mercoledì 31 maggio 2006

42 milioni di euri. E Rui

ci sembran veramente pochi.
Si, bisogna metterci dentro anche l'ingaggio risparmiato (a propos: Sheva ne becca 9 all'anno x 4 da Abramovich). Ma son pochini.
Pagammo uguale Rui Costa.

E gia' che ci siamo: un saluto caloroso a Rui, che, ancora una volta, ha mostrato che cos'è la classe.

La notizia del suo arrivo ci colse alla fine di un caldo giugno. Eravamo a Barcellona e i quotidiani catalani ancora ne reclamavano l'acquisto, quando i nostri cellulari squillavano per smentirli.

E poi venne Manchester, due volte. La prima per alzare la coppa con le orecchie, la seconda per sancire la migliore partita di Rui in rossonero, quando con Kaladze a sfuriare sulla fascia, nascose per 90 minuti la palla alle furie rosse.

Ciao Rui e grazie

Ovviamente..

Finalmente ci siamo arrivati.
Da La Stampa di Torino: l'avvocato Fulvio Gianaria che difende Luciano Moggi nell'inchiesta in corso a Napoli sulle intercettazioni telefoniche che vedono coinvolto l'ex dg della Juventus: "Moggi voleva solo difendere la Juventus dai poteri forti, nel calcio il vero potere lo gestisce il Milan che può vendere e comprare i diritti televisivi. Gli arbitri, la Federcalcio, La Lega Calcio: pensare che tutte queste realtà si muovono agli ordini di Moggi, Bergamo, Fazi è fuorviante. Può servire a liquidare in sede sportiva una domanda popolare che si faccia piazza pulita, ma in sede penale è un'altra cosa".

Eccoci, dunque: la linea di difesa è l'attacco a noi.

Sapete quale è l'unica soluzione, vero?

Prendere baracca e meneghini, ossia la palla al balzo, e costituire finalmente questa benedetta lega europea.

Andiamocene da sto giro di provincialismo pecoreccio. Sarà doloroso, all'inizio, ma la strada è segnata.

E SEMPRE FORZA MILAN

Suazo e Gerrard

Gli obiettivi del Milan sono stati svelati, visto che si son fatti beccare.
Il problema è il costo di Suazo e la disponibilità di Gerrard.
La cosa positiva è che si punta davvero su Gilan!
Ma la preoccupazione vera del Milan, però, è la difesa.
Lì tutto tace.

martedì 30 maggio 2006

Sheva: facciamo la partita d'addio!

Come si fa per gli addiI al calcio dei calciatori che hanno segnato la storia del Milan, si potrebbe organizzare una partita d'addio per Sheva.
Sì, perché il suo abbandono ha il sapore di un'addio al calcio, di una storia d'amore finita per logoramento.
Dai, facciamo una partita d'addio per Sheva, un Milan-chelsea.
Da quel momento lo mettiamo in bacheca: non lo dimenticheremo, ma per noi è finito!
O meglio: You're finished!

lunedì 29 maggio 2006

Lo sport e il sospetto

Il commento della rosea di oggi sulla formula 1, denominata formula sospetto, ci ha fatto venire in mente i fatti che riguardano il calcio e di come basta un sospetto per essere condannati nello sport.
Un punto su tutti: Della Valle, vedendo la sua squadretta in difficoltà, ha chiamato Meani e quindi Galliani (perché sembra che i due vivessero in perfetta simbiosi leggendo qualche quotidiano) o ha chiamato Moggi e ha chiamato Mazzini?
Da questo fatto emerge chiaramente dove stava il grumo di potere, con una chiarezza quasi accecante.
E poi, Figo, giocatore dell'internazionale ed ex pallone d'oro, si è lamentato di torti e arbitri a colloquio durante i derby con il Milan o nelle partite della juventus?
La chiacchiera, di fronte ai fatti, sta a zero.
Ma ci diranno che Galliani e Meani hanno pilotato tutto: è talmente evidente!
Di inter-chievo perché non si parla più? Della telefonata di Facchetti, perché non se ne parla più quando l'UEFA sta aprendo l'indagine? Adesso ci diranno che Moggi ha risposto al potere di Milan e inter, che guarda caso gli utlimi due scudetti non hanno vinto!
E' ovvio, il potere serve per far vincere la juve, e quindi intelligentemente Meani e Galliani, con l'attenta regia di Berlusconi, hanno puntato a perdere due scudetti, così per rimanere al potere.
Una tesi che è talmente strampalata che non risulta verosimile. Anche perché il dolo senza il danno non esiste!

