenetevi pronti che sarà lunga, d'altronde ho taciuto 4 mesi, thread fiume, tema AC CARDINALESE

    E allora...DICIAMOCELOH. Ma diciamoci le cose giuste per bene però.

    Diciamocelo: non esiste più un’identità tecnica né emotiva.
    Il Milan non sa più chi è, cosa vuole essere né cosa rappresenta.
    Una squadra che per decenni aveva una cultura riconoscibile oggi sembra un contenitore vuoto, riempito di slogan e storytelling aziendale. Ogni anno è una rivoluzione che porta sempre al medesimo risultato. Sembra quasi che il risultato sportivo sia un fastidio da gestire, non il centro del progetto. Ciclo continuo di vuvuzelas e muscoletti da giugno ad agosto, sprofondo rosso (nero) per tutti gli altri mesi, con picchi verso maggio.

    Diciamocelo: il milanismo è evaporato, anzi osteggiato, anzi schernito, anzi.
    Le bandiere, quelle vere, quelle che hanno costruito la storia parlano all’unisono ed invece di essere ascoltate, vengono etichettate come antimilaniste.
    Una roba che succede solo qui: chi ha fatto grande il Milan diventa un problema, mentre chi lo sta normalizzando non viene inficiato. Non viene toccato. E quando viene toccato, basta un acquisto per gettare fumo negli occhi della gente e interrompere qualunque tipo di critica, di manifestazione di dissenso.

    Diciamocelo: siamo l’unica squadra che manda comunicazioni a reti unificate per sostenere una narrazione irreale.
    Ecco questo è il punto più sociologicamente rilevante dell'intera faccenda. L'ambiente, visto al quadrato. L'ecosistema diciamo e tutte quelle figure che gravitano sul Milan a livello di narrazione. Un cinema simile non si vede nemmeno per l'uscita di GTA. Abbiamo un MARE di opinionisti, tra chi tira a favore, chi tira contro, tesserati spacciati come commentatori neutrali, chi più ne ha, più ne metta.
    Ogni volta che si cade, ogni volta che si fa una figura mediocre arriva puntuale il video di narratori interni prestati ad un mondo pubblico. Ma a me non sembra che l'Inter, la Juve, il Napoli abbiano un proprio tesserato che sparga comunicazioni "neutralizzate" ma interessati sul worldwideweb. E vengono trattati ogni volta argomenti del passato per normalizzare gli accadimenti presenti, spacciandoli come "ci siamo già passati". "Sono difficoltà che anche il Milan del 1936..." facendo biechi paralleli tra ciò che FU una squadra di calcio e ciò che è ora, una gigantesca speculazione abusiva.


    Diciamocelo: siamo diventati una società che ha normalizzato il fallimento sportivo.
    La tifoseria viene trattata come un pubblico da intrattenere, non come una comunità da rispettare.
    Si parla di “processi”, “sostenibilità”, “vision”, ma intanto la squadra perde identità, perde peso, perde rispetto.
    E chi osa dire che qualcosa non va viene zittito come fosse un sabotatore. Ma guardate che ci riescono benissimo da soli.

    diciamocelo: il Milan non può essere questo.
    Non può essere un brand che vive di comunicati, di storytelling, di ottimismo prefabbricato. Non siamo gente che continua cicli pedissequi di rivoluzione e pentimenti, dove l'ultimo giorno di mercato si gira ubriachi come trottole per piazzare presunti scontenti fuori dal progetto per poi regalarli in giro (Fofana) o tenerseli col muso (Tomori) o col Musah, se vogliamo. Che figura ci facciamo? Con che faccia rimane chi rimane e che clima/atmosfera portano questi eventi o non eventi in spogliatoio? Come mai da noi falliscono tutti e quando escono i risultati sono diversi? C'entrerà mica sto carrozzone circense e la sua relativa atmosfera interna? Perché non c'è nessuno deputato a tenere il "polso della situazione" dello spogliatoio? Perché nessuno capisce che una persona qualsiasi performa se si sente parte di un qualcosa e non solo per lo stipendio che percepisce?

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  7. Beninteso (diciamocelo): non è che voglio essere negativo per sport.
    Anzi, ci sono questioni tipo lo stadio condiviso su cui altri scarafaggioni come me combattono battaglie che a me, sinceramente, non interessano.
    Non me ne frega niente di avere “lo stadio del Milan” come feticcio identitario: se condividerlo coi cugini abbatte i costi, migliora la gestione e porta razionalità ben venga.

