Qui la versione beta 1.0.Un racconto, farraginoso, incompleto, ma passionale di un anno vissuto intensamente dai tifosi rossoneri, visto con gli occhi di Critica e supportato dai meravigliosi commenti (depurati) di tutti i LETTORI.
Scaricamento gratuito, stampato a pagamento.
Cazzo anche il libro è firmato "Critica Rossonera"...non riesco a trovare i vostri nomi e cognomi. A questo punto inizio a pensare che il titolare del blog sia una tipa: Critica di nome e Rossonera di cognome
RispondiEliminano, hanno barba e baffi (finti)
RispondiEliminaVi prego, prima di leggerlo, ditemi che avete messo anche inculino...
RispondiEliminaScaricato.
RispondiEliminaRicerca: non trovato.
Per me è un bene.
Sfogliato, si fa per dire, velocemente.
RispondiEliminaBel lavoro.
Direi un saggio sul periodo storico che abbiamo vissuto.
E partite alla grande con Sheva.
Complimenti (anche perché è gratis).
Almeno ci dite in quanti siete?
RispondiEliminaTANTI, la madre dei SUKA e` notoriamente sempre incinta.
RispondiEliminaIl fattore chiave non è in quanti siano, ma è che sono sempre ben informati...
RispondiEliminaE poi, come si vede nel libro, i post non sono mai banali, ma fonte e spunto per una sana discussione tra milanisti veri.
Poi, purtroppo, si intromettono gli intertristi...
Complimenti, tanti complimenti!
RispondiEliminaE' un buon libro per ricordare dove eravamo e doe siamo arrivati.
Poca censura, e tanta, tantissima capacità di autocritica (la vicenda Conte insegna).
raga, ho letto solo i titoli, ma i post li ricordo9.
Avere lì il file aiuta.
Complimenti alla vostra chiaroveggenza: quel "Scommettiamo che torna?" a pag. 39 è sensazionale!
RispondiEliminaAvrei qualche risparmio da investire...
Anche io voglio regalarvi qualche pagina gratis:
RispondiEliminaIl Cavaliere di Coppe
Oggi proponiamo dal libro di Mario Guarino "FRATELLO P2 1816", alcuni brani trattanti gli strani intrecci politica-calcio-televisioni del Berlusconi pre-milanista. Si inizia con la vicenda del Mundialito, una vera e propria rapina al servizio pubblico, passando per i diritti della serie A alla Coppa supermondiale clubs, per finire con il tentato acquisto dell'Inter. Si capisce come le Coppe Internazionali siano state veramente importati per il Cavaliere prima ancora di prendere il Milan.
(Pagine 12-13)
Montevideo,autunno 1980.La giunta militare,al potere in Uruguay dopo il colpo di Stato del 1973,si apprestava ad affrontare due importanti scadenze.Un referendum costituzionale,fissato per il 30 novembre;e lo svolgimento,a Montevideo (30 dicembre-10 gennaio 1981),di un torneo calcistico fra nazionali che avevano vinto,a partire dal 1930, la Coppa del mondo di calcio. Nelle intenzioni della giunta,il referendum avrebbe dovuto tradursi in un plebiscito tale da legittimare la feroce dittatura militare (circa settemila prigionieri politici su meno di 3 milioni di abitanti,con i partiti e le organizzazioni sindacali messi fuorilegge).Il successivo torneo calcistico - grande evento sportivo battezzato "Mundialito" - avrebbe invece dovuto "rilanciare l'immagine"del paese latinoamericano e del suo governo golpista sulla scena internazionale, rompendone l'isolamento politico.
Al Mundialito uruguaiano avevano dato a loro adesione le nazionali calcistiche di Argentina,Brasile,Germania,Italia e Olanda (quest'ultima in sostituzione dell'Inghilterra, che pur avendo vinto la Coppa Rimet non aveva voluto partecipare al torneo propagandistico inventato dalla giunta golpista di Montevideo).
Nell'Uruguay oppresso dalla dittatura militare il capo della P2 Licio Gelli era di casa. Il Venerabile aveva la residenza ufficiale a Montevideo,nella zona di Carrasco,in Calle Jean Manuel Ferrari numero 1325: una maestosa villa (abitata anche da suo figlio Maurizio con moglie e prole)che gli era stata assegnata mediante un apposito decreto ministeriale emanato dal governo golpista, e nella quale custodiva l'archivio della Loggia segreta attiva sopratutto in Italia. In Uruguay il capo della Loggia P2 possedeva decine di appartamenti e un'azienda agraria,ed era un importante azionista del Banco Finanziario Sudamericano. Nella capitale uruguaiana circolava la voce che Gelli non fosse estraneo all'organizzazione del torneo calcistico-propagandistico.
(pagine 13-14)
L'aspetto portante dell'operazione-Mundialito, in ragione dei suoi manifesti intenti politico-propagandistici, consisteva nella teletrasmissione delle varie partite del torneo in Europa. La Federazione calcistica uruguaiana aveva affidato la proprietà dei diritti televisivi alla società Strasad, domiciliata nel paradiso fiscale di Panama e ufficialmente rappresentata dal commerciante greco-uruguaiano Angelo Vulgaris (titolare di un'azienda di import-export di carne e bestiame).
Nei mesi di settembre-ottobre del 1980 i giornali italiani cominciarono a scrivere del Mundialito presentandolo come l'evento sportivo dell'anno, anzi del decennio: un "super-mondiale" calcistico al massimo livello quale s'era visto.
In prima fila nel suonare la grancassa del "mondiale dei Mondiali" c'erano il più importante quotidiano italiano, il "Corriere della sera" e il più diffuso quotidiano sportivo, "La Gazzetta dello Sport", entrambi editi della Rizzoli controllata dalla P2 (tessera 1816).
Dopo un preventivo e riservato viaggio a Montevideo di alcuni emissari berlusconiani, il 20 novembre 1980 a Ginevra la Strasad di Vulgaris cedette i diritti televisivi del Mundialito per l'Italia e per altri Paesi europei (Germania,Austria,Olanda, Svizzera,Grecia,Portogallo,Danimarca,Norvegia,Svezia) alla società Rete Italia della berlusconiana Fininvest. Il prezzo ufficiale della transizione svizzera-900 mila dollari,circa un miliardo di lire dell'epoca,per 7 partite di calcio-era assolutamente oneroso. E il merito dell'accordo risultava stupefacente, dato che Berlusconi disponeva di una tv privata locale,Telemilano-Canale 5, illegalmente articolata in forma di network (emittenti regionali coordinate da Milano), che non poteva trasmettere nè in diretta nè in ambito nazionale,nè ovviamente poteva disporre del satellite intercontinentale necessario alla teletrasmissione da Montevideo.
La prima notizia dello stranissimo accordo svizzero fra la Strasad domiciliata a Panama e l'affarista milanese,nei termini in cui venne divulgato,provocò sconcerto e polemiche.
L'Eurovisione mi aveva offerto una cifra irrisoria,e comunque insufficiente a coprire i costi da me sostenuti,dichiarò Vulgaris a "Il Giornale",poi precisò :La Rai non si è mai fatta avanti con nessuna proposta,ha lasciato sempre che fosse l'Eurovisione e soltanto essa a negoziare...Quando ormai avevo rotto con l'Eurovisione,non mi restava altro da fare che cedere i diritti al miglior offerente.Tengo a precisare in modo particolare che la società Rete Italia è intervenuta nelle trattative solo dopo il fallimento delle stesse con l'Eurovisione, e che gli sportivi italiani potranno assistere al Mundialito solo per l'intervento di Rete Italia che si è anche dovuta accollare il pacchetto di diritti relativo a buona parte dell'Europa.
(pagine 15-16)
La Rai smentì la versione dei fatti sostenuta dal commerciante uruguaiano,parlò di fatto compiuto e denunciò l'onerosità dell'affare.I telespettatori italiani devono sapere che per i Mondiali in Argentina si sono spesi 20 milioni a partita. Le partite del Mundialito verrebbero a costare 150 milioni ognuna...Nelle condizioni economiche in cui versa il nostro Paese,ci possiamo permettere il lusso di pagare queste partite sei-sette volte più di quanto sono state pagate quelle dei Mondiali?,dichiarò il consigliere della Rai Luca Pavolini.
Fu "Il Giornale",nell'edizione del 1 dicembre 1980, a ufficializzare l'evento e a scatenare l'offensiva mediatica.
A tutta pagina,sotto il titolo cubitale Canale 5 fa gol al Mundialito.L'emittente privata,assicurandosi l'esclusiva,ha fatto segnare una svolta nella storia televisiva,il quotidiano controllato dall'affarista piduista 1816 scriveva: La prima reazione è stata un misto di stupore,incredulità e fastidio.solo più tardi,alla Rai,qualcuno ha capito il vero pericolo:le partite del Mundialito trasmesse da una tv privata e non da quella di Stato faranno scoprire a milioni di tifosi italiani il sottile piacere di sentirsi finalmente liberi.Quindi il quotidiano berlusconiano in tutta Itala:la rete tv di Canale 5 raggiunge già oggi un terretorio dove risiedono più di trentatre milioni di telespettatori,ma è in progetto un'ulteriore estensione dei collegamenti per consentire a tutti gli italiani di assistere alle partite del Mundialito.
Nella stessa pagina,sotto il titolo Quando il monopolio vuol nascondere un abuso di potere,il quotidiano berlusconiano scriveva ancora: I prossimi giorni saranno decisivi per una vicenda giuridico-sportivo i cui effetti sono destinati a non esaurirsi in tempi brevi e a proiettarsi sui futuri rapporti fra iniziativa privata e iniziativa pubblica nel settore delle teletrasmissioni.L'articolo,che attaccava frontalmente il monopolio della Rai,era firmato Giuseppe Prisco,consigliere di amministrazione sia del piduista Banco Ambrosiano,sia della Rizzoli Editore controllata dalla P2.
