I belong to ... fans: senza i tifosi questa storia di Riccardino sarebbe finita in un modo diverso. Perché mai nella storia si era creato un movimento a favore della permanenza di un giocatore in una squadra. Sarà merito di facebook? Sarà merito di noi tifosi!
I belong to ... me: Ricardo si è smarcato dal padre procuratore che aveva già firmato l'accordo. Un ripensamento del giocatore che per la prima volta nella sua vita si è imposto al padre (che per altro ce lo aveva portato qui).
I belong to ... Jesus: crediamo che il tetto della chiesa in cui si era sposato abbia avuto un significato nella scelta, perché se credi, credi anche ai segni.
I belong to ... money: il ragazzo guadagna molto, non stiamo parlando di uno che ha rifiutato i soldi ma vive nelle favelas. E adesso deve ricucire con gli sponsor.
I belong to ... Silvio: ebbene, anche questa volta il primo tifoso rossonero, quello vero, ha avuto la sua dimostrazione di amore contraccambiato. Poi si può discutere del fatto che si sia occupato di Milan invece di pensare al Paese, ma a noi il discorso non interessa!
I belong to ... Milan: non sapremo mai se e quanto durerà, ma intanto dura!
PS su questa storia si potranno scrivere romanzi. In questo blog sono emerse le due anime, in modo forte e chiaro, e stiamo parlando del piccolo, piccolissimo blog di Critica Rossonera. Milan Channel stava preparando l'annuncio in esclusiva. Giornali online titolavano e le redazioni erano in subbuglio perché SMS affidabili davano la certezza dell'accordo firmato. E c'è stato!
Una bella pagina di storia e di calcio. Le immagini di Antenna 3 in via Saffi non hanno prezzo. Questo è il vero reality show! Ma torneremo sull'argomento. Una bella pagina di Milan. Orgoglio Milan.
Nessuno è come noi e nessuna squadra è come il Milan (i geni del marketing).
Adesso sta a lui. Il Milan ha giocato la partita fino al momento decisivo: le firme.
RispondiEliminaE Ricky disperato ha telefonato in macchina al pesidente.
Il quale gli avrà detto, più o meno: "ok, rimani. Ma solo se d'ora in avanti fai il bravo. Almeno fino al 2012".
Come si sgrida un bambino cui si fa prendere un bello spavento per fargli capire le cose del mondo.
Poche ore di terapia d'urto per guarire dal complesso di Edipo.
Se, come credo e spero, il ragazzo ha capito, avremo un campione-uomo dopo aver avuto un campione-bambino.
E, se dura, una vera bandiera.
Carlo
Troppi indizi per una prova
RispondiEliminaDinho rinuncia ai soldi per vestire la maglia del Milan.
Gattuso rinuncia ai soldi per rimanere al Milan.
Pirlo rinuncia ai soldi per rimanere al Milan.
Beckham viene al Milan gratis per giocare 3 mesi.
Kakà rinuncia ai soldi per rimanere al Milan.
Questi sono gesti che non avvengono in nessuna squadra al mondo. Qui si sta come in nessun'altra parte. Il Milan è unico.
Diffido di chi si batte il petto verso i tifosi, ma queste scelte significano che la voglia di indossare la nostra maglia è superiore a tante cose.
Orgoglio di essere milanisti.
Claudio
Dal sito MARCA:
RispondiEliminadedicado a los ingleses fantasmas y madridistas envidiosos! q grande es el milan! este es un equipo !
como seguro que tb ignoras que el Milan nunca vende jugadores y que es el mejor equipo del mundo con 4 titulos de campeon del mundo ,jajajaj MILAN ES UN SEÑOR CLUB Y POR ESO SE QUEDA KAKA y se va Robinho del Madrid,mas clarito no se te puede expresar,SE HA QUITADO DEL MERCADO,en verano Florentino CARGARA a hacer mas el ridiculo,si se puede hacer mas ..
Yuri lo aspettavo da te...
Grandissimiiiiiii!
Claudio,
RispondiEliminacome ha detto giustamente un tizio in tv, Baresi,Rivera e Maldini non si sono mai battutti la mano sul petto.
Non ne hanno mai avuto bisogno.
Carlo, tu sei avanti a prenscindere, ma non me la sono mai presa per l'addio di Ricky, perchè alla fine ciò che conta è la volontà del giocatore.
Era l'unica cosa di cui ero certo e che mi faceva sperare.
Sulla Chiesa mi sono espresso nel precedente post,senza aver letto questo.
Come al solito, Critica mi anticipa.
Adesso che i Califfi portino pure via Ibra e Maicon, così finiamo il Grande Fratello con i fuochi artificiali.
p.s. carino il post ispanico
MR
Durerà, durerà, tranquilli! :-)
RispondiEliminaC'è qualcuno che saprebbe spiegare se ci si può fidare di un giornalista (peraltro solitamente informato e preparato) che da tempo e segnatamente nelle ore precedenti alla conclusione della vicenda Kakà, affermava che ERA KAKA' CHE VOLEVA ANDARSENE, ed era prontissimo, il giornalista, a raccattare la smentita sulla cifra di 150 mln di dollari data da un non meglio precisato collaboratore dello Sceicco, affermando che quindi gli arabi offrivano più o meno la cifra di Quaresma, giusto per sminuire ulteriormente l'entità dell'offerta? Se questo giornalista ora dice che è stata tutta una messinscena c'è da credergli? Se per spiegare questa messinscena ripete per l'ennesima volta la storia di Vialli,Mantovani, Berlusconi, con la differenza che quella fu, sempre secondo l'Esimio, una gran figata, (ovviamente stavolta non lo può dire, ma carta canta), mentre questa una pagliacciata. Ed infine, come fa uno così "informato" ad affermare che Kakà è restato perchè il Milan gli ha dato i soldi che avrebbe preso al City?
RispondiEliminaMagari gli roderà perchè Mancini se andrà al City dovrà fare la squadra con Bellami e non kakà?
Regola numero 1.
RispondiEliminaMai fidarsi di un giornalista e di un avvocato.
Ma a parte questo.
Chi sarebbe questo genialloide?
Nandino Sanvito ",per caso?
MR
Kakà: "Io amo solo il Milan"
RispondiEliminaQueste le dichiarazioni di Kakà a Milan Channel: "Non voglio niente, mi trovo bene in un posto dove le persone mi stimano e mi amano e sto qui! La mia famiglia è stata bravissima, mi ha sempre messo in condizione di scegliere io senza alcun problema, sia mia moglie che mio padre con cui non ho mai litigato. Alla fine io ho scelto col cuore come tutti mi dicevano: non è una scelta economica. Al Milan ci sono delle persone stupende, sia il presidente, che ad esempio Leonardo che è più di un dirigente per me, è un amico davvero. Io non ho chiesto mai aumenti e non lo farò, è il Milan che si è sempre comportato benissimo con me aumentandomi il contratto quando volevano e per questo posso solo ringraziarli. Dopo la partita in tanti mi hanno sostenuto, anche disegni dei bambini, stupendo: la partita di sabato è stata bellissima... Ad esempio quando sono andato via dal San Paolo alcuni mi hanno persino contestato, qui ora sono tutti per me: sto festeggiando a casa con un paio di amici. Io sono una persona molto credente: non sempre è la strada più logica quella che Dio sceglie per noi. Il Milan non ha mai, mai, accettato nulla: ha sempre detto di no a tutti e io ho sempre spiegato a tutti di andare a chiedere dal Milan. Se il Milan ha accettato un'offerta posso averci pensato, ma poi le cose sono cambiate ed io resto qua. I miei compagni sono stati eccezionali, tutti hanno cercato di dirmi qualcosa, tanti messaggi, mi sono stati veramente vicini. Non c'è stato nessun momento in cui sono stato del Manchester City. La nostra squadra punta sempre a vincere: vinceremo anche quest'anno. Abbraccio tutte le persone, chiunque abbia mandato un messaggio per me: sono cose emozionanti che si possono capire solo dopo averle provate, grazie a tutti".
