Abbiamo taciuto in questi giorni.
L'ultimo post era intitolato senza parole, e andava benissimo anche per la situazione successiva.
Niente retorica, nessun commento inutile.
Ne avremmo da dire, eh, se ne avremmo!
Ma lasciamo parlare chi è preposto a farlo, il presidente della Figc, l'amico di Zamparini e l'amica di Briatore, oltre al ministro dell'interno.
Stigmatizziamo quello che ha scritto il direttore della rosea qualche giorno fa, cioè che siamo tutti responsabili per i fatti di Catania. Se si sente responsabile lui, libero di farlo. Noi non ci sentiamo.
Ci riallacciamo qui alle ultime dichiarazioni fatte da due spesso non graditi ospiti di questo blog, per dire che le condividiamo.
Il problema non è il calcio e non sono i tifosi: il problema è capire cosa spinge un minorenne a tirare un sasso a un poliziotto.
Punto.
Se per spiegarlo si deve tirare in mezzo chi è sempre andato allo stadio tranquillamente, ha visto le partite fianco a fianco con amici e sconosciuti tifosi della squadra rivale, ha accondisceso alle richieste del tutore dell'ordine a consegnare l'accendino (anche se avrebbe dovuto essere un argento olimpico per riuscire a farlo arrivare in campo nella malaugurata ipotesi avesse voluto scagliarlo) si compie l'ennesima ipocrisia.
Chi dice questo è falso e ci sta anche un po' sulle balle.
Anche perché a chi scrive su questo blog capita di andare allo stadio con i fligli per mangiare (come capita negli stadi inglesi), si siede e c'è un cameriere pronto a servire ogni sorta di bendidio e di vedersi la partita in tribuna attorniato da soli tifosi della squadra non milanese (il caso Lilles è eccellente).
Berlusconi ha dichiarato che vuole giocare la ciempions all'estero.
Il pubblico è la ragione per cui si gioca la partita in uno stadio, altrimenti restavano al trotter di Kipling.
C'è un'altra ragione per cui giocare? Perché pagare i calciatori?
Partite a porte chiuse?
Ma le partite dei nostri figli le trasmettono su Sky? Toglieranno i teloni intorno ai campi. Le porte sono chiuse, ma si vedranno lo stesso.
Insomma, fatta la legge, trovato l'inganno, nella migliore tradizione italica.
Il Berlusca pensa alla Francia.
Noi pensiamo all'Inghilterra.
Perché hanno stadi accoglienti, regole ferree e anche una buona predisposizione ad andare a vedere esibizioni pedatorie straniere (le amichevoli lo dimostrano).
Il campionato chiudiamolo qui. E' meglio. Con la situazione attuale che non ci sorride.
Cosa si gioca a fare a porte chiuse.
Imporranno anche i festeggiamenti a porte chiuse?
Chi ama il calcio odia la violenza era il messaggio di uno spot con protagonista il nostro giovane Mannari di parecchi anni fa.
Siamo rimasti lì, ipocriti più che mai.
Non vogliamo vedere stadi aperti se non devono esserlo, o a norma se non lo sono.
Lupetto Mannari e l'ipocrisia
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Critica: Rumpa no i ball, CIULA.
RispondiEliminaEccoti il campionato falsato perfetto è servito.
RispondiEliminaDa LaStampa.it
I presidenti si ribellano alle porte chiuse. I giocatori: “Norme
uguali per tutti” - GUGLIELMO BUCCHERI - ROMA
Niente abbonati, sulle tribune (per ora) vanno solo gli spettatori con in mano il biglietto per una sfida negli stadi perfettamente a norma. Il Consiglio dei ministri straordinario non fa in tempo a scrivere la rivoluzione che il mondo del calcio italiano sale sulle barricate. «Ci sono tre possibilità - tuona Aldo Spinelli, presidente del Livorno -. Restare fermi, giocare tutti a porte chiuse o tutti a porte aperte. Non si possono creare condizioni diverse. La Lega deciderà all’unanimità». Con l’unica eccezione di Maurizio Zamparini, presidente del Palermo («Resto perplesso sulla chiusura degli stadi, che trovo eccessivamente punitiva nei confronti delle società. Ma il governo mi ha favorevolmente sorpreso»), la cordata dei club arrabbiati è sempre più numerosa: la resa dei conti questo pomeriggio alle porte di Roma dove le 42 società di A e B si sono date appuntamento per le contromosse. Ma ad unirsi al coro degli scontenti sono anche i giocatori, mai come in queste ore pronti ad alzare la voce per far sentire il loro peso e dissenso.
