Ronie riparte dalla panca, dice qualcuno.
Più probabile dalla tribuna.
Ci duole dirlo, ma in questo inizio di stagione è il giocatore che ci è mancato di più, il finalizzatore e catalizzatore in avanti che non abbiamo.
Non sarà Pato a risolvere i problemi, ma di certo Ronie mette apprensione agli avversari e li allunga.
Aria di Coppa, aria di Milan.
Stasera chi vince passa il turno con due giornate d'anticipo.
Dalla panca
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IL LIBRO DI CRITICA ROSSONERA
DA CALCIOPOLI AD ATENE dove oltre ai post sono contenuti molti dei commenti significativi, per rivivere un anno particolare della storia del Milan.
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...solo un miracolo....
RispondiEliminaperchè duole dirlo?
RispondiEliminaDuole dirlo, ma da ieri il piazzale di San Siro si chiama Angelo Moratti.
RispondiEliminaÈ ora di costruirci un nuovo stadio.
Duole dirlo, ma al momento, chi comanda non è certamente in via Durini...
RispondiEliminaDuole dirlo?
RispondiEliminaPerchè?
La vostra dirigenza ha cancellato la storia del BBlan prima dell'era berlusconi,le vostre bandiere,i vostri campioni ,non vengono ricordati,se non fugacemente al momento della morte,basta ricordarsi del trattamento riservato a Gianni Rivera...
Al massimo questi dirigenti possono dedicare qualcosa al papà di ziosilvio,mica a Nereo Rocco...
RispondiEliminaFA` PIACERE DIRLO SIETE UNA MANICA DI DEFICIENTI. a chi lo volevate intolare lo spiazzo ? ..... a BUTICCHI?
RispondiEliminaMi pare coerente con il contesto storico che dopo il NOSTRO stadio (costruito dal presidente del Milan Piero Pirelli, per chi non sapesse) i dirimpettai si siano intitolati anche il piazzale antistante. Da Pillitteri a Moratti, sono anche cambiati i colori della giunta, ma solo la razza padrona avverte l'urgenza dell'autocelebrazione quando è al potere. Tutto quanto (dallo spettacolo pietoso di San Siro ai dossier sugli arbitri di Galliani) non fa che aumentare (oltre alla nausea) la nostalgia del mio Milan di bambino. Quello Anni Settanta, un po' sdrucito ma infinitamente più dignitoso ed elegante di questo del Duemila, opulento e decadente come la sua brianzolissima dirigenza.
RispondiEliminaindecente, ho già il martello a portata di mano
RispondiEliminaNon so se era un calcio migliore,ma non ne facevamo indigestione come oggi,aspettavamo i 30 minuti della partita in TV la domenica con ansia,se sceglievamo un idolo probabilmente era per tutta la sua carriera,oggi abbiamo i campioni mordi e fuggi,gente che il giorno dopo aver firmato un quinquennale già manda i procuratori a ridiscuterlo...
RispondiEliminaRicordo trasferte ad Avellino,Catanzaro (in 5 su una 126),Catania, Bari,Napoli,Milano...
Oggi anche quando l'INTER gioca ad appena 30 Km di autostrada da casa mia me la vedo da casa...da giovane mi sobbarcavo ore di treno anche per vedere giocare l'Udinese di Zico e (ma solo una volta) persino il BBlan di Gullit e Van Basten in Puglia.
Massimo Moratti non l'ha presa bene.
RispondiEliminaEra convinto che la Piazza fosse stata dedicata a lui o a limite a Mancini.
MR
p.s. ben tornato Taleban, non sarebbe stata una vigilia di coppe senza di te.
'Azz Inculbblan,
RispondiEliminaeri invasato di calcio mica da ridere!
Personalmente solo per Steve Ray Vaughan resuscitato farei altrettanto..e neanche di calcio si tratta.
MR
Credo che verso la fine degli anni 80 sia venuto il Italia,sempre che parliamo dello stesso chitarrista,il Jimy Hendrix bianco.