E' stato una serata incredibile, commovente a tratti ma il ragazzo non se ne voleva andare. Ha fatto un bel gesto, non so se questo sarà positivo per il milan (poteva ricostruire con quei soldi) ma questo oramai non ha più importanza, la sua dimostrazione d'affetto è stata una cosa speciale proprio come lo è lui...
Mirko82
Ma Kakà resta perchè i soldi non sono tutto o perchè i soldi non sono tutti?
RispondiElimina:-)))))
Non diciamo stupidate.
RispondiEliminaIl Milan,giustamente,ha calato le braghe.Questo Milan,senza Kaka,e' spacciato.Non sappiamo come gli dara' i soldi,magari prenderanno la cugina come colf a 3 milioni a stagione,ed il cugino come autista a 5,ma se Kaka avesse voluto davvero avrebbe da subito dichiarato che restava al Milan,senza se e senza ma.
Ed invece il padre e' venuto a ridiscutere con il Milan,come tutto gli anni.
4 ritocchi in 4 anni,se vogliamo farci prendere in giro..........
http://www.francorossi.biz/?p=287
RispondiEliminaMr: non dirmi dei giornalisti!
Chiedo scusa se qualche giornalista legge, magari critica stesso, ma le critiche (chiedo venia per la ripetizione) se le cercano.
Il caso classico è quando leggi di un avvenimento che conosci e sei certo di conoscere, magari perchè l'hai vissuto in prima persona: di solito la percentuale di inesattezze (e non vado avanti con gli aggettivi) va dal 50 al 100%.
PS: anonimo 9.42: tu sei uno di quelli a cui non la si fa eh?
I
RispondiEliminaBELONG
TO
CURVA SUD
Beh, ciascuno la vede come vuole. L'esempio del tizio sopra è lampante.
RispondiEliminaNo, Berlusconi non aprirà ancora i cordoni della borsa. Almeno con Kakà.
Ricky sà che i soldi eventuali vanno in giocatori nuovi. Lui non vince da solo, ma se ha giocatori forti al suo fianco. Non è scemo.
a parte il cuore, forse, è il principale metivo per cui ha detto di no al City. Al Real sarebbe, sempre forse, andato di corsa. E non è detto che non ci vada. Ma, a questo punto, il prezzo è fissato: non meno di 130 mln di euro.
Vedremo.
Sono sempre stato ottimista, e adesso a maggior ragione.
Carlo
PS: Mr, se continui a mandarmi "avanti", prima o poi ti doppio...
Sanvito ha superato Rossi, e di molto.
RispondiEliminaSu Calciomercato ha detto che lui era certo del trasferimento da non so quanti mesi..
Su Critica l'ho insultato e gli chiedo scusa, non è da me.
Ma quando ce vo', ce vo'.
MR
Carlo,
RispondiEliminafai pure.
Tra noi maschietti, meglio stare dietro che davanti.
;-)
MR
Dal sito di Franco Rossi, notorio antiberlusconiano, amico intimo di Mancini e decisamente non milanista:
RispondiEliminaI SOLDI SONO TUTTO: KAKA’ RESTA AL MILAN
PER CONVINCERE IL BRASILIANO SONO BASTATI GLI STESSI SOLDI CHE GLI AVEVA OFFERTO IL CITY.
PER LE BANDIERE, GLI AFFETTI, I BACI SULLA MAGLIA E LE DICHIARAZIONI D’AMORE ETERNO SAREBBE BASTATO RISPETTARE IL CONTRATTO.
BERLUSCONI COME MANTOVANI CHE NEL 1986 FECE UNA FINTA VENDITA DI VIALLI AL MILAN, MA POI…
Cari nemici e amici, l’affare Kakà si è sgonfiato in poche ore: è bastato che il Milan accettasse le condizioni del giocatore e per farlo rimanere in rossonero…
Forse trenta milioni all’anno chissà,..
Tutto è simile alla “beffa Vialli” che l’allora presidente della Samo, Paolo Mantovani, creò ai danni del Milan.
Fece una finta cessione di Vialli al Milan e mandò il giocatyore a trattare l’ingaggio con Galliani.
Il colloquio ci fu e alla fine Vialli disse di no, spiegò che era una scelta di vita eccetera eccetera.
Stavolta il Capo del Governo per dare l’annuncio all’Italia in attesa ha chiamato in diretta Aldo Biscardi al Processo del lunedì.
Se Kakà voleva dare retta alla voce del cuore, quella dei sentimenti che fanno piangere e inteneriscono tifosi e mamme, bastava che si limitasse a rispettare un contratto firmato liberamente (credo che nessuno gli abbia puntato una pistola alla tempia) sino al giugno del 2013.
Nel 1986 fu un trionfo di pubblico per Mantovani , presidente della Samp e per Vialli, ora tocca a Berlusconi e Kakà.
Galliani tornerà a dormire (sembra che per Kakà avesse perso il sonno), i tifosi a sognare e Kakà a guadagnare di più.
In fondo tutti sono stati accontentati: cosa si doveva pretendere di più, un po’ di serietà?
Ma siamo seri…
Appunto, carto Franco, siamo seri...
Pensa che sei sulla Tv di Famiglia Cristiana. Quella disconosciuta persino dal Vaticano. Quella che qualsiasi cosa faccia questo governo non va mai bene perchè è nazifascista. Figurati poi quello che fa Berlusconi col Milan!
Siamo seri...
Arturo
Complimenti per l'onestà intellettuale.
Non arrivo certo a dire che a me non la si fa,pero' ogni anno ritocchini diretti ed indiretti a lui e parenti.
RispondiEliminaSe voleva davvero non far nascere il casino,doveva dire subito chiaro e tondo che al City non ci andava.Punto e basta.Troppo semplice?
Il resto e' un teatrino per chi ci vuole credere.Quando sono partiti per incontrarsi anche col dirigente del City per chiudure,hanno capito che questo per soldi sarebbe davvero andato anche nella B inglese.E allora hanno calato le braghe.Come al solito Galliani si e' messo sulle spalle la figura del cretino per conto terzi.Adesso e' tutto a posto.Fino al prossimo anno,quando anche Ibra riuscira' a farsi ritoccare lo stipendio e I Belong non sara' piu' il giocatore piu' pagato al mondo.
Diamine che spocchia il Rossi.
RispondiEliminaQuando parla in Tv, con il suo atteggiamento "ma che cavolo dite, che io sò tutto e vei non sapete niente", è a dir poco irritante.
Per lui son tutti dementi, a parte i dirigenti dell'Inter e Mancini.
E i più dementi sono i milanisti e il loro presidente che, da buon piazzista, son decenni che li prende in giro.
Mamma mia quanta acredine...
Sandro
Arturo,
RispondiEliminaRossi non è andato molto lontano dalla realtà, tutto sommato è una persona spesso ben informata, gradevole e anche goliardica,fidati..purtroppo però non ha la minima dignità di ammettere che fino ad un quarto d'ora prima dell'intervento di Berlusconi, diceva l'esatto contrario.
Come il restante buon 99% dei calciofili.
MR
Anonimo furbo come una volpe:
RispondiEliminaguarda che è andata poprio al contrario. E' il Milan che ha stanato (a proposito di volpi) l'entourage di Kakà. Che come al solito aveva bussato a quattrini con l'aiuto del City. Cosa ha dichiarato Ricky?
"Io non ho chiesto mai aumenti e non lo farò, è il Milan che si è sempre comportato benissimo con me aumentandomi il contratto quando volevano e per questo posso solo ringraziarli". Ovviamente c'è chi li ha sempre chiesti per lui (papà e Khoscko) e ne ha ottenuti 4 in 6 anni, record mondiale.
Come giustamente scritto da Critica, è stata una partita a Poker. C'è chi tentava il solito bluff e chi aveva una scala reale.
Sappiamo come è andata.
Alex
Sandro, una precisazione, anche se non sono nè l'avvocato nè l'amante del giornalista di cui parli.
RispondiEliminaRossi è doriano e Manciniano fino al midollo.
Se potesse, li farebbe in salmì, i dirigenti dell'Inter.
E non è affatto anti-Berlusconiano.
E' anti-Morattiano convinto.
