Se guardiamo il dito vediamo: due gol presi, un palo di Scalvini, un rigore non dato, una transizione sbagliata.
È rassicurante guardare il dito. Perché se il problema è il dito, basta una pomata. Cambi un modulo, cambi un giocatore, cambi l’allenatore e sei a posto.
È quello che facciamo da dieci anni: cambiamo la pomata. Ventura, Mancini, Spalletti, Gattuso, di nuovo Mancini. 4-3-3, 3-5-2, difesa a tre, difesa a quattro. Ma sotto, l’iceberg è rimasto identico.
Ieri abbiamo perso perché loro hanno messo la tecnica a disposizione del gioco. Noi abbiamo messo il gioco a disposizione della tecnica.
Il Belgio di ieri non ha vinto perché aveva più tecnica individuale. Ha vinto perché la sua tecnica era sistemica. Era una competenza che nasceva dalle relazioni.
Tielemans non ha fatto un controllo orientato per fare un controllo orientato. Lo ha fatto perché De Cuyper si era alzato e Raskin aveva attirato Barella, e quello spazio dietro diventava una _possibilità giocabile_. Il controllo è nato dalla relazione.
De Bruyne non ha fatto un filtrante perché è bravo. Lo ha fatto perché Godts, attaccando la profondità su Calafiori, ha creato un tempo di gioco. Il passaggio è nato dal movimento del compagno.
Noi abbiamo frammentato ancora. Kean la giocata, Cambiaghi l’uno contro uno, Tonali il lancio. Tanti gesti giusti, ma isolati. Estratti dal gioco.
È qui che si vede l’iceberg: *noi formiamo ancora giocatori che possiedono la tecnica. Loro formano giocatori che abitano il gioco attraverso la tecnica.*
La differenza è enorme. Il primo deve ricordarsi cosa fare. Il secondo percepisce cosa il gioco gli chiede.
Per vent’anni anche il Belgio faceva come noi: analitico il lunedì, possesso palla il martedì, tattica il mercoledì. Frammentazione.
Poi nel 2000 Michel Sablon ha messo i dati sul tavolo: un bambino belga tocca la palla 4 volte in un’ora. Il 66% dei selezionati nasce nei primi sei mesi dell’anno. Non è un problema di talento. È un problema di ambiente.
E hanno avuto il coraggio di fare una rivoluzione culturale: abbandonare la logica lineare.
I giochi di invasione sono complessi per natura. Spazio e tempo, compagni e avversari, palla e corpo accadono contemporaneamente. Non puoi allenarli a pezzi sperando che poi si ricompongano da soli la domenica.
Hanno scelto un approccio sistemico, coerente con la complessità.
Noi no.
Noi continuiamo a scomporre il gioco in gesti, a misurare la tecnica fuori dal gioco, a creare esercizi dove la superiorità è regalata da un jolly invece di essere conquistata da una relazione.
Ieri Lukebakio sul 2-0 non ha segnato perché è più veloce. Ha segnato perché ha letto la palla persa di Barella come affordance: _palla persa = transizione possibile_. Per noi, quella è stata un errore tecnico. Per loro, era una nuova configurazione del gioco. Perché da quando hanno 8 anni vivono ambienti dove ogni palla persa riorganizza immediatamente spazi e tempi.
E Lammens, il loro portiere, non ha calciato lungo con Kean addosso perché è più coraggioso. Lo ha fatto perché la sua tecnica di Mechele non è fine a se stessa. È a disposizione della necessità di mantenere il gioco. Per noi la tecnica serve a uscire dal problema. Per loro serve a rimanere dentro il gioco.
Sotto Italia-Belgio 0-2 non c’è Mancini. Non c’è il modulo.
C’è un’idea di calcio giovanile che ancora confonde la semplificazione dell’accesso con la semplificazione del fenomeno.
C’è un sistema che a 9 anni gioca ancora 9 contro 9 su campo grande, con un bambino che tocca 20 palloni in un’ora e impara ad aspettare istruzioni dalla panchina.
C’è una Federazione che nel 2000 con 10 milioni di utile di Euro 2000 ha costruito Tubize e 8 centri federali, mentre noi abbiamo costruito regolamenti sul tesseramento e parlato di seconde squadre che non partono mai.