RispondiEliminaQuando si fa la celebrazione del passato si rischia sempre di scivolare nell'anacronismo, nella nostalgia un po' retrò. Onestamente, non credo che il calcio degli Anni Settanta fosse tanto migliore di quello di oggi. C'era lo stesso doping (forse peggiore, in quanto sperimentale) e purtroppo lo capiamo ora che se ne stanno andando, una dietro l'altra, così tante delle nostre "figurine" di baffoni e capelloni dell'epoca. C'erano gli stessi maneggi di orologi d'oro e entreneuse (oggi hostess) per comprarsi gli arbitri e c'erano le stesse partite comprate e vendute sul campo e fuori, da giocatori e dirigenti. Con l'unica differenza che la Stipel allora non registrava le telefonate. C'erano sicuramente meno televisioni accese, ma questo era un bene in senso lato, dico per i neuroni della gente. La vera differenza è che tutto quello che c'era "dietro" allora non lo sapevamo. Per cui, nella nostra beata ingenuità, ci sembrava molto più bello. Ma era tutta la società ad essere più ingenua di quella di oggi, d'altronde si chiama progresso. E in quella società, il nostro Milan era la squadra dal blasone un po' sdrucito, ma indossato sempre a testa alta. Si perdeva quando c'era da perdere e lo si faceva con dignità, incazzandosi a morte sì, ma senza arrampicarsi sugli specchi. Si perdeva anche (spesso) quando c'era da vincere, perché la razza padrona è sempre stata Inter e Juve. Quelli del Derby d'Italia, come si compiacciono ancora oggi di specificare i nostalgici del Giuan Brera fu Carlo. Letto in quest'ottica, l'avvento del Berlusca nel mondo del calcio (e dintorni) aiuta a capire una quantità di fenomeni storici, dal famoso patto d'acciaio con la real casa sabauda (patto commerciale: a voi gli scudetti, a noi la ripartizione dei diritti tv) fino a Moggiopoli, che non è stato altro se non un poderoso atto di restaurazione. Perciò ho scritto che autotintitolarsi il piazzale, dopo lo stadio, oggi è molto coerente coi tempi. E perciò scrivo che mi manca quell'altro Milan. Quello degli anni in cui Galliani, probabilmente, stava ancora in curva coi Drughi a guardare Platini; mentre Berlusconi, sempre probabilmente, stava preparando un dettagliato business plan per valutare quale dei due football club di Milano fosse più sinergico al progetto. Il progetto era cambiare l'Italia a cominciare dal mondo del calcio. Ma questo, mio caro Silvio, noi Rossoneri lo abbiamo capito soltanto oggi.
RispondiEliminaComunque,tornando a parlar di calcio,vorrei porre un quesito ai BBlanisti che hanno visto INTER-giuve.
RispondiEliminaPremesso che l'intervento di nedved era il classico "palla o piede" in cui ,anche se tocchi il pallone,la gamba devi toccarla per forza,vi immaginate se Materazzi lo avesse fatto a del piero e lo avesse (presumibilmente) prepensionato?
PS: Scusate l'esternazione un po' prolissa, ma la giornata di lutto mi inclina al sentimentalismo. Chiudo, a scanso di equivoci, con un ringraziamento ed un auspicio.
RispondiEliminaGrazie di cuore Silvio per tutto quello che ci hai regalato in questi 20 anni (sinergico o meno, per noi poco conta).
Ora però, se possibile, ridacci indietro il nostro Milan.
Inculbblan,
RispondiEliminabingo!
E' lui.
Ma non credo sia mai venuto a suonare in Italia..a Montreaux son sicuro di si.
Su Nedved faccio io un'altra considerazione e ti chiedo:
se il fallo l'avesse commesso Del Piero su Figo, nessuno ne avrebbe parlato in questi termini.
Moratti compreso.
6 d'accordo?
MR
Certamente,ma anche lo avesse fatto Figo su del Piero,solo che lo ha fatto nedved,e non capisco tutto questo scagionarlo(Bergomi per primo).
RispondiEliminaP.S. non ne sono sicuro,ma credo che abbia suonato in Italia,a Montreux ha partecipato al jazz festival...
Suono' due volte a Montreaux:
RispondiEliminala prima fu un disastro..il pubblico' lo fischio' all'inverosimile sin da quando mise piede sul palco.. tipo il vs 5 maggio, per intenderci..
La seconda,mi sembra l'anno dopo, uscì con la hola e standing ovation..ecco..tipo la finale del Milan a Barcellona, sempre per intenderci..
;-)
MR
La prima volta fù come quando il BBlan gioca a S. Siro?
RispondiEliminaSpero non ci abbia fatto sù un dossier...
Peggio..molto peggio delle esibizioni del Milan in casa.