MR
Chi non è ventenne ricorderà che Rossi era il responsabile del calciomercato del corriere dello sport, che era la bibbia (o il giornale che sbagliava meno). Per dire che Rossi sicuramente dotato. Solo che a volte, pur di defendere mancini, pur di esibirsi nei suoi paradossi, a volte partorisce tesi, diciamo singolari. Come quando dopo una mancata espulsione di Nesta disse: campionato falsato!
RispondiEliminaDimenticando che qualche domenica prima lo stesso nesta era stato espulso una volta ingiustamente ed una volta per scambio di persona! Ma soprattutto dimenticando le decine di errori arbitrali, fisiologici e non, che ogni domenica vengono commessi.
Tutto sommato, avercene.
Ribadisco: Rossi è un cialtrone che dice tutto e il contrario di tutto! Ma del resto lo sono tutti, ma proprio tutti, quelli che partecipano (giornalisti e non) alle trasmissioni sportive delle tv private. Non so come la pensi Rossi politicamente e, francamente, non me ne frega un cazzo! Sono d'accordo, comunque, sul giudizio che qualcuno ha dato su Telenova!!!
RispondiEliminaSono contento che Ricki sia rimasto. Se ci fosse stato un ritocco all'ingaggio si sarebbe saputo come le altre volte. Anch'io penso che si sia giocata una bella partita a poker e che alla fine c'era chi aveva le carte e chi bluffava e che, almeno stavolta, l'ha presa nel culo!!!!!!! Inoltre, devo dire, che una grande soddifazione mi arriva anche dalle facce di pietra di tutti gli interisti e juventini che stavano già godendo come mandrilli e che invece sono restati col ciuffolo in mano!!!
Pierre
saro' una volpe,ma almeno cerco di non idolatrare chi non lo merita.
RispondiEliminaKaka sono felicissimo sia rimasto,ma alla questione del non per soldi ma per amore non ci credo.
Il giocatore uno al mondo non si fa manipolare dal manager.
Del resto,parlate di cuore,e poi di partite a poker di chi bluffava.E chi bluffava chi era?Bingo bongo?
L'ho già fatto spesso in questi giorni, ma lo ricordo a tutti, dato che forse qualcuno se n'è dimenticato...
RispondiElimina1) Sabato sera abbiamo vinto con la Fiore
2) L'Inter ha perso contro l'Atalanta
3) La Juve ha pareggiato con la Lazio
verorossonero
Spero che tutta questa vicenda sia servita per rinsaldare i ranghi e ripartire a testa bassa per la caccia a questo benedetto scudetto, che davvero aspettiamo da troppo tempo.
RispondiEliminaE' questo l'anno giusto, il prossimo saremo ancora impegnati in Champions!
Concordo con verorossonero, ora pensiamo al campionato!
Eugenio
...e dopo questa telenovela la squadra sarà caricata a molla con il Bologna e con il Genoa, visto che sono in rapida succesione.
RispondiEliminaIo dico che il campionato non è affatto finito.
Manca tutto il girone di ritorno e se rientrano un pò di infortunati e la forma di qualcun altro sale, ce la possiamo giocare.
Anche senza Rino.
Forza Milan
una settimana fà lo aveva detto dicendo che voleva invecchiare al Milan, ma poi qualcuno ha pensato bene di andare a vedere l'offerta dello sceicco pensando di fare il colpo, poi i tifosi, lo stesso kakà, i sondag i risultati di ieri lo hanno convinto a are una precipiosa marcia indietro che speriamo serva.
RispondiEliminaAncelotti nell'ultima conferenz stampa nn menzionava più lo scudetto tra gli obiettivi, ora che siamo tornati in corsa, presentarsi a giugno alle elezioni senza kakà e con l'accusa che con lui si sarebbe potuto anche vincere lo scudetto forse ha fatto tremare il sederino in queldi Arcore ed è stato chiamato di corsa il fido Confalonieri per avere buoni consigli.
Questo scrivevo ieri pomeriggio, e questo si è avverato ieri notte, dalle parole di tutti si è ben capito che era berlusconi a voler vendere Kakà e non quest'ultimo a volersene andare.
Tifosi, sondaggi, atalanta e confalonieri hanno convinto Berluconi a fare una precipitosa marcia indietro, meglio tardi che mai. L'unico cheha confermatpo che quando diceva di voler invecchiare al milan non mentiva è stato lui KAKA'...grazie.
Si, roberto lo scrivevi. Ma te lo stai dicendo tu che avevi ragione. e sei l'unico.
RispondiEliminaSei libero di credere che sia stato coinvolto Ancelotti nel "complotto". Ma ti pare possibile che un "dipendente" venga coinvolto?
Sei libero di credere che Fidel, inascoltato al momento di "scendere in campo" e lasciare il timone della Fininvest, sia stato "CHIAMATO DI CORSA".
Ma se (non negare che rintraccio tutti i post!) si sostiene che alla società frega un cazzo dello scudetto, ma interessa il 4 posto, vuoi che UNA VITTORIA DELL'ATALANTA FACCIA SALTARE UNA COLOSSALE OPERAZIONE ECONOMICA?
Ma di quali elezioni parli? Come quelle che per vincerle, si prendevano in giro i tifosi con ronaldinho? Ed i sondaggi, allora li guarda o non li guarda?
Se li guarda sapeva che avrebbe vinto, ronnie o non ronnie.
Se li guarda, non aveva bisogno della domenica e del lunedì per sapere che il popolo rossonero non avrebbe gradito.
Io "dalle parole di tutti" non ho affatto capito che era berlusconi a voler vendere..." bensì il contrario.
Ma che staiaddì???
Rodiota, ognuno può dare libere interpretazioni perchè, grazie a Dio, ognuno pensa con la propria testa.
RispondiEliminaMa dare la "colpa" a Berlusconi per 'sta storiaccia di ricatto continuato e aggravata da parte dell'entoruage di Kakà, proprio no.
Come ha scritto Critica, mai post fu più azzeccato, stavolta il Milan ha voluto andare fino in fondo con il bluff dei brasiliani. Come tutti sanno (qui sì), l'anima nera di Ricky è rappresentata dal padre e dal losco procuratore dal nome impronunciabile, che dalla trade avrebbero portato casa 30 mln. Pesa bene le parole di Berlusconi: "mi sono comportato come un bravo papà nei confronti del figlio". (dichiaraione di domenica).
E Ricky alla fine ha capito. E ha telefonato LUI all'ultimo secondo utile al presidente in macchina. Non a Galliani e al padre che erano in riunione con City. Per Mediaset, Fininvest e il Milan, la trattativa era già conclusa, come si vedeva dai vari siti o TV. Certo, anche i tifosi hanno giocato il loro ruolo. Fondamentale.
Ma la partita si è giocata su ben altro tavolo.
E, questa volta, il Milan ha giocato da Dio.
Carlo
anonimo delle 11,40 non sò se sei lo stesso anonimo di ieri nel caso sei lo stesso coglione perchè come al solito non capisci quello che scrivo.
RispondiElimina1° non ho mai detto che Ancelotti facesse parte di un complotto. Ancelotti venerdi in conferenza stampa non mette più lo scudetto tra gli obiettivi del Milan e ci dice che coppa uea e qualificazione champions possono essere raggiunti anche senza kakàe su questo basta risentire le registrazioni. Guarda caso da ieri sera si riparla di obiettivo scudetto (Galliani e Berlusconi)
2° se sei tifoso del milan sai che confalonieri è stato spesso presente e decisivo nelle scelte importani vedi acquisto nesta. Però sicuramente ieri era ad arcore per caso, forse era per vedere una nuova varietà di fiori del giardino.
3° la colossale operazione economica non è saltata solo per la vittoria dell'atalanta questa, insieme ai tifosi, è stata solo una ragione in più e guarda caso ieri sera a Milan channel sia serafini che lodetti concordavano nel dire che era assurdo vendere Kakà a gennaio visto che si era riaperto la corsa allo scudetto.