C’è un modello che ha messo in relazione il bambino e il gioco, non il bambino e l’esercizio. Che non ha messo un jolly per creare la superiorità, ma ha tolto giocatori – 2c2, 3c3, 5c5 – per far sì che la superiorità dovesse essere percepita, conquistata, usata.
Noi guardiamo il dito e diciamo: “abbiamo perso 0-2”.
Dovremmo guardare la luna e chiederci: “cosa deve incontrare un bambino di 8 anni oggi in un campo in Italia per diventare domani un giocatore che sa decidere senza di noi?”
Perché Godts, che ieri ci ha fatto gol, non è nato più bravo di un nostro 2004. Ha solo incontrato un ambiente diverso. Un ambiente dove la tecnica non era un esercizio da eseguire correttamente, ma una soluzione che prendeva forma dentro una situazione.
Il dito è Italia-Belgio 0-2.
La luna è la domanda che non vogliamo farci: siamo davvero pronti a mettere in discussione l’ambiente che creiamo ogni giorno, o continueremo a cambiare la pomata guardando solo la punta dell’iceberg?
Finché continueremo a guardare il dito invece della luna, il risultato di ieri sera non sarà un incidente. Sarà un appuntamento.
Romano sbaglia un semplice passaggio orizzontale (errore tecnico di misura), loro ripartono senza sbagliare nel fraseggio, i nostri due centrali vanno a terra contemporaneamente (secondo errore tecnico perché solo uno dei due dovrebbe andare in scivolata ed il secondo continuare a seguire l'avversario... restando in piedi) risultato: porta spalancata in posizione centrale ed inevitabile gol. Il dito ce l'hanno messo in culo per la qualità tecnica, la forza nei contrasti, la "gamba" che gli italiani non hanno avuto. Punto.
Coppola e Romano 😱 Ci ha salvati Dollarumma, migliore dei nostri. Come per il Milan contro la Lazio... se il primo tempo fosse terminato 0-4 niente da dire. Però anche per la nazionale è l'anno zero 🤣🤣🤣... Ranieri e Mancini hanno bisogno di "tempo", magari il tempo di non qualificarsi per la QUARTA volta consecutiva alla fase finale del mondiale.
Come noi con il Lecce, la nazionale sistemerà tutto contro una Turchia senza Calha ed Yldiz
La dedizione e l'orgoglio dei giocatori italiani in nazionale è pari allo zero. Ieri si ripartiva dopo l'ennesima esclusione mondiale, un po' di rabbia no... vero? Solo paura dopo i primi affondo dei belgi. Gli automatismi non si possono chiedere alla prima partita del biondino, ma Kean sulla destra non si può vedere.
Parlando del Milan... i nostri voglio vederli contro squadre di alto/medio livello, cioè squadre che nel loro 11 non hanno 7/8 (o addirittura 10) giocatori scarsi
Bastava anche solo tenere Baldini, che in due partite aveva mostrato velocità e un gioco dignitoso. E cmq è il calcio italiano che deve produrre una svolta: ormai in Europa si vede intensità, agonismo , velocità e verticalizzazione. Noi siamo ancora coi passaggi orizzontali di qua e di là a due all'ora. Ieri il Belgio con qualche accelerata e qualche verticalizzazione portava i suoi uomini in area.
Il fatto che da molti anni si possa attingere all'estero, anche se poi arrivano giocatori molto modesti e pochi fuoriclasse, ha finito con l'impoverire il nostro calcio e Mancini sta cucinando una brodaglia perchè non ci sono più giocatori di livello da noi ma giocatori normali, con alcuni non meritevoli di convocazione ma chiamati perchè l'orto di casa produce poco o nulla, con le giovanili che so privi di giocatori promettenti: da qui l'orto manzoniano dopo la peste, con il tasso bardasso a fiorire male!