Benchè all'apparenza incomprensibili,gli intenti di Berlusconi erano precisi:assicuratosi i diritti esclusivi di teletrasmissione del Mundialito, e amplificando attraverso i mass media controllati dalla P2 l'attesa e la portata del torneo calcistico internazionale presso i molti milioni di sportivi italiani,l'affarista piduista intendeva arrivare a rompere il monopolio Rai.Infatti dichiarò:Qui non è in gioco solo il torneo del Mundialito che pure interessa tanto i milioni di tifosi italiani...Noi non abbiamo cercato in questa trattativa un affare economico:abbiamo solo contato un "utile" di simpatia e di principio...L'Eurovisione era già fuori da questa trattativa, e gli italiani non avrebbero visto queste partite.Noi invece,intendiamo fargliele vedere... Il principio del monopolio della Rai sul territorio nazionale è già sul banco degli accusati... La legge non è un totem intoccabile, è una norma che tutti insieme ci siamo dati per regolare al meglio la nostra convivenza.La legge non può essere contro il buon senso,e questo è semplicemente un caso di buon senso.Gli italiani hanno diritto di sapere per quale motivo,in virtù di quale interesse pubblico,potrebbe essere loro proibito di assistere in diretta alle partite della loro Nazionale calcistica>>.
(pagine 16-17)
La Rai replicò:Non è affatto vero che Berlusconi ci ha soffiato il Mundialito.Le cose sono andate in un modo molto diverso.Il comitato urugayano ha dato i diritti alla Strasad,la quale ha poi ceduto a Berlusconi i diritti per l'Italia e altri paesi europei.Quando l'Eurovisione si è mossa,il comitato organizzatore aveva già venduto i diritti.Non c'è mai stata un'asta regolare fra l'Eurovisione e Berlusconi [nota 1].Secondo la tv di Stato la vicenda era comunque chiara: Il governo uruguaiano ha organizzato il Mundialito per ricostruire una "immagine" del Paese alquanto deteriorata.Se la manifestazione non verrà trasmessa nei principali Paesi europei,l'effetto propagandistico verrà a mancare... Berlusconi non può neppure rivendere i diritti alle altre nazioni europee,perchè l'Eurovisione ha raccomandato alle tv dei vari Paesi di non trattare separatamente,neppure a titolo gratuito.Nel suo comunicato,la Rai rilevava inoltre come Berlusconi avesse pagato in Svizzera alla società panamense Strasad una somma che l'ente di Stato definiva spropositata,e questo benchè Canale 5 non avesse alcuna garanzia di poter trasmettere in diretta- nè per legge,nè rimpianti-le partite in tutta Italia.
La manovra entrò nel vivo ai primi di dicembre,quando Canale 5 annunciò di avere inoltrato la richiesta ufficiale alla Rai di poter disporre del satellite per la teletrasmissione dele partite da Montevideo.Il ministro delle Poste,il socialdemocratico Michele Di Giesi,espresse verbalmente un immediato rifiuto:Se lo Stato consentisse che i privati,pochi privati,monopolizzassero i servizi televisivi su tutto il territorio nazionale, solo a pochi,in concreto,sarebbe possibile fruire del diritto sancito dall'art 21 della Costituzione (Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola,lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione), fingendo di ignorare che l'etere pubblico è una risorsa limitata.
Ma il "fratello" 1816 ostentava una sicurezza tanto granitica quanto strana:Sono convinto che il ministro finirà per concederci l'autorizzazione a usfruire del satellite,dichiarò alla "Gazzetta dello Sport" il 4 dicembre.Tanta sicurezza era forse risposta nel fatto che il segretario e il vicesegretario e il vicesegretario del Psdi (il partito del ministro Di Giesi),Pietro Longo e Renato Massari,erano "fratelli" piduisti (tessere 2223 e 2172),e nel fatto di poter contare sugli altri "fratelli" infiltrati nei partiti,nel governo, e nella stessa tv di Stato.
In Italia la vicenda del Mundialito-gonfiata dai giornali piduisti attraverso una martellante campagna-cominciò ad assumere i contorni di un vero e proprio affare di Stato, con aspetti sempre più marcatamente politici e un crescendo di polemiche roventi.Il giornalista Rai Gianni Minà,dagli schermi della tv di Stato,adombrò l'opportunità che la Guardia di finanza indagasse sull'accordo svizzero Berlusconi-Vulgaris;ma il ministro delle Finanze era il socialista Franco Reviglio, e il comandante generale della Guardia di finanza,il generale Orazio Giannini,era anche lui affiliato alla P2 (tessera 2116).
(pagine 17-18-19)
Il più importante quotidiano italiano,il "Corriere della Sera",controllato dal banchiere piduista Robarto Calvi (tessera num 1624) e diretto dal piduista Franco Di Bella (tessera 1887), era in prima fila nel sostenere la trama politico-affaristica italo-uruguaiana che vedeva impegnato il "fratello" Berlusconi, e dedicava intere pagine all'evento-Mundialito,dall'altro aizzava la pubblica opinione contro la tv di Stato e contro il governo.
Gli attacchi del "Corriere" si susseguivano concentrici:contro la Rai-tv,contro la stessa Federazione italiana gioco calcio,accusata di "freddezza": Sembra che la Federazione abbia assunto un atteggiamento di snobistico distacco verso il Mundialito.La partecipazione dell'Italia,voluta un anno fa dall'allora presidente della Figc Artemio Franchi,sembra quasi... una seccatura.L'organizzazione è molto approssimativa, e fra l'altro i più alti dirigenti federali sembrano intenzionati a non seguire la squadra in Uruguay (il capo-comitiva dovrebbe essere il presidente della Lega semiprofessionisti).
Poi il quotidiano piduista di via Solferino riportava con risalto l'opinione dell'ex presidente della Corte costituzionale e ex presidente della Rai Aldo Sandulli,il quale dichiarava: Il monopolio radiotelevisivo di Stato deve cedere,e sarebbe una battaglia di retroguardia continuare a difenderlo. A Sandulli- che era il legale dell'editore del "Corriere della sera",il piduista Angelo Rizzoli (fascicolo num 0532) - replicò il consigliere Dc della Rai Nicolò Lipari: Il numero delle frequenze è limitato, e c'è il rischio che alcuni potentati econimici conquistino l'etere determinando in tal modo una situazione di oligopolio.Le legislazioni di tutti i Paesi,proprio per evitare meccanismi di oligopolio,vietano a coloro che hanno una presenza significativa nella stampa di gestire anche strumenti di informazione radiotelevisiva.
Alla domnada del perchè Canale 5 avesse comprato i diritti televisivi del Mundialito pur sapendo che non avrebbe potuto utilizzarli,Berlusconi rispose: L'abbiamo già detto:ci interessa difendere un principio,e ottenere l'uso del satellite. E dopo avere definito il "no" del ministro delle Poste all'utilizzo del satellite Rai un inspiegabile rifiuto che va contro i principi di libertà,il piduista di Canale 5 ribadì le sue enigmatiche certezze: Trasmetteremo il Mundialito in diretta almeno per i telespettatori lombardi e, eventualmente, in differita per quelli delle altre regioni italiane. Il "fratello" 1816 sapeva bene che il lavoro occulto della Loggia segreta era in corso.
(pagine 19-20)
Verso la metà di dicembre,quando mancavano ormai due settimane all'inizio del torneo,la vicenda Mundialito sembrava arenata in un vicolo cieco.Se la situazione non avesse trovato un rapido sbocco,la giunta golpista al potere in Uruguay rischiava di veder vanificata la sua operazione propagandistica verso l'Europa:una operazione ancora più indispensabile e urgente, dopo che il referendum plebiscitario del 30 novembre si era risolto in una chiara sconfitta della dittatura.
In Italia la campagna dei media piduisti crebbe di intensità,stringendo d'assedio la tv di Stato e la classe politica,e sobillando la pubblica opinione.Il più diffuso settimanale italiano "Sorrisi e Canzoni Tv" (controllato dalla Rizzoli piduista),arrivò a dedicare all'eveto-Mundialito un servizio lungo ben dieci pagine, con tanto di foto berlusconiana e dichiarazione del piduista 1816: Per trasmettere il Mundialito in diretta occorre il satellite, e Canale 5 ha chiesto la regolare autorizzazione alla ministero delle Poste:non si vede come questa autorizzazione possa continuare a esserci negata.Ma occorre anche l'autorizzazione a collegare via etere tutte le stazioni di Canale 5, e anche per questo abbiamo presentato domanda.
Sull'onda delle pressioni mediatiche qualcosa cominciò a muoversi. Circolò voce di nuovi contatti tra la Federazione calcistica uruguaiana,l'Eurovisione,la Rai-tv, e il piduista milanese detentore dei diritti di teletrasmissione.L'intricata vicenda si era ormai trasformata in un formidabile battage pubblicitario:non solo per il torneo calcistico,ma anche e sopratutto per l'illegale network Canale 5 e per il suo rappresentante Silvio Berlusconi.I giornali controllati dalla P2 presentante Silvio Berlusconi.I giornali controllati dalla P2 facevano da megafono al "fratello" 1816,che veniva ritratto come Davide contro Golia,un eroico imprenditore privato in lotta solitaria contro la gigantesca tv di Stato per permettere a milioni di italiani di assistere al "Supermondiale"calcistico che la Rai voleva invece negare ai teleutenti.Il "privato" buono e gratis, contro il "pubblico" brutto,cattivo e a pagamento (il canone).
Il "Corriere della sera" diretto dal piduista Di Bella arrivò a scrivere: Adesso l'Eurovisione cerca di rientrare nel giro,disposta a pagare pur di avere la trasmissione alla quale il comitato uruguaiano tiene molto per ragioni di prestigio e anche politiche...Berlusconi si è dichiarato favorevole a cedere,al prezzo da lui pagato, il diritto di trasmissione delle partite alle nazioni europee che lo desiderano,non però all'Italia per evidenti ragioni.Ora,tuttavia,il ministro delle Poste Di Giesi deve concedere a Canale 5 l'autorizzazione a usufruire del satellite, e inoltre a trasmettere in diretta le partite su tutto il territorio nazionale.Deve,perchè agli sportivi italiani non si può negare,per ragioni di monopolio,la visione di avvenimenti che hanno sempre avuto il maggior indice di gradimento,perchè divertono e fanno spettacolo.In questo Mundialito,non dimentichiamolo,è impegnata anche la nostra Nazionale.