4°Tutte le ricostruzioni di ieri notte davano per conclusa la trattativa tra milan e city quindi berlusconi aveva veduto Kakà mancava solo la firma del Giocatore, che per tutta la sera non ha fatto altro che affacciarsi alla finestra salutando i tifosi a dimostrazione che la sua decisione era già stata presa da molto. Berlusconi stesso hadetto che Kakà non ha voluto nemmeno che venissse formalizzata l'offerta. Ieri sera serafini pelegatti e lodetti erano molto critici nei confronti della società, la vendità di kakà significava che il milan oramai era una squadra come tutte e che il suo president aveva cambiato strategia.
Come vedi non sono soo io ad aver avuta la sensazione che Berlusconi volesse vendere e poi ha fatto marcia indietro. forse faresti meglio a tacere.
Roberto
La cosa più incredibile è che l'atteggiamente nei giorni scorsi del Milan era proprio teso a lasciare a Kakà tutte le via di fuga possibili. Il muro di silenzio - mai così granitico - era l'unico modo per salvare la faccia a Kakà (e al milan, of course). In un senso o nell'altro.
RispondiEliminaCon il suo atteggiamento, la società si è dimostrata attaccata e amorevolmente legata al giocatore come non mai. Al giocatore, non al suo staff di avvoltoi. Anche grazie a questo Kakà ha rinunciato a 19 mln all'anno. Per una via di fuga che l'ha fatto diventare ancora più idolo per i tifosi.
Ma doveva scegliere lui. E metterci la faccia sul serio, in modo tangibile. Non solo a parole in un'intervista.
Claudio
Carlo, io dico che se Berlusconi avesse detto 5 giorni fà quello che ha detto ieri sera dopo la riunione di arcore avrei creduto in pieno alla sua buona fede. Tuto questo casino noni sarebbe stao Se 5 giorni fà avesse detto: abbiamo ricevto un'offerta grandissima per Kakà alla quale però siamo pronti a rinunciare a condizione che anche lui rinunci a chiedere aumenti che non possiamo dare.
RispondiEliminaA volte mi sembrate più realisti del re.
Nei prossimi mesi il Real Madrid riavrà un presidente...
RispondiEliminae allora ...I belong to camiseta blanca...
Galliani vattene
Al fesso qua sopra:
RispondiEliminaSon tre anni che continui a dire sta cosa, se aspetti setto, otto anni può darsi che si avveri.
Dai retta proccupati per Ibra che il prossimo che gli arabi vengono a cercare è lui
Comunque la storia del "pokerino", bluff e rilanci, l'ho inventata io ieri pomeriggio (vedi post su I belong to money).
RispondiEliminaDiamo A Cesare (cioè a me) quel che è di Cesare.
:-)))))))
Roberto, sei simpatico ma un pochino "gnucco".
RispondiEliminaBerlusconi si era semplicemente rotto di continue richieste di aumento di contratto (una media di 8 mesi l'una dall'altra). E' un atteggiamento inaccettabile anche per lui. Nessun giocatore al mondo ha avuto così tanti adeguamenti in così poco tempo. Per essere una bandiera devi anche dimostrarlo. E questo non mi pare l'atteggiamento di chi ci tiene alla maglia.
Ovvio che non può essere messa così pubblicamente, ma rileggendo le varie parole, e mettendole insieme, si arriva al nocciolo della questione.
Certo che il Milan lo avrebbe venduto, l'offerta era di quelle cui comunque ci pensi. Ma voleva vedere (e far vedere a Ricky) fino a che punto Bosco Leite avrebbe spinto per far giocare il figlio in una squadra in lotta per la retrocessione da cui sarebbe stato coperto d'oro. Allora perchè non andare negli USA? O negli Emirati direttamente, magari a giocare nel gierdino di uno sceicco.
Preso atto della nefandezza del padre, visti i tifosi, sentiti i compagni (e magari gli sponsor), Ricky ha telefonato all'ultimo istante a Berlusconi.
Il Milan non vende le bandiere. Ma i traditori, vedi Sheva, sì.
Andrea
I SOLDI SONO TUTTO: KAKA’ RESTA AL MILAN
RispondiEliminaPER CONVINCERE IL BRASILIANO SONO BASTATI GLI STESSI SOLDI CHE GLI AVEVA OFFERTO IL CITY.
PER LE BANDIERE, GLI AFFETTI, I BACI SULLA MAGLIA E LE DICHIARAZIONI D’AMORE ETERNO SAREBBE BASTATO RISPETTARE IL CONTRATTO.
BERLUSCONI COME MANTOVANI CHE NEL 1986 FECE UNA FINTA VENDITA DI VIALLI AL MILAN, MA POI…
Cari nemici e amici, l’affare Kakà si è sgonfiato in poche ore: è bastato che il Milan accettasse le condizioni del giocatore e per farlo rimanere in rossonero…
Forse trenta milioni all’anno chissà,..
Tutto è simile alla “beffa Vialli” che l’allora presidente della Samo, Paolo Mantovani, creò ai danni del Milan.
Fece una finta cessione di Vialli al Milan e mandò il giocatyore a trattare l’ingaggio con Galliani.
Il colloquio ci fu e alla fine Vialli disse di no, spiegò che era una scelta di vita eccetera eccetera.
Stavolta il Capo del Governo per dare l’annuncio all’Italia in attesa ha chiamato in diretta Aldo Biscardi al Processo del lunedì.
Se Kakà voleva dare retta alla voce del cuore, quella dei sentimenti che fanno piangere e inteneriscono tifosi e mamme, bastava che si limitasse a rispettare un contratto firmato liberamente (credo che nessuno gli abbia puntato una pistola alla tempia) sino al giugno del 2013.
Nel 1986 fu un trionfo di pubblico per Mantovani , presidente della Samp e per Vialli, ora tocca a Berlusconi e Kakà.
Galliani tornerà a dormire (sembra che per Kakà avesse perso il sonno), i tifosi a sognare e Kakà a guadagnare di più.
In fondo tutti sono stati accontentati: cosa si doveva pretendere di più, un po’ di serietà?
Ma siamo seri…
Franco Rossi
Roberto, le parole che hai chiesto a Berlusconi, sono quelle che ha detto Galliani settimana scorsa.
RispondiEliminaEbbasta arrampicarsi sugli specchi!
Scrivereste qualsiasi cosa pur di screditare la società e il presidente. Questo non saranno sempre geniali e strafurbi, ma neanche dei coglioni come scrivete sempre!
Un minimo di obiettività, per favore. Se no non c'è differenza tra te e Gv-RDV
Ennio
Altra cosa a volte si danno delle "chiacchiere" come e fossero verità. Una di queste è la telefonata di kakà al presidente in macchina. Tutti quelli che hanno sentito le parole di Berlusconi in diretta avranno sentito che lui ha detto che la notizia gli è stata detta da Galliani, però nò escefuori una telefonata di kakà.
RispondiEliminaRoberto
Per la serie posto-quindi-esisto
RispondiEliminaCapolavoro del genio quassopra, che nella foga da copia-incolla non si è accorto che questo è già stato postato alle 10:03
Bella figura di m.
Roby, l'ha detto Ricky di aver chiamato il Presidente.
RispondiEliminaBasta!!!!
Quando una trattativa di mercato finisce subito parte il festival dello 'Io l'avevo detto': una grottesca gara di intelligenza fra persone che hanno informazioni ad andare bene di seconda mano. Vale anche per i giornalisti di solito imbeccati direttamente da Galliani (non a caso sui giornali di oggi sono fra i più livorosi nei commenti), che nella recente vicenda Kakà è tornato per qualche ora quello di Marsiglia: parafulmine con poche colpe, costretto a subire i falsi miti della bontà presidenziale e della pulizia morale degli uomini di campo. Fra telefono, televisione ed ottime segnalazioni di milanisti non organizzati (bisogna rimarcare il fatto che ieri sera sotto casa Leite c'erano quasi solo persone normali e non suburra teleguidata), abbiamo vissuto ore interessanti suggellate dalle prevedibili (ci sarebbero state anche in caso di cessione al City) telefonate di Berlusconi al 'Brogiesso' ed a SkySport24 con cui il presidente del Consiglio è uscito dall'angolo in cui lui stesso si era messo.