La metafora dell'orto manzoniano sta a significare che la peste aveva dimezzato la popolazione in Lombardia e le persone avevano altro a cui pensare che curare l'orto, e siamo nel 1600 e passa; da noi con l'arrivo di un numero illimitato di stranieri, sono anni che i CT che si sono, nel frattempo, succeduti, tutti degni di rispetto, attingono ad una bacino di giocatori italiani che è diventato un quarto, ad essere generosi, di quando era negli anni di Lippi, quando nel 2006 vinse i mondiali. La vittoria dell'Europeo di Mancini nel 2022 è stato come la vittoria dello scudetto nostro del 2022, un evento casuale, non programmato e non dovuto a chissà quali rivoluzioni copernicane del nostro calcio, quindi non a raccogliere i frutti di una seria programmazione, sebbene in quella nazionale ci fossero delle individualità ed una rosa che adesso si è ancora più ridotta come numero e qualità. Mancini, come Gattuso, come Spalletti e come altri, fa e farà quello che può e potrà fare ma un dato è certo: l'orto è sempre più spoglio ed infruttuoso ed il calcio, inteso come fenomeno da interessare le nuove generazioni, sono anni che ha perso di appeal e di attrazione; per le strade i bambini non giocano più a calcio, le scuole calcio di un tempo a formare campioni si sono drasticamente ridotte perchè è inutile investire su un futuro campione, quando posso andare su giocatori stranieri già fatti e finiti, in quando ,poi, a qualità, lasciamo perdere! E' vero che i vari EStupinan, E. R, Athekame e compagnia cantante li abbiamo presi colpevolmente noi, ma di italiano c'era solo Bartesaghi, per dire che c'è desolazione e basta!
Io non sono in grado di esprimere commenti complessi ( e sensati ) sugli schemi di gioco . Ma di una cosa sono certo . I giocatori del Belgio si muovevano a 360° soprattutto quando erano senza palla , aprendo giocate e profondita' per i centrocampisti e le seconde linee . I nostri erano fermi e aspettavano una palla che non poteva arrivare perche' erano tutti marcati . Noi rinunciamo al contropiede passando la palla indietro fino al portiere, che crede di essere Zico e fa passaggi insensati ( meglio sarebbe calciare la palla e pedalare ). Donnarumma e' fortissimo tra i pali ma non sa uscire e non ha la presa ( giocatore molto sopravvalutato ) . Ma non solo il portiere non sa fare il portiere , i terzini non sanno fare i terzini , i difensori sono spesso fuori ruolo e gli attaccanti devono rientrare per difendere . C' e' qualcosa di accettabile in questi errori , ma solo se si gioca cosi' solo qualche volta gli schemi lenti e retroversi non possono essere sistematici . Ricordo un vecchio tifoso che gridava: ragazzi , la porta e' dall' altra parte . La colpa principale della debacle del calcio italiano sta nella formazione dei giovani ( se si insegna la costruzione dal basso , il passaggio laterale , l' attesa della palla senza fare movimento ( e potrei dirne altre) questi sono i risultati . Se il calcio italiano non recupera le sue origini ( grande difesa e contropiede fulminante sara' duro ricostruire qualcosa . Ma questo si puo' fare solo con un allenatore giovane che rompa le abitudini sbagliate sedimentate da anni e torni alle origini . Piu' che giocare male e perdere come stiamo facendo da anni non possiamo fare . Forza Italia!!!
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Non è van Basten ma è altrettanto rossonero.....😂😂😂
RispondiEliminaIo sto a posto così 🤣
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EliminaVan Bommel è un buon tecnico, per mettere all'angolo il frocetto raccomandato e ben retribuito basta anche ......Amorim.
RispondiEliminaNon capisco questi atteggiamenti negativi sulla nostra nazionale. È una nazionale debole, specchiobfedele di un paese debole e di un calcio malato.
RispondiEliminaE allora? Occorre tifarla connil cuore, pur conoscendone tutti i limiti.
Pelle57
Tifare con il cuore malago e mancina???
EliminaIeri sera all’Olimpico è finita 0-2 per il Belgio. Gol di Godts al 20′ e di Lukebakio al 69′. Un Belgio che ha vinto senza mai snaturarsi.
RispondiEliminaE da stamattina leggo di tutto: modulo sbagliato, Mancini bis che non convince, Kean isolato, Barella stanco, 47mila spettatori e fischi.
Ecco, questo è il dito.
Continuiamo a guardare il dito e ci perdiamo la luna. Anzi, l’iceberg.