    Non è lì il problema.
    È tutto il resto che pesa.
    La passione.
    Il milanismo.
    Quel senso di appartenenza che ti prende allo stomaco e ti fa dire: “Io sono parte di questa cosa”.
    Quella sensazione che hai provato quando abbiamo vinto l’ultimo scudetto: una squadra che remava all’unisono, un gruppo che si voleva bene, un’atmosfera meravigliosa, un’identità che si respirava anche a chilometri di distanza.

    Quella roba lì, quella che ti fa vibrare era Milan.
    Era cultura.
    Era storia.
    Era un modo di stare al mondo.

    E allora diciamocelo: dopo cinque anni di RedBird, cosa ci è rimasto di tutto questo?
    I ricordi.
    Solo quelli.
    E nient’altro.

    La sensazione è che tutto ciò che rendeva il Milan “Milan” sia stato progressivamente smontato, sterilizzato, normalizzato, sostituito da una gestione che parla di processi, sostenibilità, visioni, KPI, ma non parla più di anima, di identità, di ambizione feroce.

    Il Milan non è diventato un progetto tecnico: è diventato un progetto narrativo/lucrativo.
    E quando la narrazione prende il posto della sostanza, l’unica cosa che resta davvero è ciò che hai vissuto.
    Il resto evapora.

    Detto questo, chiudo con una nota lieta.
    Sono andato a recuperarmi le spese che ho affrontato per il Milan nella stagione 2022. 8 volte a S.Siro, 3 trasferte. 2 maglie acquistate + 3 regali di compleanno. Faranno almeno sui 2-3000€ all'atto pratico.
    Per quanto riguarda gli anni dopo, n.2 maglie acquistate su siti cinesoni (la maglia del centenario, bellissima) e una terza maglia col duomo stilizzato limited edition (quelle che avevano fatte bianca e nera, pazzesca) -> 45€ in tutto dati ai cinesi e non al Milan.

    Grazie Gerry, un risparmio davvero notevole. Alla fine, qualcosa ce l'hai lasciato davvero.
    Passione svuotata ma portafoglio contento.

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    1. Un progetto narrativo/lucrativo? Un progetto in cui ormai non c'è nulla da narrare e nel quale, fra molto poco se si topperà per la terza volta la qualificazione alla Champions, non ci sarà probabilmente più nemmeno da lucrare.

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    2. ciao Jaap bentornato anche a te! Fabio ma questa è (anche) una società di comunicazione, ergo troveranno sempre il modo di commercializzare il marchio, figurati. Ampliamo il core business casomai, NBA europe, investimenti edilizi, speculazioni da qualche parte, ripeto il calcio non è il core business, la narrazione andrà avanti forever. Vedevo partite anni 2005 con lo stadio mezzo vuoto e uno spettacolo clamoroso in campo, oggigiorno 70000 pecore tra turisti e rimbambiti li tirano su quasi sempre.
      Hanno vinto loro, alzo bandiera bianca, se anche il prossimo anno nn si va in CL non sarà mica la fine del mondo dai...

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  8. Adesso Salisburgo e poi domenica un'Atalanta molto insidiosa, altro che Lecce o Venezia!

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  9. Non sono d'accordo con il titolo di Critica,per il gioco fin qui espresso abbiamo una classifica da leccarsi le orecchie e vedo un futuro piuttosto grigio e imbarazzante.Non è stata una vittoria buttata,è stato un punto diciamo conquistato.I giocatori poi,senza la grinta giusta,basta vedere con che riflessi fanno passare il pallone rasoterra sul gol preso e come passeggiano dopo aver passato il pallone.Fategli vedere come si muove in campo un certo Baschirotto o qualche filmato di Ringhio.Velo pietoso e un grazie Mike.
    Della giornata di ieri mi rimangono solo le immagini di un Maldini in forma strepitosa che sta migliorando di partita in partita.Stop.

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  10. Pronosticai 15 punti di distacco a fine andata,spero di aver sbagliato.

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  11. @Fabio, secondo me è proprio Amorim che vuole questo altrimenti non si spiegano i mille km percorsi da Ramos ad ogni match. Per giudicare Camarda dovremmo almeno vederlo giocare qualche volta e soprattutto con continuità, ma ho paura che non sia quel giocatore che ci aveva (perlomeno a me) fatto credere di essere. Ci sono comunque dei giocatori sbagliati in ruoli chiave e non scordiamoci che li volle l'allenatore avallando poi il mercato con voto 10!

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