Il campionato pronto ad aprire e chiudere gli stadi ad intermittenza non piace. «Hanno ascoltato tutti, ma non chi del calcio è la parte più sana. Allenatori e giocatori sono rimasti in disparte», si era lamentato Renzo Ulivieri, numero uno dell’Associazione dei tecnici italiani. Difficile dire quale sarà la forma di protesta («Possiamo pensare anche a uno sciopero», dice Stefano Fantinel, presidente della Triestina) ma è indubbio che la voglia di ribellione farà molto rumore. Il pallone italiano è destinato a vivere ore di grande fibrillazione proprio mentre il commissario straordinario della Figc, Luca Pancalli, riapre i giochi. I club pensano agli abbonati. «Vanno tutelati e basta...ogni strada adesso è possibile», è il ritornello del dopo Consiglio dei ministri che apre ogni scenario da qui al fine settimana. Lunga è la fila delle contromosse. Il Napoli è stata una delle prime società a mobilitarsi. «Preferirei fermare i campionati», così il direttore generale degli azzurri Pierpaolo Marino. Sotto al Vesuvio il calcio rischia di scomparire almeno per due mesi, poi si vedrà. E’ sera quando comincia a materializzarsi l’ipotesi della serrata, sono i numeri uno della A i più decisi. Nessuno lo dice apertamente, ma intanto, a Roma, sbarcheranno presidenti accompagnati da truppe di legali. C’è da capire, c’è da leggere il decreto e, poi, prendere una decisione comune: domenica solo l’Olimpico di Roma, quello di Torino, il Barbera di Palermo, il Sant’Elia di Cagliari e Marassi apriranno le porte nella massima serie. Per il resto della compagnia stadi deserti e rabbia.
In B, è un colpo di scena ad accompagnare il verdetto di Palazzo Chigi. Dal decreto sparisce il tetto dei 7.500 spettatori per eludere la legge Pisanu perché entrerà in vigore solo dal prossimo 1° luglio. Tradotto: tutti gli impianti che strutturalmente toccavano i 9.999 spettatori si vedono riaprire le porte. Così per Arezzo, Treviso, Crotone, Frosinone, tornano a sperare Cesena, Mantova, Rimini e Verona. Caso a parte, Vicenza dove fra 48 ore arriverà la Juventus. «Leggendo e ascoltando quanto detto a Palazzo Chigi, dovremmo giocare a porte aperte. Abbiamo già venduto tutti i biglietti, per noi la sfida a Del Piero e compagni è quella dell’anno», sostiene il direttore commerciale del club veneto Paolo Bedin. Il «giallo» verrà risolto questa mattina: c’è da capire se il Menti di Vicenza è sceso sotto i 10.000 grazie ad una deroga chiesta dal Comune e, quindi, ugualmente obbligato ad uniformarsi ai parametri del decreto Pisanu (tesi più accreditata).
Alle porte di Roma sbarcherà una comitiva di presidenti accompagnati da decine di legali: sul loro vertice piomberà la mappa definitiva degli stadi buoni o cattivi stilata in mattinata dall’Osservatorio del Viminale. E al ministero dell’Interno sono attesi anche rappresentanti dell’Uefa per capire che sorte avranno la sfide di Champions League giocate in Italia. Pancalli, fischia l’inizio. La rivolta è sul tavolo e non sembra destinata a spegnersi troppo facilmente. In pochi sorridono per le porte aperte, la maggioranza tende ad alzare la voce.
Secondo me, tra un piatto e l'altro, caro primo anonimo, trova anche il tempo per fare quello che dici tu!
RispondiEliminaA parte gli scherzi, che finalmente son tornati, si fa di tutta un'erba un fascio e condivido la visione delle partite delle giovanili. Ma che senso ha giocare il torneo di Viareggio, per esempio, a porte chiuse? Si sono mai menati in versilia?
L'ipocrisia regna sovrana.
E il campionato, oltre che di basso livello, è falsato.
Se l'Uefa è coerente espelle l'Italia da tutte le competizioni per manifesta dipendenza delle federazione dal potere politico
RispondiEliminaBeh... giocare in inghilterra.. in francia... ma perche' no in spagna..