RispondiElimina2. Senza ammorbare con la millesima ricostruzione, questi i principali dati di fatto. a) Il Milan aveva venduto Kakà allo sceicco, non negli ultimi giorni ma dopo una trattativa durata quattro mesi mesi e con l'inserimento di intermediari nuovi (non il solito Bronzetti, per intenderci, ma gente che lavora anche fuori dall'asse Italia-Spagna come Joorabchian e Vlado Lemic, quest'ultimo anche ottimo amico di Abramovich). Traduzione: una cosa che è passata sopra la testa del vituperato Galliani. b) Dopo i tanti rinnovi, di puro ingaggio Kakà viaggia sui 18 milioni lordi annui fino al 2013: dopo una stagione per lui normale e con una scadenza lontanissima il 'cattivo' (pensate un po', un padre che fa gli interessi del figlio: meglio affidarsi a Moggi e Zavaglia, no?) ingegner Bosco sapeva di non poter accampare pretese rimanendo al Milan. Il teorema del Kakà avido non stava in piedi, ma è vero che i soldi arabi sono stati presi in considerazione. c) Un Real Madrid con Florentino Perez di nuovo dietro le quinte farà presto un tentativo: solo allora si capiranno i sentimenti del 'vero' Kakà. Che in linea di massima tiene più a vittorie e riconoscimenti che ad un milione in più che potrebbe avere con qualsiasi pubblicità. d) Fidandosi troppo dei sondaggi (gli italiani vogliono austerità, e cose del genere) e di consiglieri tristi, Berlusconi aveva sottovalutato il danno di immagine derivante dalla perdita non solo di un fuoriclasse ma anche di quello che aveva indicato come figlio o genero ideale, oltre che volto pulito (secondo la lezione di Giulio Cesare, ma anche del fruttivendolo sotto casa, sembrare onesti è più importante che esserlo) del calcio: raramente abbiamo sentito tanti non milanisti contenti per la permanenza di un campione al Milan. e) Tutti i vari 'E' fatta, è stato venduto' sono stati ispirati da fonti milaniste o dal copia & incolla di siti inglesi: Kakà non ha fatto marce indietro semplicemente perché non è mai andato avanti.
3. Gli sconfitti di questa storia? Silvio Berlusconi, gli intermediari che secondo la media delle varie stime sognavano dai 10 ai 15 milioni facili, i giornalisti che fuori tempo massimo hanno preso a pernacchie il Manchester City con affermazioni ignoranti del tipo 'Ma che squadra è una che prende Bellamy e De Jong?'. Chi ha pareggiato? Kakà, che adesso per andare via sa di avere solo un colpo in canna, ed i mediaservi che hanno tenuto un profilo bassissimo in questi giorni, non comprendendo quale fosse la linea 'giusta', lo sceicco che comunque ha fatto parlare in tutto il mondo del City mettendo qualche mattone per la sua credibilità futura di mercato: in fondo cos'era a livello internazionale il Chelsea non diciamo prima di Abramovich, ma anche solo prima dell'era Vialli-Zola? I vincitori? In stile Forza Milan, o anche solo Studio Sport, diciamo i tifosi: quelli non organizzati e ben lontani dalla 'ndrangheta (la cui capitale è da tempo Milano, con diramazioni calcistiche di cui si parla troppo poco), fra cui molti giovanissimi, che si sono sentiti ingannati fin dall'inizio. La storia è finita bene per il no di Kakà, ma è bello pensare che per un uno per cento la manifestazioni pacifiche abbiano influito più di sondaggi e cose che non sapremo mai. Chi vede nel calcio la metafora di tutto potrebbe pensare che si sia trattato anche di uno scontro di civiltà: il campione 'I belong to Jesus', punto di riferimento per milioni di ragazzi, comprato dal musulmano straricco che fino a pochi mesi fa si interessava solo di equitazione. Quindi avremmo vinto tutti? Aspettiamo la linea.
Stefano Olivari
Ha telefonato a Biscardi...ho detto tutto...
RispondiEliminaScusa Roberto, ma cosa avrebbe dovuto fare il Milan?
RispondiEliminaAumentare ancora l'ingaggio di Kakà sulla parola del duo Bosco Leite - Khoscko?
Io vengo da te e ti dico, questi ci danno 15 mln di euro (arrivati a 19!!!), per non andar via me ne devi dare almeno altrettanti. Tu che fai? Dici prego si accomodi? Oppure vuoi almeno vedere se è una bufala e se fosse vera, non potendo dare quella cifra, cerchi mettere i tuoi interlocutori con le spalle al muro? Se non altro per vedere fino a che punto son disposti a giocare sulla pelle di Kakà mandandolo in una squadra ridicola e che non conta nulla, e che non sarà alla ribalta UEFA per almeno 3 anni?
Il Milan ha fatto benissimo, anzi di più. Pugno di ferro in guanto di velluto.
Sandro
ennio, io queste parole di Galliani non le ho mai sentite una settimana fà, anche perchè la decisione che berlusconi rinunciava ai soldi arabi è stata presa ieri nella riunione di Arcore, come vedi forse non sono io ad arrampicarmi sugli specchi, telefonate inventate, dichiarazioni mai sentite.
RispondiEliminaIo dico una cosa semplice che non mi sembra un attaccarsi agli specchi che è la stessa che dicevano serafini e lodetti ieri sera, se il presidente si fosse comportato come con il real madrid e non avesse aperta nessuna trattativa tutto questo casino non ci sarebbe stato. Però sicuramente come me anche serafini e lodetti sono disinformati e si attaccano agli spcchi.
Roberto
Andate sul sito del tizio sopra.
RispondiEliminaE poi fate le vostre considerazioni.
Complimentoni per l'onestà intellettuale
al coglione anonimo delle 12,40 dico che in diretta su sky24 berlusconi alla ichiesta su chi lo avesse informato risponde mi ha chiamato Galliani. Quindi se il primo ad avvertire il presdente è stato Galliani significa che la telefonata di Kakà quantomeno è successiva e quindi ben diversa da come si vuol fare apparire.
RispondiEliminaSandro cosa avrebbe dovuto fare il milan? molto semlice non accettare nessuna trattativa con il city e forti di un contratto valido fino al 2013 chiudere a porta in faccia a qualsiasi richiesta del padre di kakà.
Roberto
Rodiota... Opps
RispondiEliminaFonte gazzaweb
Il retroscena: papà Bosco
ha dovuto dire sì a Kakà
Ecco il retroscena della giornata più lunga per il campione brasiliano e per la dirigenza e i tifosi del Milan.
MILANO, 20 gennaio 2009 - "Figlio mio, fai secondo la tua coscienza". Alla fine papà Bosco ha dovuto dar ragione a Ricardo. Hanno parlato a lungo padre e figlio. Non si vedevano da un paio di settimane. E negli ultimi giorni avevano potuto parlare solo al telefono. Ma era chiaro che la posizione non fosse propriamente convergente. Del resto questa storia era iniziata già a settembre, quando gli emissari del Manchester City (appena rilevato dallo sceicco Mansour) incontrarono per la prima volta l’ingegner Bosco. Un approccio che indusse tutti ad avviare il dialogo anche con il Milan.
L'ASSALTO - Il salto alla trasferta di Portsmouth è breve: siamo a novembre e il City rende concreta la possibilità di mettere sul piatto 100 milioni per il club rossonero e un favoloso ingaggio da 15 milioni e passa per il giocatore. Proposte incredibili che evidentemente hanno indotto il papà-agente ad approfondire i contatti strada facendo. Sino al blitz della scorsa settimana.
DECIDO IO - Ma l’effetto deflagrante di quell’ipotesi d’accordo s’è visto nei giorni successivi. Con l’ingegner Bosco ancora in Brasile, a Milano tutta la pressione è gravata sulle spalle di Ricardo. E il campione paulista s’è sentito più rossonero che mai. L’ha detto chiaramente a suo padre al telefono, l’ha sussurrato ai compagni. E la sua risolutezza ha messo in contropiede anche papà Bosco: in passato l’ingegnere ha sempre spuntato rilevanti aumenti d’ingaggio ogni qualvolta Chelsea e Real s’erano fatti avanti per portarlo via. Stavolta, però, il Milan è stato netto: se resta nessun ritocco. E così è stato. L’ha voluto Ricardo. Stavolta a papà Bosco non è rimasto che dire sì.