I giornali italiani controllati dalla P2 alternavano pressioni,minacce e lusinghe rivolte al ministro delle Poste;sobillavano i milioni di sportivi italiani contro la Rai-tv;alimentavano l'attesa per il torneo calcistico fino a renderla febbrile.
Ma avevano sempre la massima cura di nascondere la realtà socio-politica della dittuatura uruguaiana.
Fu il Psi craxiano a rompere gli indugi uscendo allo scoperto.Il quotidiano del partito "Avanti" invitò perentoriamente la Rai a trovare un accordo con Canale 5 accampando la seguente motivazione: Il cittadino si domanda perchè questo accordo non avvenga ,anche alla luce del canone piuttosto salato che lo stesso cittadino fa pervenire nelle casse della Rai-tv. Quella dei craxiani era una sortita "mirata":infatti Berlusconi intendeva anche costringere la Rai a sborsare il costo degli onorosissimi diritti esteri comprati da Rete Italia ma inutilizzabili a causa del perdurante veto dell'Eurovisione.Evocando il sentimento di milioni di appassionati sportivianche il presidente del Coni,il craxiano Franco Carraro, sollecitò la Rai a raggiungere un accordo con Canale 5 che garantisse la trasmissione del Mundialito in Italia e in Europa.
In Olanda,intanto,sit-in e campagne di stampa contestavano la partecipazione della Nazionale dei tulipani all'imminente torneo organizzato dalla dittatura uruguaiana.Lo stesso ministro degli Esteri olandese,su inchiesta del Parlamento, invitò la Federazione calcistica a riconsiderare l'autonoma decisione di prendere parte al Mundialito nell'Uruguay insanguinato dal militari golpisti.
In Italia,quarantuno calciatori di serie A sottoscrissero una pubblica denuncia contro la dittatura uruguaiana.Ma il "Corriere della sera" censurò la denuncia, e sotto il titolo football,shopping e un'abbronzatura fuori stagione per il tifoso-turista in Uruguay l'8 dicembre informò i lettori che con una una spesa di poco più di due milioni è possibile abbinare gli incontri della Nazionale azzurra alla calda estate sudamericana:nei dintorni di Montevideo le spiagge si estendono a perdita d'occhio>>. L'articolo si dilungava in una dettagliata descrizione geografico-turistico-gastronomica dell'Uruguay senza fare il minimo accenno alla dittatura militare che da anni insanguinava e opprimeva il Paese.Neppure dove il più diffuso quotidiano italiano invitava il lettore a visitare il Palazzo legislativo,sede del Parlamento,con all'interno lo stupendo salone dei "Pasos perditos",ricco di marmi,di colonne e affreschi.
Del resto il venerabile Gelli aveva molto a cuore i destini dell'Uruguay.La faraonica villa di Montevideo concessagli dalla giunta militare,dove era custodito l'archivio della Loggia segreta,era la base operativa dei traffici affaristici del capo della P2 in Sudamerica (aveva interessi finanziari e possedimenti anche in Brasile,Argentina e Paraguay).Gelli vi si recava spesso,imbarcandosi a Roma con un passaporto diplomatico argentino (num 004504).
(pagine 21-22-23)
Nell'affaire Mundialito svolse un ruolo decisivo "La Gazzetta dello Sport",il più diffuso quotidiano sportivo italiano,edito dalla Rizzoli piduista.
Nell'edizione del 18 dicembre,sotto il cubitale titolo a nove colonne Vietato il Mundialito a Canale 5,"La Gazzetta" annunciò che il ministro delle Poste e telecomunicazioni ha ufficialmente negato a Canale 5 il permesso di utilizzare il satellite artificiale per la cronaca diretta delle partite del Mundialito.Lo ha fatto sia con una telefonata a Silvio Berlusconi (proprietario della rete televisiva privata),sia attraverso una nota di agenzia in cui veniva ribadito il "no" ministeriale.Quindi il giornale piduista scrisse, a mò di avvertimento:Il ministro ha rifiutato agli italiani la visione del Mundialito anche se non poteva ignorare l'interesse vastissimo per questa trasmissione. Formalmente ha detto picche a un'emittente privata,ma sostanzialmente ha invitato tutti gli italiani a vedersi qualcos'altro pur di tutelare l'interesse dell'ente di Stato... Certo è comodo per un politico acquistare benemerenze presso la Rai,ma lo sportivo è anche un elettore,e può mantener fede al suo credo politico limitandosi a cambiare la preferenza,anche se una certa faccia appare più a lungo e più spesso in televisione.
Nella stessa pagina, "La Gazzetta dello Sport" pubblicava la veemente reazione del "fratello"Berlusconi al no ufficiale del ministro: Siamo sorpresi e indignati.Riconfermo la volontà di proseguire la battaglia in difesa di principi che ritengo sacrosanti. Quindi il quotidiano sportivo della P2 riportava il diktat berlusconiano per trovare una soluzione:
Se è vero che la Rai vuole andare incontro ai tifosi italiani, non può sottrarsi dal dare una risposta affermativa a una di queste proposte:
1)lasciare a noi la trasmissione in esclusiva per la Lombardia;la Rai darà la telecronaca delle partite in tutto il resto d'Italia,escludendo la nostra regione,dove sarà Canale 5 a trasmettere.
2) Cediamo alla Rai lo spettacolo completo così come noi lo abbiamo ideato,costruito e, per la parte pubblicitaria,venduto agli sponsor; la Rai avrebbe questo programma senza pagare una lira... Se ci fosse chiusura da parte della Rai anche su queste proposte vuol dire che trasmetteremo le partite del Mundialito in differita,andandole a registrare direttamente in Uruguay.
Ma la Rai respinge entrambe le proposte berlusconiane,per cui i giornali della P2 intensificarono i loro attacchi alla tv di Stato e al ministro delle Poste.In prima pagina, "Il Giornale" li accusò di ostracismo e arroganza.Il "Corriere della sera" del 18 dicembre scrisse di arroganza di Stato,argomentando:Preso in contropiede dalla iniziativa di un imprenditore,l'ente televisivo,ovvero il ministro Di Giesi, che figura come il suo protettore d'ufficio,risponde con una pura e semplice mossa di potere,che rivela il modo praticamente feudale con cui il Palazzo gestisce il servizio pubblico...Se, a cavallo fra l'anno vecchio e quello nuovo,le partite uruguaiane non luccicheremo sui teleschermi della Penisola,gli affezionati del calcio e i loro amici potranno ringraziare la liberalità del ministro Di Giesi e dell'ente televisivo di Stato.
Pagine (23-24-25)
Il 20 dicembre ecco il primo,incredibile colpo di scena,un vero miracolo italiano.Come aveva "previsto" il piduista 1816,il ministro delle Poste Di Giesi,ribaltando la posizione di totale chiusura affermata e ribadita fino al giorno prima,si disse all'improvviso disponibile a concedere a Canale 5 l'uso del satellite della Rai nel quadro di un accordo fra l'illegale netwek dell'affarista piduista e la tv di Stato,accordo che il ministro si impegnò pubblicamente a ricercare in prima persona al più presto.
Tra la Rai e Berlusconi io sono il portavoce dei milioni di sportivi italiani che aspettano di vedere il Mundialito, proclamò l'intrepido onorevole Di Giesi, subito salutato dalle lodi dei quotidiani piduisti (il "Corriere della sera"del 21 dicembre inneggiò alla sensibiltà del ministro).La soluzione che il ministro Di Giesi proponeva come repentino portavoce di milioni di sportivi italiani -una spartizione tra Canale 5 e la Rai, con un sostanzioso conguaglio in denaro pagato dalla tv di Stato alla Fininvest-era precisamente quella voluta da Berlusconi.
Subito dopo arrivò il secondo miracolo berlusconiano.Anche la tv di Stato, che fino al giorno prima aveva negato l'eventualità di accettare una simile soluzione e comunque di patteggiare un accordo con Canale 5,manifestò una improvvisa disponibilità all'intesa prospettata dal ministro.Il presidente della Rai,il socialista Sergio Zavoli,dichiarò:Grazie alla intelligente opera di mediazione da parte del ministro,siamo disponibili a una legittima risoluzione del problema.
Una collaborazione tra servizio pubblico e tv private è ormai necessaria,confermò l'onorevole Di Giesi,precisando che esistono la Costituzione e le leggi,ma esiste anche la costante evoluzione tecnologica,per cui bisogna arrivare a una collaborazione vantaggiosa per tutti. Nella notte fra il 19 e il 20 dicembre, qualcuno o qualcosa aveva "convinto" il potere politico, e sia il ministro delle Poste sia la tv di Stato avevano cambiato idea.
Il 23 dicembre un comunicato di Canale 5 annunciò: La direzione generale del ministero delle Poste ha concesso alla stazione lombarda di Canale 5 (Telemilano) la autorizzazione a effettuare via satellite,tramite la stazione di Gera Lario di Telespazio,la trasmissione in diretta in Lombardia delle partite Uruguay-Olanda,Argentina-Germania,Argentina-Brasile,Germania-Brasile,del torneo di calcio Mundialito.Tra la Rai e Canale 5 sono stati inoltre formalizzati gli accordi per la cessione dei dritti televisivi per la difusione in diretta e in differita delle partite di calcio del Mundialito.Si sono quindi verificate le due condizioni che rendono possibile la cessione da parte di Canale 5 dei diritti che la catena televisiva privata italiana aveva acquisito.