venerdì 26 maggio 2006

Spazio a Gilan

Viste le dichiarazioni di Sheva, qui sotto, consigliamo alla dirigenza di investire in attacco, ma anche e soprattutto in difesa.
Si è appena conclusa la conferenza stampa congiunta di Adriano Galliani e Andriy Shevchenko nella Sala delle Coppe della sede di via Turati. Sheva: 'Lascio per motivi familiari, ringrazio la società per tutto quello che mi ha dato, non c'è un problema di rapporti e e non c'è un problema economico'. Adriano Galliani: 'E' la vittoria della lingua inglese sulla lingua italiana. Ho provato a convincerlo a rimanere fino ad un minuto prima di venire in conferenza. E' certissimamente la separazione più dolorosa da quando sono al Milan. Da adesso inizieremo la trattativa con il Chelsea, e non sarà semplice'.
Prima di tutto, se Sheva va, ci si chiede a che cosa servano i contratti con i calciatori e a questo punto, se va via, non sarebbe il caso che si aprisse un'asta, in modo da piazzarlo al miglior offerente.
Se uno non vuole restare al Milan, quella è la porta. Il Milan non è una squadra, è una filosofia. Purtroppo Sheva, non ha capito questo, come è accaduto nella storia solo con Gullit.
Lasciare il Milan significa lasciare un'organizzazione che ti coccola, tifosi fedeli che sono capaci anche di lasciarti in pace, ma soprattutto una delle più forti squadre del mondo, una delle più vincenti, amate e seguite.
Se uno pensa che si possa avere di più, quella è la porta.
Non possiamo negare il fatto che Sheva ha dato sempre il suo apporto, con una sola ombra a Istanbul.
Resterai nei nostri cuori (e nel nome di uno dei miei bimbi).
Ciao Andryi.
Ora bisogna puntare su Gilan.

Cannavaro e il copione

C'è una cosa sconcertante: abbiamo conosciuto chi ha girato lo spot di "Cannavaro e il frigo" e ci ha detto che il ragazzo faceva fatica a recitare a copione, tanto che hanno deciso che fosse meglio lasciare improvvisare.
La cosa ha dell'incredibile, perché a Facchetti ha detto quello che suggeriva Moggi, e ai giornalisti quello che ha suggerito Rossi.
Ci chiediamo chi avesse suggerito le dichiarazioni di due giorni fa...
Ci meravigliamo anche del fatto che nessuno abbia fatto una vignetta di cannavaro che apre il Freezer e mette nel congelatore lo scudetto.

Milan, Inter e la GdF

Ieri c'è stata una perquisizione alle sedi del Milan e dell'inter. Il comunicato ufficiale della squadra rossonera recita così:
In relazione all'acquisizione di documenti operata oggi dalla Guardia di Finanza su mandato della Procura della Repubblica di Torino, l'A.C. Milan comunica che si tratta di documentazione già acquisita nel febbraio 2004 dalla Procura della Repubblica di Roma e nell'aprile 2005 dalla Procura della Repubblica di Milano.
Sempre nell'ottica di fare fumo e gettare fango?
Il Milan, al tempo stesso sta smentendo quello che appare sui giornali. Sempre in modo ufficiale.
L'A.C. Milan, in relazione ad alcune notizie apparse su vari quotidiani tra le giornate di ieri e di oggi, intende precisare quanto segue.
1) Nessun incontro ha avuto luogo fra il suo amministratore delegato Adriano Galliani e l'ex arbitro Pierluigi Collina.
2) Il proprio amministratore delegato Adriano Galliani non ha mai intrattenuto conversazioni con i designatori arbitrali o con i dirigenti dell'A.I.A. o della C.A.N. aventi ad oggetto designazioni di assistenti o di arbitri.
3) Il dossier Paparesta è cosa del tutto estranea al ruolo del Signor Paparesta quale arbitro, del Signor Galliani quale amministratore delegato dell'A.C. Milan e dello stesso A.C. Milan. Come peraltro il signor Paparesta ha già dichiarato, il signor Galliani, a richiesta di quest'ultimo, si limitò a far trasmettere dalla sua segretaria al dott. Letta un documento relativo ad attività connesse al Consorzio Asso Bio Diesel, del quale il Signor Paparesta era revisore contabile.
4) Le conversazioni telefoniche riferite al Signor Leonardo Meani dimostrano con sempre maggiore incisività che il sistema organizzato da terzi, oltre che esclusivo, era di tale solidità da non conoscere possibili contrasti. Dimostrano inoltre che l'A.C. Milan non ha mai inteso utilizzare, nè mai ha utilizzato, quei sistemi, ma ha viceversa solo richiesto, talora con forza, di essere trattato con giustizia ed equità.