Perché Italia-Belgio 0-2 non è una partita persa. È la parte emersa di un sistema che sotto l’acqua sta affondando da vent’anni.
IL DITO: IL RISULTATO
RispondiEliminaSe guardiamo il dito vediamo: due gol presi, un palo di Scalvini, un rigore non dato, una transizione sbagliata.
È rassicurante guardare il dito. Perché se il problema è il dito, basta una pomata. Cambi un modulo, cambi un giocatore, cambi l’allenatore e sei a posto.
È quello che facciamo da dieci anni: cambiamo la pomata. Ventura, Mancini, Spalletti, Gattuso, di nuovo Mancini. 4-3-3, 3-5-2, difesa a tre, difesa a quattro. Ma sotto, l’iceberg è rimasto identico.
SOTTO IL DITO: PERCHÉ ABBIAMO PERSO
RispondiEliminaIeri abbiamo perso perché loro hanno messo la tecnica a disposizione del gioco. Noi abbiamo messo il gioco a disposizione della tecnica.
Il Belgio di ieri non ha vinto perché aveva più tecnica individuale. Ha vinto perché la sua tecnica era sistemica. Era una competenza che nasceva dalle relazioni.
Tielemans non ha fatto un controllo orientato per fare un controllo orientato. Lo ha fatto perché De Cuyper si era alzato e Raskin aveva attirato Barella, e quello spazio dietro diventava una _possibilità giocabile_. Il controllo è nato dalla relazione.
De Bruyne non ha fatto un filtrante perché è bravo. Lo ha fatto perché Godts, attaccando la profondità su Calafiori, ha creato un tempo di gioco. Il passaggio è nato dal movimento del compagno.
Noi abbiamo frammentato ancora. Kean la giocata, Cambiaghi l’uno contro uno, Tonali il lancio. Tanti gesti giusti, ma isolati. Estratti dal gioco.
È qui che si vede l’iceberg: *noi formiamo ancora giocatori che possiedono la tecnica. Loro formano giocatori che abitano il gioco attraverso la tecnica.*
La differenza è enorme. Il primo deve ricordarsi cosa fare. Il secondo percepisce cosa il gioco gli chiede.
L’ICEBERG È LA FRAMMENTAZIONE
RispondiEliminaPer vent’anni anche il Belgio faceva come noi: analitico il lunedì, possesso palla il martedì, tattica il mercoledì. Frammentazione.
Poi nel 2000 Michel Sablon ha messo i dati sul tavolo: un bambino belga tocca la palla 4 volte in un’ora. Il 66% dei selezionati nasce nei primi sei mesi dell’anno. Non è un problema di talento. È un problema di ambiente.
E hanno avuto il coraggio di fare una rivoluzione culturale: abbandonare la logica lineare.
I giochi di invasione sono complessi per natura. Spazio e tempo, compagni e avversari, palla e corpo accadono contemporaneamente. Non puoi allenarli a pezzi sperando che poi si ricompongano da soli la domenica.
Hanno scelto un approccio sistemico, coerente con la complessità.
Noi no.
Noi continuiamo a scomporre il gioco in gesti, a misurare la tecnica fuori dal gioco, a creare esercizi dove la superiorità è regalata da un jolly invece di essere conquistata da una relazione.
Ieri Lukebakio sul 2-0 non ha segnato perché è più veloce. Ha segnato perché ha letto la palla persa di Barella come affordance: _palla persa = transizione possibile_. Per noi, quella è stata un errore tecnico. Per loro, era una nuova configurazione del gioco. Perché da quando hanno 8 anni vivono ambienti dove ogni palla persa riorganizza immediatamente spazi e tempi.
E Lammens, il loro portiere, non ha calciato lungo con Kean addosso perché è più coraggioso. Lo ha fatto perché la sua tecnica di Mechele non è fine a se stessa. È a disposizione della necessità di mantenere il gioco. Per noi la tecnica serve a uscire dal problema. Per loro serve a rimanere dentro il gioco.
COSA C’È SOTTO L’ICEBERG?
RispondiEliminaSotto Italia-Belgio 0-2 non c’è Mancini. Non c’è il modulo.