Sulla possibilità di usare il satellite non ho mai vuto dubbi.Io ho svolto un'operazione certa, esultò il piduista 1816 intervistato dalla "Gazzetta dello Sport" il 24 dicembre.E nell'occasione arrivò perfino a indossare una maschera vittimistica:L'avere ceduto i diritti di trasmissione alla Rai per le gare dell'Italia e per la finale ci è costato parecchio:per via degli sponsor che ci hanno lasciato,noi abbiamo perso circa 2 miliardi di lire...Ma non importa.L'importante è di avere affermato definitivamente una questione di principio.L'intervista a Berlusconi (preceduta da un apologetico ritratto del "magico imprenditore geniale infaticabile") era firmata da Maurizio Mosca, il cui fratello - Paolo Mosca,direttore della rizzoliana "Domenica del Corriere" -era affiliato alla P2 (tessera 2100).
Così "Il Giornale" del 29 dicembre,in prima pagina, potè annunciare trionfante: Con una stretta di mano,finisce in un ufficio di Montevideo quella che ha avuto toni di una piccola guerra:Rai,Canale 5, Federazione uruguaiana e Angelo Vulgaris sono finalmente d'accordo.Tutti gli incontro del Mundialito saranno visti in Italia non su uno ma su due differenti schermi televisivi:in diretta alla Rai quelli della Nazionale azzurra e la finalissima,in diretta a Canale 5 gli altri quattro solo in Lombardia,e in differita in tutta Italia l'intera Coppa.E poichè l'Eurovisione non era tornata sulle proprie decisioni ritenendo il Mundialito troppo oneroso, la Rai ora dovrà pagare una somma superiore a quella prevista... La Rai si sostituirà in pratica all'Eurovisione:la tv italiana ha infatti acquistato i diritti di tutti i Paesi, e adesso potrà rivenderli a quelle nazioni che ne saranno interessate.
L'affarista piduista di Canale 5,dunque, non solo aveva piegato ai suoi voleri il ministro delle Poste e la tv di Stato,ma si era anche liberato degli inutilizzabili diritti esteri (bloccati dal veto dell'Eurovisione), che aveva rifilato in blocco alla Rai a prezzo maggiorato. La tv di Stato italiana che fino a poco prima aveva costituito l'ostacolo al compiersi della operazione-Mundialito in Europa,nel volgere di poche ore ne era divenuta il cardine. A spese dei contribuenti italiani, e a beneficio delle tasche, degli affari e della popolarità del "magico impreditore" affiliato alla P2, il quale apparve,agli occhi di milioni di sportivi italiani,poco meno che un eroe.Una raffica di miracoli italiani.
Potenzieremo ancora Canale 5,annunciò Berlusconi alla compiacente "Gazzetta dello Sport".Abbiamo raggiunto un accordo con una casa tedesca per la fornitura esclusiva in Italia di un eccezionale ripetitore:Su tutta la rete di Canale 5 sono in corso potenziamenti per le 300 postazioni collocate in ogni parte d'Italia. In barba alla legge, e con il pieno avallo governativo e della stessa Rai, il network del piduista 1816 era sempre più platealmente una televisione a carattere nazionale.E approfittando del vuoto legislativo,assumeva di fatto connotazioni monopolistiche.
(pagine 25-26-27)
La tv di Stato tentò di giustificare l'incredibile conclusione della vicenda con una dichiarazione del suo vicepresidente Giampiero Orsello,riportata dalla "Gazzetta dello Sport" il 23 dicembre: Non è stata e non deve essere considerata una sconfitta della Rai-tv.Bisogna tenere presente la posizione di estrema debolezza dalla quale siamo partiti.C'è stata certamente,non da parte nostra ma da parte dell'Eurovisione,una sottovalutazione dell'avvenimento...In questa vicenda la Rai ha dovuto subire tre tipi di condizionamento.
Primo:i diritti erano in possesso di Canale5.
Secondo:il ministro delle Poste non ha trovato argomenti per opporre un rifiuto all'uso del satellite da parte di una televisione privata.
Terzo:la Commissione parlamentare ci aveva raccomandato di arrivare a una soluzione positiva,cioè alla possibilità di offrire a tutti gli italiani gli incontri del Mundialito.
Così sempre il ministro delle Poste Michele Di Giesi,anche Giampiero Orsello era un esponente del Pdsi,il partito socialdemocratico guidato dal piduista Piero Longo.Ma il vicepresidente della Rai Orsello era anche incluso nell'elenco degli affiliati della Loggia P2:fascicolo 0060.
Intanto,arrivati a Montevideo,i calciatori delle varie nazionali toccarono con mano il clima che opprimeva l'Uruguay:gli alberghi che li ospitavano erano presidiati dalle forze di polizia,sia all'interno che all'esterno.Il 1 gennaio quattro atleti della nazionale italiana (Cabrini,Tardelli,Gentile e Zaccarelli),usciti dall'albergo insieme a un fotografo,furono circondati da militari armati di mitra spianati, e per evitare il peggio dovette intervenire un ufficiale.Nella corrispondenza del quotidiano piduista "L'Occhio",diretto dal "fratello" Maurizio Costanzo (tessera 1819),il grave episodio venne attribuito non alla dittatura,ma al fatto che all'estero il nome Italia sembra portare con sè odore di terrorismo [allusione alle Brigate rosse,ndr].
Il 6 gennaio 1981,mentre a Montevideo il Mundialito volgeva al termine,il quotidiano berlusconiano "Il Giornale" pubblicò con grande rilievo un'intervista a Artemio Franchi.L'11 gennaio anche il "Corriere della Sera"pubblicò un'intervista analoga (titolo:Franchi sottolinea il successo economico e tecnico del Mundialito),seguito a ruota dalla "Gazzetta dello Sport" (titolo:Franchi invita a riflettere sul successo del torneo).
Ex presidente della Federazione italiana gioco calcio,e da pochi mesi presidente del Uefa,Franchi era stato il "padrino sportivo",sul versante italiano,del Mundialito: infatti,nel 1979,nella sua veste di presidente della Figc,aveva personalmente voluto e deciso la partecipazione della Nazionale italiana al propagandistico torneo calcistico organizzato dalla dittatura militare uruguaiana.Naturalmente anche Artemio Franchi era presente nell'elenco degli affiliati alla Loggia segreta P2:fascicolo 0402.
All'inizio e alla fine dell'affaire Mundialito,sul conto bancario svizzero "Protezione" (num 633369,presso la Ubs-Unione Banche Svizzere di Lugano),la P2 convogliò due versamenti per un totale di 7 milioni di dollari.
Il primo accredito,di 3,5 milioni di dollari, era stato effettuato il 31 ottobre 1980,all'inizio della vicenda-Mundialito.Il secondo,dello stesso importo, il 3 febbraio 1981,un mese dopo la conclusione del torneo calcistico uruguaiano.Il denaro partì dalle casse estere del Banco Ambrosiano controllato dalla P2, e arrivò all'Unione Banche Svizzere di Lugano,sul conto "Protezione",il cui beneficiario era l'architetto socialista Silvano Larini,amico-prestanome del segretario del Psi Bettino Craxi e amico del piduista Berlusconi (era stato Larini ,all'inizio degli anni settanta,quando era direttore del Piano intercomunale milanese, a far incontrare il padrone di Canale 5 e il futuro segretario del Psi).
Secondo quanto stabilirà la magistratura milanese,la tangente piduista a Craxi non era però collegata al Mundialito,bensì a una manovra corruttiva organizzata da Gelli e Craxi con il vertice dell'Eni-l'ente petrolifero di Stato diretto da Giorgio Mazzanti (presidente) e Leonardo Di Donna (vicepresidente),entrmbi del Psi e entrambi affiliati alla P2.
I diritti della serie A
(pagine 27-28-29)
La vicenda del Mundialito uruguaiano fu solo l'inizio. Berlusconi,iscritto alla P2 e protetto dai partiti di Tangentopoli (con il Psi di Craxi in prima fila),continuò a occupare abusivamente l'etere pubblico e a violare la legge trasmettendo con Canale5 a livello nazionale.E dato il successo della manovra-Mundialito,tentò ancora di strumentalizzare il calcio.
Nell'aprile del 1981 Berlusconi chiese alla Federazione italiana gioco calcio l'esclusiva delle partite del nuovo campionato 1981-82 di serie A,offrendo in cambio 16 miliardi di lire più la metà degli incassi pubblicitari.La Rai, per i diritti delle partite del campionato 1980-81 aveva pagato alla Figc 2 miliardi e 200 milioni.Come già per il Mundialito,la manovra berlusconiana non era solo di tipo commerciale:se la Figc avesse accettato l'offerta multiliardaria di Berlusconi,chi si sarebbe poi azzardato a impedire a Canale 5 di trasmettere in contemporanea nazionale le partite di calcio domenicali seguite da decine di miloni di italiani?. (M.Guarino,op. cit pag 132)
L'offerta berlusconiana alla Figc diventò un caso politico.Le società calcistiche avevano passività per 150 miliardi, e la Figc aveva chiesto aiuto alle casse dello Stato:come avrebbe potuto l'ente calcistico voltare le spalle all'ente televisivo statale [Rai,ndr] governato dalla Commissione parlamentare di vigilanza?E cosa sarebbe diventata la Rai-tv senza le immagini del massimo Campionato di calcio? La risposta di Berlusconi fu pronta:Il potere politico non è univoco,alcuni politici sono favorevoli alla nostra proposta. Infatti l'affarista piduista contava ancora sul mutuo soccorso segreto del "fratelli" piduisti e su quello esplicito dei suoi sodali politici.(Ibidem, pag 132-133)
Ma alla fine di maggio 1981 scoppiò lo scandalo della P2,un puttanaio che fece tremare la Repubblica:il capo dello Stato Sandro Pertini disse che quella loggia segreta era una associazione a delinquere, e il governo Forlani infestato di piduisti fu costretto a dimettersi.Tra i protagonisti dello scandalo c'era anche il signor Berlusconi,che era dentro fino al collo nella associazione a delinquere piduista.