Carlo Laudisa
Questo ce lo siamo inventati su questo blog?
Claudio
Meglio così per come la vedo io,il BBlan, cedendo Kakà,si sarebbe indebolito oggi,ma con quwei soldi poteva rifare la squadra con almeno 3/4 acquisti giovani (tipo Benzemà e Fabregas)e non di quelli che arrivano per aumentare la vendita di maglie.
RispondiEliminaL'anno prossimo nessuno potrà accusare la proprietà di non spendere,la rispostya sarà "abbiamo tenuto Riccardino..."
P.S. noi abbiamo "CANNATO" clamorosamente la campagna acquisti,così evitate di scriverlo voi....
inculBBlan
Ricordate la faccia di Silvio Berlusconi qualche giorno fa, quando dalla Sardegna annunciava ai giornalisti che sì, il cuore è il cuore, ma che Kakà ha pochi anni di carriera davanti e che il Milan non poteva offrirgli una cifra pari a quanto promesso dallo Sceicco Cattivo? Ricordava tanto la faccia che aveva quando fingeva di essere preoccupato dalla legge Gasparri sul digitale terrestre, che a suo dire era un pericolo per Mediaset. Stessi occhi, stessa espressione, stessa balla. La differenza è che all’epoca nessuno diede credito alla preoccupazione del Capo nei confronti di una legge che gli consegnava sullo zerbino di casa le onde TV del Belpaese, mentre sul caso Kakà hanno abboccato tutti. O quasi.
RispondiEliminaCATTIVI PENSIERI Penserò male, ma fin dall’inizio ho avuto l’impressione che tutta la vicenda fosse una colossale bufala, e chi ha parlato con me in questi giorni lo sa. Per questa ragione non avete trovato commenti, previsioni e illazioni sulla vicenda tra le pagine della Settimana Sportiva: per i commenti e le analisi, il comunicato ufficiale dell’A.C. Milan era l’ unica cosa che faceva testo.
Fin dall’inizio molte cose suonavano assurde, in primis la tempistica dell’operazione (un trasferimento di questo genere a gennaio?). E poi che i soldi –seppure tantissimi- bastassero a portare un Pallone d’Oro al Man City (non al Real Madrid, Barcellona, Man U o qualche altra squadra di vero blasone); che Kakà accettasse la prospettiva di stare fuori dalle Coppe europee (non solo la Champions) come minimo per una o più stagioni in cambio di un aumento; le supposte clausole del contratto (come puoi dare ‘garanzie’ che tra due anni il City arriverà tra le prime in Premiership?) e altro ancora. C’erano precedenti storici che facevano intuire un secco no-no al trasferimento: di giocatori nel pieno o quasi della loro carriera passati a squadre cosiddette minori mi ricordo solo Zico all’Udinese, che si rivelò un disastro a livello economico, con strascichi giudiziari. I Grandi sono sempre trasmigrati verso grandi squadre, Maradona al Napoli compreso.
NON CI TRADIRE L’ attaccamento dei tifosi ai loro giocatori preferiti è sacrosanto, anche e soprattutto considerato il fatto che i loro sentimenti non fanno mai abbastanza cassa. Non posso scordare il commento sprezzante di Fabrizio Maffei di qualche anno fa in diretta TV nei confronti di un allibito supporter della Fiorentina: “Voi tifosi siete solo poco più del 10% del bilancio della vostra squadra: non contate niente, e dovete rassegnarvi a questo dato di fatto”. Nell’affaire-Kakà, gli striscioni e le contestazioni sono state contenute nella forma, senza degenerare. Nel riferire delle reazioni dei tifosi e del messaggio diretto alla società (Kakà non si tocca), pochi osservatori hanno tenuto conto di un fattore fondamentale. Il tifoso non fa parte del consiglio d’amministrazione del club, né mette le mani sui dividendi: non gli si può chiedere di prendere bene la cessione del giocatore più importante della squadra pensando ai soldi che si incasseranno e al calciomercato. Se i club calcistici hanno poca considerazione dei soldi che i supporters versano nelle loro casse (sempre troppo pochi, evidentemente), perché i tifosi dovrebbero preoccuparsi di incassi e investimenti sul mercato -che arrivano sempre più di rado- a discapito del loro amore, in questo caso per Kakà? In pratica, si chiede al tifoso di vestire al tempo stesso i panni ora del curvaiolo, ora di braccio destro dell’amministratore delegato. A seconda delle convenienze.
IL SALVATUTTI La scena madre in diretta al Processo di Biscardi è stato uno di quei momenti di TV che fotografano la filosofia berlusconiana: giornalisti finto-obiettivi che fingono di avere le lacrime agli occhi, parlamentari in sollucchero, opinionisti che si sbracciano nella ola per il Capo che restituisce al calcio tricolore il significato della fedeltà ai colori della maglia. Frasi come “Non contano solo i soldi” sono imbarazzanti, soprattutto quando a pronunciarle è la stessa persona che dalla Sardegna ci diceva di comprendere che Kakà sarebbe andato a guadagnare il doppio, e di non poterlo trattenere. Uno dei sentori della bufala erano proprio le grossolane contraddizioni, la costante bramosia di consenso del Capo e la sua perenne volontà di vestire i panni del Deus Ex Machina che nel sottofinale irrompe in scena e salva la scialuppa. Berlusconi ha mandato avanti i suoi, e con loro la trattativa con lo Sceicco Cattivo fino alla programmatissima scena finale, con ingresso a valanga, scivolata sul parquet e acuto conclusivo. Che il protrarsi della trattativa a gennaio fosse un affronto ai milanisti che hanno sottoscritto l’abbonamento per il campionato in corso non ha sfiorato i suoi pensieri di Capo. Lo chiamavano Fattore Paris Saint Germain: prendo un brasiliano, tu fai la tessera per venire allo stadio e io rivendo il tuo idolo carioca a gennaio. Ottima idea: dì ai giornalisti che l’ abbiamo venduto, che loro poi lo scrivono. Si preoccupino pure, i tifosi, poi alla fine arrivo io e salvo tutti. Adesso la situazione è quasi ideale: freschi di rischio corso, saranno tutti meno propensi a chiedermi nuovi acquisti. I giornali faranno i titoloni, tutto filerà liscio e tra un po’ ci sono pure le elezioni. In realtà non è successo niente, la squadra è quella di settimana scorsa. Ma Kakà è rimasto, e c’è anche Beckham. Cosa chiedete di più?
BANDIERE E BANDIERINE Un po’ più di serietà, ecco cosa si potrebbe chiedere. Ad esempio da parte di tutti coloro che sui giornali, in TV e nel web hanno riempito per giorni pagine e video con notizie certissime, rivelazioni esclusive in anteprima e addirittura confessioni del parrucchiere (non è uno scherzo). Per tutti coloro che si sono fatti riprendere in lacrime o in piedi a inveire contro Berlusconi contro la cessione della Bandiera Rossonera, persino nel momento stesso in cui il Capo stava annunciando in diretta da Biscardi la lieta novella, ma loro erano su un altro canale, non sapevano e continuavano a sbraitare. E’ vero: un giornalista non ha nessuna colpa se dà una notizia che gli assicurano certa, e venti minuti dopo tutto è smentito dai fatti. Il giornalista è lì col suo taccuino, magari da ore, e sicuramente non è fuori di senno a tal punto da riportare che Kakà è stato ceduto, se qualcuno non gliel’ha confermato. Ma ha colpa eccome, se invece di spiegare la meccanica della diffusione di una notizia che si rivela clamorosamente sbagliata (e magari di scusarsi col pubblico), rivolta la frittata e si lancia dopo un minuto di orologio in incredibili “io l’avevo detto, se ricordate bene”.