Se interessa, Panorama (non partiamo, per favore, con la polemica è Mondadori quindi di...) ha pubblicato i PDF delle relazioni sulle intercettazioni, di aprile 2005 e del novembre dello stesso anno.

giovedì 25 maggio 2006

Lucio Stanca

Posto che stanti cosi' le cose, non vediamo il motivo per cui un'associazione di imprenditori (per esempio, Confindustria) quale è la Lega calcio non possa avere un presidente che è lui stesso un imprenditore e quindi un rappresentante di una delle società che vi partecipano (per esempio, direste a Montezemolo di dimettesti per conflitto di interessi?), pare che la Lega metterà mano allo statuto e passerà il concetto di un presidente esterno.
Bene, se sono tutti d'accordo, che sia così.
E allora poi bisogna trovarlo.
La nostra proposta: Lucio Stanca.
Un manager prestato alla politica: negli ultimi 5 anni ha cercato di costruire i meccanismi del Ministero dell'Innovazione, ha cercato, cioè, di portare modernità ed efficienza alla macchina dello stato, tramite la tecnologia.
Prima ancora è stato un dirigente, italiano ed europeo, di Ibm.
In questi contesti ha avuto modo di governare una macchina produttiva dalle mille anime. Proprio come il calcio.

Il corrierore ci prova ancora

Cosa avevamo detto del corrierone: attenti, che ci butteranno addosso tutto il fumo possibile.
Ed eccoci in prima pagina, Meani e Galliani come Moggi che condizionava persino i calendari. Anzi, vengono messi in quest'ordine nell'occhiello.
Nulla sulla richiesta da parte dell'UEFA di conoscere i motivi delle telefonate di Facchetti per gli arbitri europei.
Nulla sulle dichiarazioni sbalorditive di Cannavaro.
Nulla su Buffon.
Ovviamente in prima pagina.
Chissà perché?

Riceviamo e pubblichiamo

Abbiamo ricevuto un'email significativa, almeno per vedere le cose in chiave politica senza mezzi termini.

CARI MILANISTI, STATE TRANQUILLISSIMI : IL MILAN NON C'ENTRA CON CALCIOPOLI. E VI SPIEGO PERCHE': IL TUTTO E' GESTITO DAI PM DI ALCUNE PROCURE CHE ODIANO BERLUSCONI E LE INTERCETTAZIUONI SONO FINITE NEL GIUGNO 2005. CI FOSSE STATO QUALCOSA A CARICO DEL MILAN, LORSIGNORI L'AVREBBERO TIRATA FUORI PRIMA DELLE ELEZIONI DEL 9 APRILE.
ORA CON ROSSI, MELANDRI, BORRELLI E LA GRANDE STAMPA TENTERANNO DI TIRARCI DENTRO, STIAMO IN GUARDIA.

NATALINO RUSSO SEMINARA

E siamo qui per questo!

Ma che capitano è?

Le parole di (Stra)Candido Cannavò su Cannavaro pesano come un macigno.
O meglio, le parole di Cannavaro pesano come un macigno su (Stra)Candido e su tutti i tifosi di calcio.
Ma come, sapevi tutto e lo ammetti con il sorriso tra i denti?
Bell'esempio per i nostri figli!
Diciamolo con forza: a casa a mangiarti il salame!

mercoledì 24 maggio 2006

Perché?