Cosi alla fine la Federcalcio rinnovò il contratto con la Rai-tv:solo che la televisione di Stato invece di 2 miliardi dovette pagare 13 miliardi.E il presidente della Federazione pallonara, l'avvocato Federico Sordillo,prima mandò un pubblico ringraziamento a Berlusconi,poi annunciò che per compensare i sacrifici fatti dal calcio professionistico per favorire la tv di Stato,la Figc avanzerà rivendicazioni al governo per l'esenzione delle tasse sui pubblici spettacoli,al Coni per una maggior percentuale degli introiti del Totocalcio, e gli Enti locali per l'affitto e la pubblicità negli stadi. Cioè altri miliardi statali nelle casse della Federazione pallonara.
Morale della storia:proprio come era capitato con il Mundialito,la furbizia del signor Berlusconi,basata sulla piratesca occupazione dell'etere pubblico e sulla illegalità di una tv privata nazionale vietata dalla legge, alla fine è stata pagata coi soldi pubblici.
La Coppa supermondiale clubs
(pagine 29-30-31)
Mentre tentava il colpo grosso dell'esclusiva del campionato, il capo della Fininvest finanziò e organizzò un secondo Mundialito, una "Coppa supermondiale clubs" che si sarebbe giocata annualmente nel periodo estivo.All'edizione del 1981- allo stadio milanese Meazza,dal 16 al 30 di giugno-parteciparono Inter,Milan,Real Madrid,Boca Juniors e Penarol. L'obiettivo politico del torneo era il solito: strumentalizzare i 50 milioni di italiani appassionati di calcio per violare la sentenza della Corte Costituzionale (che obbligava le tv private a trasmettere in ambito locale fino a quando il Parlamento non avesse regolamentato l'etere e varato una normativa per garantire il pluralimo); e legittimare il fatto compiuto del monopolio privato Finivest.
Alla fine di marzo Berlusconi presentò il supertorneo alla stampa, precisando che Canale 5 aveva i diritti mondiali di teletrasmissione e che però volentieri li offriva all'Eurovisione,riservandosi i soli diritti italiani.Ma anche in questo caso lo scandalo della scoperta della P2 (maggio 1981) gli mandò all'aria tutta l'operazione.Senza la grancassa dei giornali piduisti, e senza l'aiuto della ragnatela di potere della massoneria segreta,il torneo berlusconiano fu un mezzo fiasco. E senza la pressione dell'opinione pubblica,Canale 5 non si azzardò a coinvolgere la Rai,nè a trasmettere le partite in diretta nazionale.
Il 27 giugno,dopo la finale del Mundialito vinta dall'Inter (trofeo:una scultura di Arnaldo Pomodoro, e un assegno di 100 mila dollari),Berlusconi si lagnò di non aver potuto teletrasmettere il torneo in diretta nazionale e polemizzò con la Rai: Noi siamo come un pugile peso mosca che combatte contro un peso massimo,e per di più ha un braccio legato dietro la schiena.Qualche pugno siamo riusciti a darlo, ma come si fa a vincere?.
Povera vittima: senza la P2 il futuro padrone del Milan si sentiva menomato di un braccio!
Il vecchio cuore rossonero
Ci sono testimoni che affermano che Berlusconi,da giovane, non era affatto tifosi del Milan ma dell'Inter.Se fosse vero non ci sarebbe niente da meravigliarsi:il capo della Fininvest e di Canale 5 è un tipo molto elastico,e anche le sue "passioni" sono in base ai suoi interessi e alla convenienza del momento.
La cosa sicura è che durante il Mundialito organizzato dalla Fininvest nell'estate del 1984 Berlusconi cominciò una trattativa per comprare l'Inter,il cui presidente-proprietario era all'epoca uno scoglionato Ivanoe Fraizzoli.Il tramite fra Berlusconi e il padrone interista era l'ex campione nerazzurro Sandro Mazzola,e l'affare fu effettivamnte sul punto di concludersi:
Fraizzoli gli offrì il cinquanta per cento della società,e Berlusconi l'accettò. Nonostante il felice avvio, la trattativa si arenò sui soliti dettagli,si ingarbugliò nei cavilli,nelle insopportabili lungaggini.A un certo punto si convenne che a Freizzoli doveva rimanere il 51 per cento della società,per averne comunque garantito il controllo. Anche questo stava bene a Berlusconi,sempre più disposto a entrare nel grande calcio. Eppure ci fu una frenata ulteriore. Allarmato dal dinamismo del suo interlocutore, e probabilmente consigliato dall'influente avvocato Peppino Prisco,contrario all'idea di rivoluzionare lo staff dirigenziale,Fraizzoli si tirò indietro.Disse che con Berlusconi al fianco non si sentiva sicuro di comandare nemmeno conservando la maggioranza delle quote societarie.Si defilò in maniera definitiva e si tenne stretta l'Inter per qualche mese ancora.Per poi cederla a Ernesto Pellegrini. (Gino Bacci,Berlusconi,il premier e il mister,Eco sport 2004,pag 13.
Altra cosa sicura è che, da padrone milanista,Berlusconi avrà sempre un atteggiamento molto ambiguo verso l'Inter e i tifosi nerazzurri:Ancora prima che milanista ,io sono milanese, e quindi gioisco in maniera vera,sincera,quando l'Inter gioca bene e vince.Certamente non sono felice e non gioisco quando l'Inter batte il Milan o lo precede in classifica,ma io tengo per l'Inter quando,ad esempio,gioca contro una squadra straniera.E ancora:Da quando sono presidente del Milan ho cercato di adottare,di predicare,di diffondere una politica di fair-play nei confronti dell'Inter,dei suoi giocatori,dei suoi tifosi... Noto con soddisfazione che i tifosi interisti mi fermano e mi dicono: "Il nostro sogno è di avere Berlusconi presidente dell'Inter!".Questo,francamente,mi fa molto piacere. (Stefano E. D'Anna e Gigi Moncalvo,Berlusconi in concert,Otzium 1994,pag 134.)
[1] Una vicenda simile accadde anche nel 1998 quando la Rai accusa Mediaset di aver acquistato i diritti per la Champions League dalla Uefa senza gara d'appalto.
Da Admin, Mercoledì, 04 Luglio 2007 11:06 Commenti(54), Leggi tutto
Bilan Story
Lo scippo dello squalo: la nascita del Milan di Berlusconi
Vi propongo degli spezzoni tratti dal libro "Le corna del Diavolo" di Carlo Petrini, l'ex giocatore rossonero, oggi quasi cieco e da poco operato di tumore al cervello, ci parla senza paura e con precisione di nomi, cognomi, fatti, accuse e aneddoti che stanno dietro l'acquisizione berlusconiana del Milan. La storia spazia tra potere mediatico e furbizie, tra fanatismo e complicità politiche. Si conclude con una strepitosa e lucidissima lettura dei fatti da parte del grande Indro Montanelli. Un documento assolutamente imperdibile.
COME PAPPARSI IL MILAN A PREZZO DI SALDO
(pagine 35-36)
Il 30 ottobre del 1985 il "Corriere dello Sport-Stadio" scrive che la Fininvest di Silvio Berlusconi ha comprato il Milan calcio, e precisa anche il prezzo: 24 miliardi di lire, pagamento in quattro rate. Lo stesso giorno, con un comunicato ufficiale, la Fininvest dice che non è vero e afferma la propria totale estraneità alle trattative per l'acquisto della squadra milanese.
Naturalmente la smentita è una balla. Berlusconi sta effettivamente tentando di mettere le mani sul Milan calcio, ma - nello stile del personaggio fresco di P2 - l'operazione deve restare segreta, dato l'obiettivo è di prendere la società rossonera pagandola a prezzo di saldo. Bisogna prima di tutto togliere di mezzo il presidente milanista Giuseppe Farina detto Giussy, e poi mettere fuori gioco tutti i possibili concorrenti interessati a comprare la società. Perchè la Fininvest non ha nessuna intenzione di partecipare a un'asta, vuole prendersi il Milan per due lire punto e basta.
Il presidente Farina non è uno stinco di santo, anzi è un gran filibustiere, ma in confronto a Berlusconi è un dilettante. Infatti il capo della Fininvest maneggia da anni miliardi su miliardi che non si sa dove arrivano: una parte sono capitali anonimi parcheggiati in Svizzera, un'altra parte di miliardi gli piove dal cielo in contanti. E poi è un tipo molto chiaccherato, al punto che il 30 maggio 1983 la Guardia di finanza ha mandato alla Procura di Milano un appunto con scritto: E' stato segnalato che il noto Berlusconi Silvio, interessato all'emittente televisiva privata "Canale 5", finanzierebbe un intenso traffico di sostanze stupefacenti dalla Sicilia con diramazioni sia in Francia che nelle altre regioni italiane (in particolare Lombardia e Lazio).
Anche se non c'è piu la ragnatela della P2, nella operazione-Milan il signor Berlusconi può contare su degli appoggi politici pesantissimi: il presidente del Consiglio in carica Bettino Craxi, mezza Democrazia cristiana, il craxiano Carlo Tagnoli sindaco di Milano, il presidente del Coni Franco Carraro, e il presidente della Federcalcio Sordillo. Più tv e giornali della Fininvest, più la tifoseria milanista. Il povero Farina, invece, anche se ha qualche miliardo è uno sfigato qualsiasi senza nessun santo in paradiso, così il suo piccolo impero, con la gemma del Milan, ha le settimane contate.
LO SCIPPO DELLO SQUALO
Per una simpatica coincidenza, la Federcalcio alla fine di ottobre 1985 manda gli ispettori a controllare la contabilità del Milan calcio. Allora Farina si agita, ma il presidente federale Sordillo cerca di tenerlo tranquillo: Nella contabilità del Milan non sono state riscontrate irregolarità sostanziali, ma solo formali.
La società rossonera non se la passa molto bene: le casse sono vuote, e i debiti con le banche arrivano a una decina di miliardi. Però il valore complessivo dei giocatori milanisti è quattro volte tanto: in squadra ci sono giovani campioni come Baresi, Costacurta, Maldini, Evani, Tassotti, Stroppa, Hateley; e campioni stagionati come Di Bartolomei, Paolo Rossi e Virdis. Poi ci sono gli immobili del centro sportivo di Milanello, più il patrimonio personale di Farina, che è consistente.