Il comunicato ufficiale dell’ A.C. Milan era l’ unica cosa che faceva testo. Magari piantato in stile-bandierina sul videowall, un po’ come quelle messe da Emilio Fede in diretta su Rete 4 in occasione delle elezioni di qualche anno fa. Tutte sbagliate, naturalmente.
GLEZOS da la settimana sportiva
Incull..
RispondiEliminavoi non avete sbagliato campagna acquisti.
Non avete venduto nessuno!
E' quello che avete in panka che comincia a perdere la ragione.
Fabregas e Mexes arriveranno comunque, e non escludo anche un gobbo.
Critica,prendi nota.
MR
claudio, per favore non farmi dire quello che non ho mai detto, io del padre di kakà non ne ho mai parlato e non m'interessa. Il milan è forte di un contratto di ancora ben 4 anni e mezzo quindi con il coltello saldamente dalla prte del manico come si suol dire.
RispondiEliminaSe non voleva rotture di scatole bastava che tesesse il contratto ben in vista.
La mia sensazione che non è solo la mia è che invece i soldi arabi all'improvviso abbino fatto gola. Tant'è ripeto che galliani e berlusconi fino a ieri hanno parlato solo e soltanto di offerta altissima e che visto il momento di crisi economica non si poteva non valutare. Se si voleva bloccare il padre di kakà ripeto bastava sventolare il contratto e dire per noi tuo figlio fino a giugno 2013 è incedibile, in questo caso forti anche della volontà del calciatore. Oppure altra soluzione che è poi quella che solo ieri è stata messa in atto, trattiamo ma se tu rininci riunciamo anche noi.
Però ripeto risentitevi la puntata di ieri sera di studio milan moderatore suma le versioni di serafini lodett pelegatti non erano poi così filosocietarie.
Più o meno le loro parole in particolare di serafini sono state a questo punto Berlusconi dovrà spiegare quali saranno le sue intenzioni future visto che dopo sheva si vende kakà e se fra due anni chiedono pato?
Roberto
I belong to... Florentino
RispondiElimina;)
Rdv
Roberto, lascia stare Claudio, che ha pure in qualche modo ragione, e si difende benissimo da solo.
RispondiEliminaLa ricostruzone di Laudisa sulla gazzetta, taglia la testa al toro. Salvo rarissimi casi, non si riesce a tenere un big sotto contratto se se ne vuole andare via. Muovono sponsor, procuratori, nazionali ecc. premono sulle società ogni giorno. L'unico che può dire basta è il giocatore. Come nel caso di Kakà. Il Milan ha giocato le sue carte e, almeno fino a giugno, ha vinto.
Riguardo alle varie trasmissioni, è chiaro che se poi il giornalista è anche tifoso non può essere felice di vendere la sua stella. E attacca la società, anche per difendere la propria indipendenza e la sua fede. Anche molti tifosi erano decisamente arrabbiati con la società. Perchè comunque le stelle non si vendono. Di pancia ragioniamo tutti così. Kakà poi dalla sua ha un'aura di bravo ragazzo. Il fratello che tutti vorremmo. Quello bravo e buono per definizione.
Poi, però, la realtà dei fatti, a mente serena, ti fa pensare in modo diverso. E fare altre valutazioni.
Butto lì una provocazione: fino a 10 gg fa il Milan era alla frutta e con una rosa vecchia. Occorrevano almeno 3-4 giocatori giovani e forti. Adesso non è cambiato nulla. Abbiamo sempre bisogno degli stessi rinforzi. Ma abbiamo perso 10 gg di mercato dietro la vicenda Kakà...
Alex
RDV, pensa a tenerti stretto Ibra, che è meglio.
RispondiEliminaQuesti non hanno limiti di spesa... e mercoledì si vedono con i vostri dirigenti...
igi Riva, che rifiuto' piu' volte le offerte della Juventus, pur di rimanere a Cagliari, sorride ironico quando la scelta di Kaka' di rimanere al Milan viene accostata alla sua: "Kaka' resta al Milan, non al Poggibonsi - commenta Riva - e dire no al Manchester City e ai suoi milioni e' un sacrificio dolce come mangiare una torta gelato". Secondo Riva quello di Kaka' non puo' essere definito un "gran rifiuto". "Il suo atteggiamento - prosegue l'ex 'Rombo di Tuono' - va apprezzato ed e' un bene che resti in Italia, oltretutto mi e' simpatico, e' un ragazzo equilibrato, una bella presenza. Ma tutto sommato la sua non deve essere stata una scelta cosi' difficile". Poi il bomber della nazionale torna sul suo 'no' alla Juve: "Resta il piu' clamoroso, perche' allora non era previsto che ci si potesse opporre ad un trasferimento. Si rischiava di dover smettere. Ma non mi sono mai pentito di essere rimasto - ha concluso - oggi so di aver creato una bella storia".
RispondiEliminaCQFD
Billy
alex, quindi da come mi dici tu "la ricostruzione di Laudisa sulla gazzetta taglia la testa al toro" significa che Laudisa è il depositario della verità, Franco Ordine è un quaraquà, Serafini è solo un giornalista tifoso ecc. Solo Laudisa sà come sono andate e cose!
RispondiEliminaPerò a parte questo a parte questo la mia sensazione è che tutti vogliano antere in piedi le proprie tesi forse perchè spiazzati dal no di Kakà che a me domenica a San Siro sembrava ben evidente, quel battersi la mano sul petto non poteva significare altro, s fosse stato in malafede avrebbe chiesto di non giocare.
Così ieri sera durante le "trattative" lui continuava ad affacciarsi con la maglia del milan forse è un grande attore, ma io credo che i grandi attori siano altri ben più vecchi di lui e di sicuro non intendo Galliani che ho visto veramete stravolto in questi giorni.
Roberto
Eh si,il papa' cattivo non si vede da settimane con il figlio e nostante il parere contrario del nuovo profeta porta avanti una trattativa con i cattivoni musulmani.
RispondiEliminaE i cattivoni infedeli vanno a Milano senza il consenso del giocatore.Ma per favore
A Giugno le elezioni in Sardegna saranno passate....
RispondiEliminaRoberto, sono il coglione delle 11.40 (non quello delle 12.40);
RispondiEliminaNel ringraziarti per il "coglione", ovviamente (spero ti ringrazi anche quello delle 12.40), che sono certo di aver meritato, per aver osato dubitare delle tue elucubrazioni a posteriori, cerco di essere più chiaro, visto che tanto del coglione me lo sono già preso:
1) Non esiste che uno solo perchè idolatra un calciatore si scagli contro tutti e tutto, compreso il Presidente che sicuramente per tutti i suoi interessi confessabili o inconfessabili, fai tu, ci ha dato qual che ci ha dato.
2) Non esiste che solo la tua ricostruzione, che ormai è arretrata a "poteva parlare 5 giorni fa" è esatta e le altre no. Dopo provo a dirti perchè.
3) In quanto milanista ho a cuore solo e soltanto il Milan. M'interessa solo la conservazione della "specie" ed in cima alla lista dei "conservatori" ci metto la società, qualunque essa sia, meglio chi tira fuori i danè, in parallelo coi tifosi. I Calciatori vengono molto dopo, che si chiamino kaka, kakè o kakù. Se abbiamo fatto a meno ed alla grande, di Baresi, Rivera, Van Basten, Schiaffino, Nordhal, possiamo fare a meno di qualsiasi calciatore sulla faccia della terra, chiaro?
Se hai mai dovuto, per professione, per diletto o per necessità, mettere pace, dirimere una lite, e se la tua sincera intenzione era veramente la composizione della diatriba, saprai che mai, dico mai, mettere con le spalle al muro una delle parti, meglio lasciargli una onorevole via d'uscita, una scappatoia, chiamala come vuoi.
Se il Presidente avesse messo tutte le carte in tavola, probabilmente, ripeto probabilmente, a Kakà, non sarebbe rimasta via d'uscita; sarebbe, ripeto sarebbe, GIA' 5 GIORNI FA stato un traditore e tu e noi ci saremmo attaccati al tram e lui al City. Avrebbero magari fatto come con Sheva, ovvero una bella conferenza stampa in cui il calciatore sollevava la società da ogni responsabilità, in cambio della cessione e tanti saluti. Stando alle cronache, che tu non riconosci, il primo punto messo nero su bianco tra Galliani e Bosco era proprio questo.