RispondiEliminaL'unica cosa positiva di quella sera fu che in mezzo al pubblico era presente David Bowie, il quale gli propose un contratto e di partecipare ad un suo prossimo disco.
Questo gli aprì le porte del successo, fino a quella tragica notte in cui morì in un incidente in elicottero causato dal maltempo, dopo aver fatto uno dei migliori concerti della sua carriera.
In quell'occasione, manco Taleban avrebbe potuto far qualcosa.
Mo' basta,se no Critica e i bloggers s'inkazzano.E ne avrebbero ben donde.
MR
Per i nostalgici di SRV:
RispondiEliminain Italia è venuto a suonare a Umbria Jazz. All'epoca suonavo in un gruppo blues italiano con un discreto seguito tra gli aficionados (area lombardia e dintorni) e abbiamo fatto qualche disco. Abbiamo aperto il suo concerto.
Ho avuto poi l'onore (ho capito cosa significasse "knockin' on heaven's door sulla mia pelle) di parlare un pò con lui, e di provare la sua mitica Jaguar.
Qui mi può capire solo chi è chitarrista: non aveva delle corde, ma dei tronchi! Scalatura 13/14. Come cavolo facesse a suonare per me rimane un mistero....
Son passati tanti anni e adesso faccio un'altro mestiere perchè di musica da noi campano in pochissimi....
Rimane per sempre nel mio personale empireo. Sigh!
Claudio,
RispondiEliminahai ragione e hai dato un senso alla mia giornata.
Quel tipo di corde le usava come se fossero stati spaghetti cotti del 3.
Solo Dio sa come.. ora più di prima.
Complimenti per la tua bella, quanto indimenticabile ed unica esperienza.
T'invidio e non sai quanto.
L'unica attinenza fra me e SRV è la stesso giorno in cui siamo nati(non l'anno).Nulla più.
"The world miss his music, but I miss my brother".
Jimmy Vaughan
MR (S.R.V.)
Grazie per la comprensione
RispondiEliminaForza vecchio cuore rossonero
(come l'anima del blues!)
Ho dato una occhiata in rete,si esibì ad Umbria jazz,e nel 1988 venne a Milano dove si esibì in 2 concerti.
RispondiEliminaComunque...Mircea Lucescu mi è sempre stato simpatico (non è vero,giudico lui Tardelli e Orrico i peggiori allenatori di tutti i tempi)quindi...Auguri Shaktar...solo un miracolo,come direbbe qualcuno...
Ma ROLARDO di ,COLONNATA ,ha fatto un partitone incredibile NEH................
RispondiEliminaGrandi campioni!!!!!!
Bella lì, si parla anche di blues fra un insulto e l'altro. Allora vi dico, ho avuto il culo di vedere SRV a Huston (Texas) e mi sono fatto 3 ore di viaggio (ero a LA). Indimenticabile. Ora lo risento un po' solo quando ascolto il primo Eric Sardinas. Cmq è bello sapere che siamo in tanti. E poi uno dei nr. 1 del blues italiano e cioè Fabio Treves è un milanista vero. Ciao. Pierre
RispondiEliminaPierre e Claudio,
RispondiEliminal'insulto ve lo lancio io, e con tutto il cuore.
In ginocchio tutti e due sui ceci e restateci almeno fino alla finale di Tokyo.
L'invidia che provo per voi è peggio di quella che provano gli interisti per le nostre vittorie..
Rosico da morire, e a ciò non sono abituato.
Per Treves, sintonizzatevi su Rock FM:
Blues Express
tutti i lunedì 17 - 18
Conduce: Fabio Treves
Un programma che è diventato un appuntamento fisso per tutti gli amanti del blues tradizionale e del blues più spinto...
Un programma che ha fatto conoscere Muddy Waters e Sonny Boy Williamson a tanti giovani amanti del rock e del metal, e per me questa è una grande soddisfazione ed una scommessa vinta nel tempo..
-Fabio Treves-
Aggiungo:
una delle poche trasmissioni radiofoniche intelligenti..
Ne approfitto inoltre per consigliarvi, ma so che non ce n'e' bisogno, un altro grande della sei corde blues, e che mi ricorda molto lo Steve dei bei tempi:
Joe Bonamassa.Merita.
MR "S.R.V."
EGR.ANONIMO COME CI SEI STATO NEGLI U.S. in sogno ,FORSE..............era bello il tecas e HUSTON (siccccccccccccccccccccccccccccccc) poi magnifica verooooooooooo?
RispondiElimina