RispondiEliminacosi' vedo qualche partita pure io..
avevo sky... e pagavo.. poi si accorsero' dalla carte di credito che risiedevo all'estero.. e ZAC..
mi tagliarono l'abbonamento.. io non mi sono potuto vedere le partite della nazionale perche' le oscuravamo.. e la finale con la telecronaca in spagnolo.. non e' il massimo..
Solo che gli spagnoli con que loro essere superiori (si fa per dire) non andrebbero mai a vedere una partita di calcio italiano.. ma si sa... questi non capiscono un cazzo di calcio..
sti giorni.. i telegiornali e la stampa se la ridono di noi...
Non possono pensare ad un san siro chiuso...
A me non frega un cazzo dell'immagine che diamo a sti beceri comunque fa riflettere.
Ma qui i tornelli non ci sono...
Le telecamere forse ci sono... o forse come penso sono finte e sono li a fare da detterrente..
Non esiste l'abitudine di "andare in trasferta" caso a parte sono ti tifosi di Real e Barcellona che sono dappertutto..
Allo stadio ci vanno le famiglie sul serio...
diciamo la verita'... a Catania e' successo di tutto.. ma niente era relazionato con il calcio..
Se c'erano i tornelli.. quel povero disgraziato non moriva?
Governo ladro.. e incompetente su tutto..
Sofista e Demagogo...
Bella scelta che avete fatto nelle urne...
Ed io da qui.. non avendo potuto votare... (con l'inganno mi hanno cancellato dalle liste elettorali.. e anche manifestando l'intenzione di andare a votare mi hanno detto no grazie) mi devo subire le conseguenze di 24.000 coglioni...
Piu' che all'estero mi sento all'esilio..
scusate lo sfogo...
A proposito di stampa spagnola oggi si parla solo di questo... vedo che datasport a dato spazio.. posto per creare un discussione costruttiva... che ne pensate?
RispondiEliminaMilano, 9 febbraio - Kaka` al Real Madrid per Robinho, Cannavaro e Diarra, piu` soldi. Questa e` in sintesi il possibile scenario di mercato. Sul sito del quotidiano spagnolo `As`, si parla di un argomento specifico trattato da Adriano Galliani e Pedja Mijatovic, nei giorni nei quali l`a.d. del Milan era a Madrid per l`operazione Ronaldo e dove il Milan e` parso possibilista sull`aprire una trattativa per la cessione di Kaka` al Real Madrid.
Il passaggio del brasiliano alle `merengues` porterebbe in rossonero Robinho, Cannavaro e Diarra`, piu` una cifra ancora da definire. Un`operazione che diventa meno fantasiosa, se si considera che uno degli obiettivi, soprattutto del presidente del Milan, Silvio Berlusconi, rimane quello di portare Ronaldinho in rossonero. Dopo aver portato Ronaldo, il fantasista del Barcellona potrebbe essere la seconda `bomba` per rilanciare il Milan, dopo questa stagione decisamente altalenante e sofferta. L`operazione Kaka` al Real, darebbe sicuramente un importante risorsa economica al club di via Turati per inziare l`offensiva, lato Barcellona, per portare Ronaldinho a Milano.
Questo disegno comprende dunque l`apertura ad una trattativa su Kaka`, cosa che fino ad ora era sempre stata negata come possibilita`. Non resta che aspettare con curiosita` e attenzione i prossimi mesi, che da questo punto di vista prevedono un mercato sicuramente `interessante`.
YURY,BBLANISTA E FASCISTONE, ti 6 scelto proprio il peggio possibile nella vita,che il grande ZAPATERO ti possa rimandare a pedatoni nElla tua amata berlusconia. PFUIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
RispondiEliminaaiutooo!
RispondiEliminadopo aver costretto altri blog a chiudere a causa dei suoi deliri è tornato il mentecatto anche qui!
Caro mio pirla... Incubilan.. la spagna fa proprio cagare...
RispondiEliminavienici tu a vedere che bello il mondo di Zapatero...
Una cosa e' venirci da turista e un altra viverci...
E chiamarmi fascistone non e' mica un insulto... interista e' un insulto.. capisco che sei fra i 24.000 coglioni...
Sei sempre cosi' costruttivo e colto... ora che avete fatto il record del campionato che state giocando da soli.. con le regole scritte per voi da voi.. non ti senti un po' fesso?