Quindici giorni dopo, cioè a metà dicembre, ecco il colpo di scena: con una decisione che i giornali definiscono strana, improvvisa, inattesa, Farina si dimette da presidente, lascia il Milan. E dichiara ai giornali: Ho preso questa decisione perchè è successo un fatto grave che non posso raccontare. Me ne vado per il bene del Milan... Non chiedetemi di essere più chiaro: non posso. Il potere gli ha ordinato di togliersi di mezzo, e lui è costretto a ubbidire.
L'agenzia Ansa, il 17 dicembre, riporta una voce secondo la quale il pacchetto azionario della società Milan sarebbe già stato ceduto a un gruppo del quale farebbe parte l'imprenditore milanese Silvio Berlusconi. La agenzia riporta la smentita della Fininvest, che nega tutto, perfino l'interesse. L'indomani, il 18 dicembre, l'Ansa riporta il seguente comunicato: Il gruppo Fininvest, di cui è presidente Silvio Berlusconi, dichiara la sua disponibilità a esaminare la possibilità di un intervento a livello di capitale nella società Milan. Questa possibilità si manifesta oggi, a seguito delle intenzioni di disimpegno pubblicamente manifestate dall'attuale presidente, Giuseppe Farina.
A questo punto comincia una commedia che va avanti per settimane. Il petroliere Dino Armani, da tempo interessato a comprare la società rossonera, sembra rassegnato a farsi da parte: Ho chiesto più volte a Farina di dirmi quanto voleva, ma una vera trattativa non c'è mai stata, lui è sempre stato vago... . Comincia a essere chiaro che la società Milan calcio è destinata alla Fininvest. Allo stadio di San Siro già si vedono tifosi rossoneri con striscioni e cartelli (non si sa quanto spontanei) che inneggiano a Berlusconi. Intanto il padrone di Canale 5 mette le mani avanti: Sono pronto a comprare il Milan, ma sulla base del valore effettivo che accerteranno i miei esperti. L'accordo potrà essere raggiunto solo se le richieste di Farina non saranno esagerate.
Le tre televisioni e i giornali della Fininvest accompagnano l'assedio berlusconiano al Milan come strumenti di pressione: arrivano a tirare in ballo il tifo rossonero di papà Berlusconi, di Silvio bambino, del fratello Paolo, della nonna e della zia, dell'amico Fedele Canfolaneri, del caro socio Adriano Galliani... E' tutta una ridicola sceneggiata sentimentale, una telenovela brianzola per far passare la cosidetta "trattativa" con Farina come un atto d'amore verso il Milan. In realtà è un business politico e anche televisivo:
Da molto tempo Canale 5 si interessa al calcio. Sono state proprio le sue offerte a far decuplicare in pochi anni il prezzo che la Rai paga per l'esclusiva sul campionato. L'impossibilità delle dirette e la voglia della Lega di favorire comunque l'ente pubblico hanno fino ad oggi sempre interrotto bruscamente il discorso. Il contratto attuale che lega il calcio alla Rai scade però alla fine del prossimo campionato. Per quella data quasi certamente l'interconnessione sarà cosa fatta. Non solo, ma anche Canale 5 avrà imparato a gestire un impegno tecnico grandissimo come la ripresa in contemporanea di tutto il campionato.
L'accordo Rai e Lega per essere siglato ha per regolamento bisogno del placet di tutte le società. Deve cioè esserci unaminità, il "no" anche di una sola società terrebbe in sospeso la trattativa complicandola moltissimo. E Berlusconi a quel punto potrebbe essere il presidente del Milan. Non solo, potrebbe cioè rilanciare senza più il problema della diretta la sua proposta d'esclusiva, ma potrebbe addirittura bloccare materialmente l'accordo della Rai.
C'è poi da ricordare ancora una cosa. Le partite di Coppa europea sono fuori dal contratto tra la tv di Stato e il calcio. Per quelle il mercato è praticamente libero già adesso. Forte della diretta e del suo rapporto preferenziale, la Rai è riuscita fino adesso a mantenere anche quel tipo di monopolio. Ma se Berlusconi diventasse padrone del Milan potrebbe concedere alle sue reti le partite di Coppa fin dalla prossima stagione. Stando così le cose, le preoccupazioni Rai diventano chiarissime. Nelle mani di Berlusconi il Milan si trasformerebbe automaticamente in un'incredibile testa di ponte tra l'emittenza privata e il calcio. (Mario Sconcerti, "la Repubblica", 20 dicembre 1985).
Pagine (40-41-42-43)
La Fininvest offre la miseria di 15 miliardi per un Milan addirittura ripulito dai debiti, ma Farina vuole almeno il doppio con i debiti a carico di chi compra. Si fa viva una finanziaria di Montecarlo, la Wac, che offre 25 miliardi e si accollerebbe le passività; altre cordate sembrano interessate all'affare. Farina è messo con le spalle al muro: è sottoposto a pressioni di vario genere comprese le minacce di fallimento e di guai giudiziari. Intanto la società rossonera viene messa in mora dalla Federcalcio per le irregolarità contabili.
Domenica 19 gennaio 1986 si gioca a San Siro la gara di campionato Milan-Fiorentina. La tifoseria rossonera scandisce il nome di Berlusconi, e le televisioni indugiano su due grandi striscioni che sembrano fatti apposta per la propaganda berlusconiana: Farina infame. Pagherai caro, pagherai tutto, e Silvio, facci sognare... Fai tornare grande il Milan. Pochi minuti prima del fischio d'inizio della partita, un gruppo di giovani entra sul terreno di gioco e srotola uno striscione con scritto: Berlusconi o morte. (Cfr. agenzia Ansa, 19 gennaio 1986).
E' come vedere una messinscena.
Il 22 gennaio il vicepresidente del Milan, Gianni Rivera, fa un clamoroso annuncio: la società rossonera ha chiesto al ministero del Tesoro l'autorizzazione per un aumento di capitale da 10 a 20 miliardi, che verrebbe sottoscritto dagli attuali soci. E' un disperato tentativo di Farina di ribellarsi alla svendita del Milan e all'ordine di passarlo alla Fininvest, come spiega Rivera: Berlusconi pretendeva che i consiglieri si accollassero tutte le passività, e non dava il giusto valore alla parte attiva. I giocatori della squadra e gli impianti di Milanello devono pur essere considerati dei valori in attivo! Io fino a oggi sono stato zitto, ma adesso ho capito che non c'è la possibilità di trattare alle condizioni poste da Berlusconi. La replica del padrone di Canale 5 è un capolavoro di ipocrisia:
Le accuse indirizzate da qualcuno al gruppo Fininvest di voler "giocare al ribasso" si qualificano da se e rivelano, se mai ve ne fosse bisogno, a quali livelli di serietà e responsabilità ancora oggi da taluno si intenda gestire la società e si faccia opera di sostanziale disinformazione del pubblico e dei tifosi. Gli unici scopi che muovono il gruppo Fininvest all'acquisto del Milan sono quelli di realizzare finalmente, dopo anni di vana attesa, una società ordinata, organizzata e vincente, e di recuperare a Milano una squadra in grado di primeggiare nel panorama calcistico nazionale e internazionale, secondo il rango che il Milan si è guadagnato in tutta la sua storia.
Il 24 gennaio circola la voce che Farina avrebbe raggiunto un accordo con il petroliere Dino Armani: in cambio della maggioranza delle azioni della società rossonera, il petroliere avrebbe offerto 25 miliardi più l'impegno a coprire tutti i debiti della società. Quello stesso 24 gennaio, in serata, il presidente della Federcalcio Sordillo comunica che la presidenza della Figc ha ritenuto di investire il tribunale affinché svolga accertamenti preventivi sulla titolarità delle azioni del Milan calcio: in pratica, il presidente federale ha presentato due esposti- uno civile e uno penale -contro Farina.
A questo punto si dice interessato a rilevare la società rossonera anche il commercialista milanese Luigi Ceserani, come rappresentante di un gruppo che vuole rimanere al momento segreto. Posso anticipare che ne fanno parte industriali milanesi e società quotate in Borsa. E' un gruppo fortissimo con grandi progetti, che vogliono fai diventare il Milan una cosa unica in Italia.
Fra voci, manovre, azioni di disturbo e pressioni, una cosa sola è sempre più chiara: il Milan deve finire alla Fininvest e alle condizioni stabilite dal signor Berlusconi (cioè per quattro soldi), qualunque altra possibilità viene boicottata. E il passaggio deve avvenire presto, perchè il Milan a questo punto rischia il fallimento.
Il 1 febbraio Rivera annuncia le sue dimissioni irrevocabili da vicepresidente della società rossonera e attacca Berlusconi: Nella mia posizione di tifoso del Milan mi fa ribollire di rabbia il solo pensiero che qualcuno possa volere il fallimento della società rossonera. Non possiamo permettere che questa squadra venga distrutta... Purtroppo, personalmente non possiedo i 5 o 6 miliardi necessari per tacitare tutti i creditori e continuare nell'attuale gestione, altrimenti l'avrei fatto. Ho partecipato alla trattativa, e sono rimasto sorpreso dall'atteggiamento dei legali di Berlusconi, che stanno cercando in tutti i modi di far affondare il Milan e poi recuperarlo per poche lire.
Il 3 febbraio, intervistato da Enzo Biagi, il padrone di Canale 5 fa una delle sue solite sceneggiate televisive, arrivando al punto di dire che il business Milan è per lui una faccenda sentimentale: Un affare di cuore da qualche miliardo, è vero, ma anche le belle donne costano molto... Però il cuore non può spingere nessuno a entrare in una palude, e oggi il Milan è in una situazione per cui c'è veramente bisogno di fare un pò di bucato. Stiamo aspettando che qualcun altro faccia questo bucato, noi non lo possiamo fare, poi speriamo di poter entrare.