C’è un’idea di calcio giovanile che ancora confonde la semplificazione dell’accesso con la semplificazione del fenomeno.
C’è un sistema che a 9 anni gioca ancora 9 contro 9 su campo grande, con un bambino che tocca 20 palloni in un’ora e impara ad aspettare istruzioni dalla panchina.
C’è una Federazione che nel 2000 con 10 milioni di utile di Euro 2000 ha costruito Tubize e 8 centri federali, mentre noi abbiamo costruito regolamenti sul tesseramento e parlato di seconde squadre che non partono mai.
C’è un modello che ha messo in relazione il bambino e il gioco, non il bambino e l’esercizio. Che non ha messo un jolly per creare la superiorità, ma ha tolto giocatori – 2c2, 3c3, 5c5 – per far sì che la superiorità dovesse essere percepita, conquistata, usata.
Noi guardiamo il dito e diciamo: “abbiamo perso 0-2”.
Dovremmo guardare la luna e chiederci: “cosa deve incontrare un bambino di 8 anni oggi in un campo in Italia per diventare domani un giocatore che sa decidere senza di noi?”
Perché Godts, che ieri ci ha fatto gol, non è nato più bravo di un nostro 2004. Ha solo incontrato un ambiente diverso. Un ambiente dove la tecnica non era un esercizio da eseguire correttamente, ma una soluzione che prendeva forma dentro una situazione.
Il dito è Italia-Belgio 0-2.
La luna è la domanda che non vogliamo farci: siamo davvero pronti a mettere in discussione l’ambiente che creiamo ogni giorno, o continueremo a cambiare la pomata guardando solo la punta dell’iceberg?
Finché continueremo a guardare il dito invece della luna, il risultato di ieri sera non sarà un incidente. Sarà un appuntamento.
E' la nazionale della massoneria del circolo Canottieri.
RispondiEliminaper me possono tranquillamente andare a Fankulo tutti,
da Donnarumma al CT.
Romano sbaglia un semplice passaggio orizzontale (errore tecnico di misura), loro ripartono senza sbagliare nel fraseggio, i nostri due centrali vanno a terra contemporaneamente (secondo errore tecnico perché solo uno dei due dovrebbe andare in scivolata ed il secondo continuare a seguire l'avversario... restando in piedi) risultato: porta spalancata in posizione centrale ed inevitabile gol.
RispondiEliminaIl dito ce l'hanno messo in culo per la qualità tecnica, la forza nei contrasti, la "gamba" che gli italiani non hanno avuto.
Punto.
Coppola e Romano 😱
RispondiEliminaCi ha salvati Dollarumma, migliore dei nostri.
Come per il Milan contro la Lazio... se il primo tempo fosse terminato 0-4 niente da dire.
Però anche per la nazionale è l'anno zero 🤣🤣🤣... Ranieri e Mancini hanno bisogno di "tempo", magari il tempo di non qualificarsi per la QUARTA volta consecutiva alla fase finale del mondiale.
Come noi con il Lecce, la nazionale sistemerà tutto contro una Turchia senza Calha ed Yldiz
🤦
👏👏👏
EliminaLa dedizione e l'orgoglio dei giocatori italiani in nazionale è pari allo zero.
RispondiEliminaIeri si ripartiva dopo l'ennesima esclusione mondiale, un po' di rabbia no... vero?
Solo paura dopo i primi affondo dei belgi.
Gli automatismi non si possono chiedere alla prima partita del biondino, ma Kean sulla destra non si può vedere.
Parlando del Milan... i nostri voglio vederli contro squadre di alto/medio livello, cioè squadre che nel loro 11 non hanno 7/8 (o addirittura 10) giocatori scarsi
RispondiEliminaBastava anche solo tenere Baldini, che in due partite aveva mostrato velocità e un gioco dignitoso. E cmq è il calcio italiano che deve produrre una svolta: ormai in Europa si vede intensità, agonismo , velocità e verticalizzazione. Noi siamo ancora coi passaggi orizzontali di qua e di là a due all'ora. Ieri il Belgio con qualche accelerata e qualche verticalizzazione portava i suoi uomini in area.
RispondiEliminaAnche perché dall'altra parte c'era il burro squagliato.