Dalle agenzie:

Ore 12:52 I tifosi dell'Atalanta contestano Galliani

Contestazione da parte di una settantina di tifosi dell'Atalanta davanti alla sede della Lega Calcio. Qualche fumogeno, ma anche cori e striscioni contro il presidente di Lega, Adriano Galliani, e contro l'ex numero 1 della Federcalcio, Franco Carraro, nella protesta della tifoseria nerazzurra.

Fsb 2

E perche' non Caselli?
Ah, gia', troppo torinese..
E perche' non Vigna?
Ah, gia', troppo fiorentino. E poi il "mostro" lo vuole scovare lui. E pare che Reds lo abbia gia' trovato.
E non e' Moggi...

Le donne, i vecchi e il calcio

Una volta c'era una signora, moglie di un calciatore, che voleva andae a vivere al mare (a Madrid?).
Ora c'è un'altra signora che dice che vorrebbe andare a vivere a Londra.
L'aspetto è singolare: l'uomo di questa seconda donna, voleva andare a Londra già due anni fa, e non era spostato e padre.
Ci sta, per carità, di voler cambiare aria, di trovare nuovi stimoli. Ci si chiede come mai si trovi male con il Conte e come pensa di trovarsi con un allenatore che Mr Simpatia per eccellenza.
Ma poco conta ai fini della discussione.
Lascia una squadra gloriosa per una che in Europa fa figure barbine, piangendo in curva.
Forse, per riconoscenza, doveva andare a piangere ad Arcore o a Villa Certosa, visto che con il presidente onorario ha qualche motivo per essere per sempre riconoscente.
Ma poco conta ai fini della discussione.
Arriviamo ai vecchi.
Bisogna rinnovare il calcio. Su questo concordano tutti. Eppure per rinnovarlo vengono chiamati dei vecchietti (con tutti il rispetto che si può avere per il loro passato), persone che hanno vissuto e superato stagioni travagliate della storia di questo paese.
Ebbene, da più parti sorge il dubbio che questi vecchietti siano stati messi lì appositamente non tanto per rinnovare il calcio, quanto per vedere che non si scopra troppo la coperta.
Fanno parte di un cenacolo politico ben preciso, e c'è chi sostiene che il vero burattinaio della vicenda, il grande moralizzatore, sia un politico ben noto negli ambienti calcistici. Tutte illazioni? Tutti casi? Pare anche che gli interessi economici in ballo non riguardino solamente le banche solite note e continuamente citate, ma anche vecchie conoscenze, come una banca già al centro di un discreto insuccesso, già sponsor in Serie A, e altre controllanti o controllate.
Insomma, un bel giro di quattrini, che come sempre, è la motivazione principale per fare una guerra, come diceva Trilussa.
Verdelli (sulla rosea) oggi parla di Moggiopoli e del suo sistema, lasciando trapelare che l'interesse economico era il principale motore del sistema. E chi lo avrebbe sospettato?
Una provocazione: fsb ha conoscenza del fatto che la giustizia sportiva ha tempi brevi, ma non per questo è paragonabile alla giustizia sommaria?

martedì 23 maggio 2006

Presa da La Stampa

Sulla Stampa di oggi, nello speciale Universo Informatica, c'è una foto di Ronaldinho che reinventa il calcio. Pagina 21. Tutta da vedere.
Forse è quello che vogliono alcuni signori.

La versione del Milan

Qui la versione dell'avvocato del Milan sulla vicenda.
L'Avvocato Leandro Cantamessa ha ribadito la posizione del Milan in merito alle intercettazioni e alla bufera che sta investendo il calcio italiano. Intervenuto in un collegamento telefonico su Milan Channel, durante la puntata di 'Studio Milan', il legale rossonero ha dichiarato: "Non ci sono elementi particolari o nuovi rispetto a quanto già riferito nei giorni scorsi, che corrisponde poi alla valutazione fatta della vicenda e che posso ribadire. Nella migliore delle ipotesi il coinvolgimento formale del Milan è frutto quanto meno di un equivoco. Dico formale, e lo sottolineo, perchè dal punto di vista sostanziale al Milan oggi niente può essere imputato. Io ancora oggi mi domando perchè il Milan sia stato formalmente coinvolto. Abbiamo ragione di ritenere che la discrasia tra l'aspetto formale e l'assenza di elementi sostanziali alla fine venga risolta facendo coincidere lo zero sostanziale con lo zero formale". E ancora: "Ho invitato più volte alcuni giornalisti che viceversa hanno espresso opinioni difformi a leggersi gli atti perchè non c'è bisogno di essere un avvocato per capire l'assenza di qualsiasi coinvolgimento del Milan".