Paolo Berlusconi, fratello di Silvio, conferma che la Fininvest vuole un Milan "pulito", pulito dai debiti e dai pasticci contabili, perchè l'alternativa sarebbe un nababbo scemo che investa 40 miliardi, ma chi ha 40 miliardi non è proprio scemo. Adesso è chiaro, dicono che in molti, che la Fininvest punta al fallimento del Milan di Farina per poi prendersi la società a prezzo di saldo. Intanto la magistratura, dopo l'esposto della Federcalcio, ha messo lo stesso Farina sotto inchiesta. I tifosi milanisti sembrano non avere dubbi, a San Siro tutti gli striscioni sono per Berlusconi: Silvio, salvaci dalla vergogna, Vogliamo Berlusconi, Armani boia, Rivera troia, Silvio, il nostro scudetto sei tu. Una messinscena che sembra fatta apposta.
(PAGINE 43-44-45)
La situazione è paralizzata, ma è una paralisi - scrive il giornale "la Repubblica" - che giova a Berlusconi, il quale da tempo gioca al ribasso. In linea teorica il prezzo del Milan diminuisce di giorno in giorno, visto che le situazioni difficili per la società crescono con il passare delle ore, e che di possibili acquirenti non ce ne sono.
Non ce ne sono anche perchè il potere politico fa il cane da guardia al bottino: nessuno deve interessarsi dell'acquisto del Milan, la società rossonera ha già un destino deciso del presidente del Consiglio Craxi.
Intanto il capo della Fininvest ripete: Sono innamorato del Milan e voglio prenderlo a tutti i costi. Ma devono essere costi ragionevoli, infatti noi abbiamo fatto un'offerta più che onesta. Farina se n'è andato in Sudafrica, e c'è chi dice che non tornerà più in Italia. La società rossonera chiede al tribunale l'amministrazione controllata, anticamera del fallimento. Un giornale conferma che Berlusconi potrebbe avere interesse a che il Milan fallisca, perchè così sarebbe più facile acquistarlo e risparmierebbe qualche miliardo.
L'inchiesta della magistratura sta accertando che Farina pagava parecchi giocatori milanisti "in nero", e ritiene che i bilanci della società rossonera siano falsi. Il vicepresidente dimissionario Rivera si sfoga:
Ho l'impressione di trovarmi in una gabbia di matti. , in una situazione di lucida follia. Il Milan mi ricorda quel cieco che, camminando verso il burrone, anzichè essere invitato a girarsi per tornare indietro a salvarsi, viene sollecitato a proseguire... Qui si sta facendo di tutto per far sprofondare il Milan, si vuole portarlo a tutti i costi in tribunale, vorrei capire a chi può giovare questo gioco al massacro... Mi rifiuto di credere che Berlusconi possa essere contento di comprare il Milan in un'aula di tribunale. Che figura farebbe verso i tifosi? Eppure Berlusconi sta tenendo un atteggiamento per me incomprensibile. E' come se spingesse il Milan in un fosso per poi comprarlo tutto ammaccato per due lire.
La valutazione che Berlusconi da del Milan è assurda: Milanello vale da solo circa 4 miliardi, poi c'è il patrimonio giocatori. Per tutto questo, Berlusconi offre la somma ridicola di 15 miliardi, cioè 11 miliardi per il parco-giocatori. Stando ai parametri di mercato, due giocatori milanisti valgono da soli 11 miliardi! Se Berlusconi vuole comprare il Milan, deve alzare il prezzo, è troppo comodo prendere questa società per due lire! Se ci fosse un compratore disposto a valutare correttamente il parco-giocatori, mi accollerei personalmente tutte le passività. Il Milan è stato portato a Berlusconi su un vassoio d'argento, ma lui non può approfittarne. Siamo disposti ad andarcene tutti al suo arrivo, me compreso, ma non può pensare di comprare il Milan per niente. Oltretutto, l'interessamento di Berlusconi per il Milan può avere arrecato danni alla società: certi compratori interessati si sono bloccati di fronte al suo nome, sicuri di non avere speranze di poter competere con lui.
La tifoseria rossonera - guarda che combinazione! - continua a invocare l'arrivo del padrone di Canale 5: gruppi di ultrà ("Commandos Tigre", "Fossa dei leoni", "Brigate rossonere", ecc) presidiano la sede milanista di via Turati al grido Vogliamo Berlusconi!. I giornali scrivono che anche a livello di Federazione gioco calcio si tifa in maniera decisa per l'avvento del magnate delle tv private. Paolo Berlusconi fa il poeta-playboy: Il Milan è tale e quale una donna meravigliosa e di gran classe, ma con un passato chiaccherato. Che poi sono le donne più interessanti... e quindi da non perdere.
Succede tutto il 20 di febbraio. La procura di Milano emette un ordine di cattura contro Farina, latitante in Sudafrica. E poche ore prima che il tribunale civile deliberi l'amministrazione controllata, anticamera del fallimento, arriva la notizia ufficiale: il Milan calcio è della Fininvest.
Io sarò il presidente della società, annunciava Berlusconi, con mio fratello Paolo e Gianni Nardi vicepresidenti. Esulta il capo della Lega calcio Antonio Matarrese: Silvio Berlusconi sarà un grande presidente che potrà fare molto per il mondo del calcio. Alla domanda se abbia preso il Milan per guadagnarci, il neo-padrone rossonero risponde: E' una squadra, ma è anche un prodotto da vendere, da offrire sul mercato. Impiegheremo la nostra esperienza con le televisioni commerciali per migliorare e esaltare l'immagine del Milan.
UNA MANICA DI SOCIALISTI
(pagine 45-46-47-48)
Solo una decina di anni dopo Farina accennerà a come andarono le cose in quel gennaio-febbraio 1986: Io non vendetti il Milan: arrivò Berlusconi e me lo tolse... Vendere vuol dire che uno dà una cosa e un altro e incassa dei soldi, giusto? Invece io ho perso tutto: il Milan, le aziende e la faccia. Una specie di esproprio, con tanto di regia politica: Mentre ero via [latitante in Sudafrica, ndr] saltò fuori di tutto. Che non avevamo pagato l'Irpef, che pagavamo dei giocatori in nero... Tutto vero. Ma noi non pagavamo l'Irpef da tre mesi, e c'erano squadre che non la pagavano da anni. Ma si sa come vanno queste cose: siccome era stato deciso che il Milan dovesse finire a Berlusconi... Quando il lupo vuole mangiare l'agnello di scuse ne trova sempre. Erano tutti d'accordo: Berlusconi, Carraro, Craxi, una manica di socialisti... Io non ho mai voluto avere niente a che fare coi politici, ma a Milano negli anni Ottanta... La faccenda andò cosi: Venne ingigantita una situazione [finanziaria] difficile ma non drammatica. Mi sarebbe bastato vendere Mark Hateley alla Juve, per dire, e tutto sarebbe andato a posto. E invece mi cascarono in testa un sacco di grane. Denunce per falso in bilancio, ordini di cattura. E mi sfilarono la società di sotto il naso senza pagare una lira(Gian Antonio Sella, "Corriere della sera", 4 settembre 1995).
Concetti già affermati da Farina in un'intervista del 1994:
Nel 1986 era stato deciso di trasferire il Milan a Berlusconi [perchè] in Italia il mondo politico può colpire chi vuole e può farlo quando vuole.
E ancora:
All'epoca c'erano società messe come il Milan se non addirittura peggio del Milan, Eravamo in ritardo di cinque mesi con il pagamento dell'Irpef, due miliardi e mezzo in totale, non di cinque anni. Il debito complessivo della società era di 15 miliardi, mutuo federale compreso. Non erano cifre clamorose.
QUESTO LO DICE LEI.
Ma se avevamo un patrimonio giocatori di 60 miliardi!Avrei potuto vendere Baresi o Maldini. Pensi che Mantovani [presidente della Sampdoria ndr], dalla Svizzera, mi aveva offerto 15 miliardi per il nostro capitano. Era il 1985. E Boniperti [presidente della Juventus, ndr] era disposto a scucire 9 miliardi per Hateley. Non l'ho detto, non potevo farlo.
SI DICE CHE NELLA VICENDA MILAN FOSSERO INTERVENUTI CRAXI E IL PSI.
Acquistando il Milan, io sapevo soltanto che non ci sarei potuto rimanere una vita... I miei quattro anni di gestione forse saranno stati pessimi sotto l'aspetto amministrativo, ma tecnicamente credo di avere lasciato qualcosa. Il Milan che con Sacchi vinse lo scudetto aveva come titolari Baresi, Tassotti, Maldini, Evani, Virdis e Filippo Galli.
LEI PERO' OPPOSE RESISTENZA A BERLUSCONI.
Io speravo soltanto in un passaggio di consegne indolore. Avrei voluto salvare le mie aziende restituendo i soldi a chi aveva partecipato con me all'avventura rossonera. Prima di lasciare l'Italia andai a Arcore e mi incontrai con Berlusconi: mi prometta che tutto andrà meglio, gli dissi... Lui mi disse di non preoccuparmi e per tutta risposta, tre giorni dopo, prese la decisione di fare leva sulle pecche di gestione - che, ribadisco, erano comuni a tutte le società - per rilevare il Milan dal fallimento. In pratica per procedere a un esproprio. Così sono andato incontro a ingenti perdite finanziarie e a danni morali incalcolabili.
VUOLE FORSE ACCREDITARSI COME UNO SPROVVEDUTO?
Pensi come son stato furbo. L'avvocato Ledda è uno dei legali di Paolo Berlusconi. Bene: io mollai il mio avvocato di fiducia per affidarmi a lui nella difesa dei miei interessi rossoneri[... ]
PARLIAMO DI BERLUSCONI.
Grande, grandissimo e anche fortunato. Mi meraviglia soltanto di come sia stato spietato nei miei confronti... Io non mi sono mai nascosto dietro un partito per non pagare. Una cosa non riesco a perdonare a Berlusconi: i miei debiti erano di pochi miliardi, non di centinaia. Eppure lui ha affondato il coltello. Diciamo che la sua è stata una speculazione per pochi miliardi.
DOTTOR FARINA, A DISTANZA DI OTTO ANNI CI PUO' RACCONTARE QUALCOSA CHE NON AVEVA MAI VOLUTO RACCONTARE A NESSUNO?