Questo concetto l'ha espresso molto meglio di me Claudio, l'avrai già letto spero, nel caso lo riporto:
"La cosa più incredibile è che l'atteggiamente nei giorni scorsi del Milan era proprio teso a lasciare a Kakà tutte le via di fuga possibili. Il muro di silenzio - mai così granitico - era l'unico modo per salvare la faccia a Kakà (e al milan, of course). In un senso o nell'altro.
Con il suo atteggiamento, la società si è dimostrata attaccata e amorevolmente legata al giocatore come non mai. Al giocatore, non al suo staff di avvoltoi. Anche grazie a questo Kakà ha rinunciato a 19 mln all'anno. Per una via di fuga che l'ha fatto diventare ancora più idolo per i tifosi.
Ma doveva scegliere lui. E metterci la faccia sul serio, in modo tangibile. Non solo a parole in un'intervista.
Claudio"
Un saluto dal coglione delle 11.40
a scanso di equivoci visto che qualcuno sembra pensare che quello che dico sia condizionato da idee politiche contrarie a berlusconi faccio presente che sono il primo fondatore nella città d un milan club e di un club di forza italia. Però questa vicinaza politica non mi farà mai dire che Berlusconi è il più altro presidente del consiglio della storia della repubblica nè che i suoi lunghi e folti capelli lo rendono simile a ligabue. Se posso accettare le giravolte politiche perchè non lo ritengo un ambiente serio, con il Milan non le accetto. Adoro il berlusconi dei primi 10 anni, accetto il berlusconi del dopo "scesa in campo" non accetto il berlusconi che mi parla di conti.O meglio basta essere chiari, ragazzi io non sono più il berlusconi dgli anni passati sono più ricco è vero ma la mia carica istituzionale mi proibisce di spndere, vi stò bene così vorreste che passo la mano?
RispondiEliminaGli direi resta!
E certo, ti viene a dire, scusatemi se spendo solo 150 milioni di euro all'anno, non sono più quello di prima, scusatemi...
RispondiEliminaancora anonimo delle 3.31, al tuo precedente commento ho rsposto ampiamente ma vedo che salti completamente gli argomenti (ancelotti) che mi hanno portato ad accumunarti ad un altro anonimo e quindi farmi arrivare alla conclusione che solo un coglione può continuare a farmi dire cose diverse da quelle che penso e scrivo.
RispondiEliminaPerò vedo che adesso ci lanciamo in ricostruzioni talmente soffisticate che mi fanno pensare che a questo punto Berlusconi oltre ad essere il più grande giocatore di poker è anche il più grande psicologo., ha studiato tutto per permettere a kakà di uscire come un eroe, bravo bis applausi a scena aperta.
a Robbè, ma tu ogni tanto una sana sc**ata te la fai?
RispondiElimina;-))
dai si scherza...sono troppo feliceee!!!
anonimo delle 3.35, premesso che mai cambierei un presidente come è stato Berlusconi, proprio perchè io sono tifoso del milan e non di Berlusconi, visto che anche lui passa come passano i giocatori, cerco di essere obiettivo allora mi aiuto con le cifre per spiegarmi:
RispondiEliminaBerlusconi prende il milan nel 1986 e fino al 1996 vince 5 scudetti 3 champions 2 intercontinentali e varie coppette.
Dal 1997al 2007 (anni dell'impegno politico di berlusconi) 2 scudetti 1 champions 1 intercontinentale, quindi possiamo dire che tra le due epoche c'è un 50% in meno di vittorie. Ma quello che è più grave è che c'è una certa disattenzione all'italia dove viene lasciato quasi campo libero alla triade. Strano ch un presidente di Lega come Galliani non si rendesse conto di quello che faceva Moggi meno strano se si decideva per i diritti televisivi.
Negli ultimi anni la situazione è un pò peggiorata almeno in italia dove forse a pensar male si potrebbe credere che è meglio non scontentare gli elettori tifosi di altre squadre, ma questa è solo una cattiveria.
In conclusione l'essere elettore di Berlusconi, l'essere iscritto a forza italia e partecipare attivamente non mi potrà mai far perdere la mia capacità di critica e vedere le cose da tifoso e non da simpatizzante politico.
Roberto
Roberto, ripeto, vediamo la cosa da punti di vista diversi. Ognuno ricostruisce la realtà con gli elementi che ha, le sue fonti e le sue cellule grigie (poirot docet). E la sua esperienza.
RispondiEliminaSe per me è rossa e per te è nera. Pace. Tanto prima o poi la verità salterà fuori.
Forza Milan
Claudio
Visto che gli inglesi stanno iniziando con le lamentele sarebbe bene che pensassero nell'ordine:
RispondiEliminaChe Kakà è del Milan che, in accordo con calciatore, lo vende solo se lo ritiene utile.
Se sono state motivazioni politiche a far saltare l'affare, ben vengano le motivazioni politiche e si fottano gli inglesi.
Prendere lezioni di morale da chi è disposto a spendere certe cifre fa un pò ridere.
Nel caso si fosse trattato di una manfrina, chiedessero lumi a Lampard.
Gli Sceicchi impareranno che nel calcio tranvate così capitano. Dopo anni di trattative col chelsea, dopo calciatori che hanno confessato e scritto del loro amore per il milan, dopo avergli gentilmente ceduto Sheva, non siamo riusciti a portare a casa nemmeno un difensore che tengono in panchina. Capita. Dopo mesi di trattative e un patrimonio speso in cene a De Assis, ci siamo dovuti accontentare di Oliveira. Sempre meglio che Olivari.Brrrrrr
ok claudio, giusto e...vinceremo lo scuedtto se acelotti.....
RispondiEliminaRoberto
Target raggiunto.
RispondiEliminaQuesta storia è quella che più fa discutere e nel contempo rende meno visibile le altre.
Il bello è che ci sono dentro anch'io, ma non m'importa molto.
Queste discussioni mi divertono almeno quanto il mio amato Subbuteo di quando ero giovincello.
Bene così.
;-)
MR
Roberto....solo una precisazione...dal 1997 al 2007 le champions sono 2 (2003 e 2007) e varie coppette(supercoppe)!
RispondiEliminafilippo hai pienamene ragione, ho sbagliato a scrivere, quanto alle coppette non le ho considerate nemmeno nel decennio prima. Resta evidente però che il primo decennio è stato qualcosa di ben diverso considerando che si partiva anche da zero. Quello che volevo far notare era questo la differenza del Berlusconi solo presidente del Milan e non frenato negli investimenti e dalla paura di stravincere fino al punto di diventare "antipatico" ai tifosi avversari ben più numerosi di quelli amici.
RispondiEliminaANSA-
RispondiEliminaDopo che ha saputo che Kakà non arriverà al City, Robinho è scappato in Brasile minacciando di lasciare il club.
Mansour corre immediatamente ai ripari.
Offerti al Milan 120 milioni+ 1 bambolina per riti Voodoo e Makumba per il cartellino di Ba.
Galliani: "Ci stiamo pensando".
Me l'ha detto il portinaio di Kakà questa mattina.
MR
Moratti Resta
Intanto dalla Spagna hanno ricominciato con l'affaire Kakà a suon di virgolettati(che sono in realtà confidenza ad un amico!?). Se è vera l'intervista di Emerson ad As.com, il giocatore va multato: ma insomma, ha detto che non solo Kakà desidera il Real ma anche Pato!!!....
RispondiEliminaMirko82
Mirko82,
RispondiEliminaniente di cui preoccuparsi.
Jesus provvede.
Alla Chiesa dov'e' nato Pato si è già fermato l'orologio del campanile.
;-)
MR
E anche il Real ha rotto 'sto par de ciufoli!
RispondiEliminaMa non possono organizzarsi anche loro con osservatori per trovare campioni in erba da far crescere, invece che venire sempre al supermercato Milan???
Eh basta!
Eugenio