EliminaIl fatto che da molti anni si possa attingere all'estero, anche se poi arrivano giocatori molto modesti e pochi fuoriclasse, ha finito con l'impoverire il nostro calcio e Mancini sta cucinando una brodaglia perchè non ci sono più giocatori di livello da noi ma giocatori normali, con alcuni non meritevoli di convocazione ma chiamati perchè l'orto di casa produce poco o nulla, con le giovanili che so privi di giocatori promettenti: da qui l'orto manzoniano dopo la peste, con il tasso bardasso a fiorire male!
RispondiEliminaTasso barbasso
RispondiEliminaLa metafora dell'orto manzoniano sta a significare che la peste aveva dimezzato la popolazione in Lombardia e le persone avevano altro a cui pensare che curare l'orto, e siamo nel 1600 e passa; da noi con l'arrivo di un numero illimitato di stranieri, sono anni che i CT che si sono, nel frattempo, succeduti, tutti degni di rispetto, attingono ad una bacino di giocatori italiani che è diventato un quarto, ad essere generosi, di quando era negli anni di Lippi, quando nel 2006 vinse i mondiali. La vittoria dell'Europeo di Mancini nel 2022 è stato come la vittoria dello scudetto nostro del 2022, un evento casuale, non programmato e non dovuto a chissà quali rivoluzioni copernicane del nostro calcio, quindi non a raccogliere i frutti di una seria programmazione, sebbene in quella nazionale ci fossero delle individualità ed una rosa che adesso si è ancora più ridotta come numero e qualità.
RispondiEliminaMancini, come Gattuso, come Spalletti e come altri, fa e farà quello che può e potrà fare ma un dato è certo: l'orto è sempre più spoglio ed infruttuoso ed il calcio, inteso come fenomeno da interessare le nuove generazioni, sono anni che ha perso di appeal e di attrazione; per le strade i bambini non giocano più a calcio, le scuole calcio di un tempo a formare campioni si sono drasticamente ridotte perchè è inutile investire su un futuro campione, quando posso andare su giocatori stranieri già fatti e finiti, in quando ,poi, a qualità, lasciamo perdere!
E' vero che i vari EStupinan, E. R, Athekame e compagnia cantante li abbiamo presi colpevolmente noi, ma di italiano c'era solo Bartesaghi, per dire che c'è desolazione e basta!
Io non sono in grado di esprimere commenti complessi ( e sensati ) sugli schemi di gioco . Ma di una cosa sono certo . I giocatori del Belgio si muovevano a 360° soprattutto quando erano senza palla , aprendo giocate e profondita' per i centrocampisti e le seconde linee . I nostri erano fermi e aspettavano una palla che non poteva arrivare perche' erano tutti marcati . Noi rinunciamo al contropiede passando la palla indietro fino al portiere, che crede di essere Zico e fa passaggi insensati ( meglio sarebbe calciare la palla e pedalare ).
RispondiEliminaDonnarumma e' fortissimo tra i pali ma non sa uscire e non ha la presa ( giocatore molto sopravvalutato ) .
Ma non solo il portiere non sa fare il portiere , i terzini non sanno fare i terzini , i difensori sono spesso fuori ruolo e gli attaccanti devono rientrare per difendere . C' e' qualcosa di accettabile in questi errori , ma solo se si gioca cosi' solo qualche volta gli schemi lenti e retroversi non possono essere sistematici .
Ricordo un vecchio tifoso che gridava: ragazzi , la porta e' dall' altra parte .
La colpa principale della debacle del calcio italiano sta nella formazione dei giovani ( se si insegna la costruzione dal basso , il passaggio laterale , l' attesa della palla senza fare movimento ( e potrei dirne altre) questi sono i risultati . Se il calcio italiano non recupera le sue origini ( grande difesa e contropiede fulminante sara' duro ricostruire qualcosa . Ma questo si puo' fare solo con un allenatore giovane che rompa le abitudini sbagliate sedimentate da anni e torni alle origini . Piu' che giocare male e perdere come stiamo facendo da anni non possiamo fare . Forza Italia!!!
L' Inghilterra sta giocando alla pari con la Spagna senza le sue due stelle Tomori e Mortus-Cheek
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