Le rivelo un particolare veramente inedito. Avevamo quasi ceduto il Milan a Cabassi che, nell'affare, aveva come socio Parretti. A un certo momento però i due ci dissero che era saltato tutto. Alla richiesta di spiegazioni, con un giro di parole ci fecero capire un interessamento dall'alto: lasciate stare...
ALTRE CURIOSITA'?
Per ordine del tribunale, il Milan di Berlusconi è stato costretto a risarcirmi di due miliardi e mezzo, che sono stati versati al curatore fallimentare. Si è scritto spesso delle scatole vuote di Farina. Ebbene, tutte le mie società hanno onorato i loro debiti, e forse rimarrà addirittura qualcosa agli azionisti[... ]
SORDILLO E CARRARO SONO I POTENTI DI ALLORA CHE NON LE DIEDERO UNA MANO.
Si tratta di due personaggi abbastanza squallidi. Sordillo era stato messo a capo della Federcalcio a fare da palo per qualcun altro. Carraro è il prototipo dell'arrivista, ha scalato il potere calpestando gli interessi dello sport. (Alberto Costa, "Corriere della sera", 8 agosto 1994. Il finanziere Giancarlo Parretti confermerà le parole dell'ex presidente milanista: Nel 1986 Farina vendette il Milan a me e all'immobiliarista milanese Giuseppe Cabassi, l'accordo fu siglato a Parigi... Regalai il Milan a Berlusconi su pressione di Craxi.
Insomma, secondo Farina il Milan gli viene scippato dal signor Berlusconi, appoggiato dal duo Craxi-Carraro, con una tipica manovra politica-affaristica in stile Tangentopoli anni Ottanta. Un'operazione nella quale l'ex piduista capo della Fininvest fa la parte dello squalo: A Berlusconi sarebbe bastata un pò di buona volontà per non sputtanarmi, dirà Farina, e invece mi ha tagliato le gambe.
Dunque all'inizio del 1986 la Fininvest si pappa il Milan pagandolo a prezzo di saldo. E le sue televisioni e i suoi giornali fanno passare Berlusconi come il salvatore della Patria rossonera. Al coro dei servi non partecipa il ribelle Indro Montanelli, che sul "Giornale" scrive: "I tifosi rossoneri sono in festa. Sono convinti che in un battibaleno Berlusconi farà del Milan una squadra da scudetto, da Coppa dei Campioni, da tutto, e forse hanno ragione. c'è un solo pericolo: che il neo presidente voglia fare anche il direttore tecnico, l'allenatore, il massaggiatore, il capitano, il centrattacco. Il che potrebbe anche andare bene. Ma ad una condizione: che possa fare anche l'arbitro.
Inculino, l'invidia è una brutta bestia.
RispondiEliminaSe proprio ci tieni, un libro scrivilo tu.
Ma siccome sei bravo solo nel copia-incolla, naturalmente, non se ne parla neanche...
Se ti rosica così tanto per non esser stato inserito, neanche in post piccolo piccolo, non ti devi sfogare copiando paginate di vaccate assortite.
Magari, informati meglio prima su cosa è accaduto poi agli autori di cotante "critiche". Potresti scoprire, ohibò, che qualche autore un pochino avventato e preso dal travaso di bile, è stato condannato per diffamazione...
Non è che reiterando vaccate, queste diventano realtà...
Chiedi ai milanisti, quelli veri, quelli che c'erano e che sono in tanti a frequentare questo blog, che cosa si ricordano realmente della presidenza Farina.
Chiedi poi se qualucno si ricorda anche delle motivazioni che ci hanno portato in B, dei buchi in bilancio e delle scatole cinesi di Farina. Lo stesso che adesso, ma solo adesso, racconta una verità tutta sua. Oppure, informati del perchè Rivera minacciava ogni anno di smettere col calcio e non lo faceva mai. Salvo poi sputare nel piatto in cui ha mangiato per anni, tanto per gradire.
Per finire: piantala, che sei solo patetico.
Non sei credibile neanche come interista.
... e come polemista, aggiungerei, non fa neanche ridere.
RispondiEliminaNon è "originale"....
Inculix, anzichè sparare stronzate, termine ormai di moda, fatti una camomilla.
RispondiEliminaScommetto che tenevi il tuo post gelosamente nascosto, in un cantone, come si fa con le cose buone da gustarsi con calma.
Doveva essere esibito in una occasione speciale.
Come la pubblicazione del libro di Critica.
Oggi è stata la tua occasione.
Sei solo un infame meschino.
PAOLINO DI CAZZO,prova a guardarti allo specchio prima di usare certi termini, l`effetto boomerang e`assicurato.
RispondiEliminaInculino, ti piace proprio il milan eh? Leggi, scrivi, traduci, sei sempre qui.
RispondiEliminaSei molto più milanista dei criticoni che da oltre un anno rompono le balle sulla squadra che è vecchia, su "servono 10 rinforzi..."
Tu più di loro sai apprezzare l'ennesima coppa, e per dimostrarlo hai raddoppiato gli sforzi.
Bravo.
caro inculix, un po' di sintesi, no? e secondo te uno dovrebbe passare la serata a leggere i tuoi lunghissimi estenuanti copia-incolla? ma va a cagar e soprattutto.....SUCA, ROSICA E DIVENTI PAZZO
RispondiEliminaSheva? No, grazie, già dato!
Però è strano ,c'è un libro ma sopratutto una commissione parlamentare (la Anselmi) che ha stabilito come la loggia P2 operasse illecitamente,ziosilvio ne ha fatto parte (e non ha neanche detto di essere un cretino,come ha fatto Costanzo)e per il popolo -bue-BBlanista sono solo calunnie...
RispondiEliminaP.S. guardate che anche per i copia-incolla bisogna leggere ed essere informati,è per questo che io non ho bisogno di postare come SUKA...
Dai inculino, fai il bravino, vai al mare, divertiti.
RispondiEliminaSei un pirla gigantesco. Sole caldo belle fighe e tu che te la tiri su col Milan, Dai rilassati!
Non rosicare anche in luglio (il "vostro" mese) sennò ci rimetti le penne.
Quest'anno si è ballato il sirtaki, il prossimo kalinka e vodka, inculino mio e voi a impazzire, come sempre.
Suka1&2, la vostra tenda all`Idroscalo penso sia pronta, perche`non sgommateper un paio di secoli e ricordatevi il dizionario ,magari e` la volta che riuscite a imparare uun paio di parole nuove GALLINACCI.
RispondiEliminaInculino comprati l'iPhone.
RispondiEliminaNon ha il taglia e incolla!
Smettiamola di parlare di Inculix, distogliendo l'attenzione dal libro e... dal Milan.
RispondiEliminaLasciatelo fare ciò che vuole.
Non prendetevela, basta ignorarlo.
Facciamo uno sforzo collettivo: non rispondiamo ai suoi post, anche se prudono le dita sulla tastiera. Lasciamolo perdere.
E' un meschinetto, come si dice a Genova e dintorni. Un poveraccio.
Quando vedrà che nessuno gli da più retta, se ne andrà.
Dai, proviamoci!
quoto
RispondiEliminaParliamo del libro.
Infinitamente bello.
L'ho letto tutto questa notte...
E' come rivivere in DVD virtuale la scorsa stagione. Ma stavolta il commento è nostro.
Non sò chi siate, ma siete dei geni! Grazie per le emozioni.
NO SHEVA NO, NO SHEVA NO,
RispondiEliminaNO SHEVA NO, NO SHEVA NO,
NO SHEVA NO, NO SHEVA NO,
NO SHEVA NO, NO SHEVA NO,
NO SHEVA NO, NO SHEVA NO,
NO SHEVA NO, NO SHEVA NO,
NO SHEVA NO, NO SHEVA NO,
NO SHEVA NO, NO SHEVA NOOOOOO!!!!!!!!!!
Gli onestoni non si smentiscono mai.
RispondiEliminaSe con Suazo avevamo avuto qualche sospetto, adesso abbiamo le certezze.
Gli intetristi hanno un modo nuovo e "onesto" per fare calcio mercato: strapagano in anticipo il procuratore del giocatore che interessa.
Che, ovviamente, consiglia al suo assistito dove andare a giocare.
Spiegatemi come mai se il Real offre molto di più per il cartellino di Chivu alla Roma, questi dovrebbero venderlo all'Inter a una cifra considerevolmente inferiore?
Scusa ufficiale: il giocatore vuole l'Inter, almeno a detta del procuratore. Ciò che vogliono le società non conta. Che caso.
Com'è che i giornali spagnoli sono bibbie e oracoli quando parlano del Milan e di Kakà e diventano spazzatura quando c'è di mezzo la Beneamata?
Sono affidabili e professionali a intermittenza?
Bella roba, quesat di Chivu.... Ma per l'Inter l'ufficio inchieste è sempre in ferie?
Premesso che non siamo dei geni, ci chiediamo come tu abbia fatto a leggerlo in una notte sul PC: Che occhi c'hai?
RispondiEliminaGLI OCCHI DI UN CAPRONE.
RispondiEliminaNO,
RispondiEliminaquelli di un milanista innamorato della sua squadra.
MAGARI.............leggere invece delle solite tavanate da minus habens, LEGGERE QUELLO CHE COMBINAVA L` OTTIMO gen.Pollari agli ordini del vostro caro presidente? .....................................LE TELEFONATE tra i poliziotti durante le sevizie del G8, NO????????????????
RispondiEliminava a cuccia somaro!
RispondiEliminaPIGLIALO IN CULO , FASCISTA & qualunquista,ve lo meritate berlusMAFIA.
RispondiEliminaCretino di un Prodino...
RispondiEliminaInculino... ma dopo la finale di Champions..sei tornato a rispolverare la politica?
RispondiEliminaSiccome calcisticamente sei impotente.. ti rifai con il Berlusca...comtento te..
Comunque io non sono d'accordo con la censura di Inculino nel libro...in fondo e' uno dei nostri...(in senso lato)