Fsb

E così è stata deposta la prima pietra del nuovo palazzo del calcio, che l'architetto interista con passato da indipendente comunista, Guido Rossi, ha progettato in senso de-milanistizzato.
Francesco Saverio Borrelli (d'ora in avanti, Fsb) arriva con il suo cavallo a comandare l'ufficio indagini della Fgci (che magari fosse la federazione giovanile comunista italiana, avrebbe piu' senso).
Salutato come la manna persino da Cusani (si, il primo, forse unico, colpevole di Tangentopoli, che in piena sindrome di Stoccolma ora sembra un ulema del diritto canonico islamico milanese) Fsb potrà riprendere il proprio discorsetto con Silvio, che giusto ieri ha conclamato il suo ritorno sullo scranno presidenziale (del Milan).
E sia, ne vedremo di scintillanti.
Intanto, Rivera. Anche il democristiano che indossò la nostra maglia (e purtroppo se ne vergogna, dimenticando che chi è milanista lo è per sempre, a dispetto dei presidenti: lui, evidentemente faceva solo per se stesso) ha espresso compiacimento. Evidentemente non ha ancora consumato tutte le sue vendette. Vedremo.
A Fsb (e a Rivera e a Cusani) diciamo una cosa: si indaghi e si esprima un giudizio. Corrente. Reale. Attinente ai fatti e agli elementi.
Anche perché qui c'è da decidere una cosa: si vuole giocare un campionato? Se si, giudizi entro una certa data. Se no, si passa al giudizio storico.
E se lo si vuole fare, allora si vada ben bene indietro nel tempo.
A sufficienza per chiamare lo stesso Rivera come teste. Per almeno un paio di questioni: la sudditanza psicologica degli arbitri pro-juve, che gli costò una mega squalifica, comminata dal "Sistema"; l'esclusione dalla finale di Mexico 70, che non decise Valcareggi, ma Mandelli, il "team manager" che era dell'Inter. E infatti giocò Mazzola.
Come dice il presidente vicario: buon lavoro.

E SEMPRE FORZA MILAN

Bentornato Silvio

E SEMPRE FORZA MILAN

Il dio denaro

Quello che a molti non è sfuggito, è il legame stretto tra banche e società di calcio. Ma se ne parla troppo poco.
Un legame forte, che si rinsalda, guarda caso, con il commissario straordinario della Figc. Quello che promette di riscrivere le regole, di cambiare, di rinnovare.
La storia recente ha visto, per le società quotate in borsa, un fiorire di debiti e, sarà pure un caso, le squadre hanno vinto in fretta gli scudetti.
Carraro era lì per MedioCredito, per controllare che i prestiti poi ritornassero?
E ora Rossi è lì per vigilare che non vi siano crack in borsa?
Nella Gea World c'era seduta anche una rappresentante di questo mondo bancario: siamo sicuri che non vi fosse per i medesimi motivi?
E che Galliani non sia stato presidente di Lega proprio per spillare il massimo dei quattrini dalle Tv, anche se mal digerito da quasi tutti?
Ok, stiamo parlando di luoghi comuni, probabilmente poco meno di illazioni, ma le casualità sono tante.
E poi la Ifil.
La cassaforte della famiglia sta preparandosi ad affrontare una "battaglia" per "fermare" la Juve in B. Il debito accumulato e i mancati guadagni futuri fanno sì che ci si attrezzi a vendere qualche gioiello di famiglia, non solo calciatori.
Chi si occupa di collocamenti in borsa, è a conoscenza del fatto che qualcuno sta accelerando i tempi per "piazzare" due marchi.
Ma non a Piazza Affari.
Infatti, si sta lavorando per trovare altre borse su cui operare con maggiore tranquillità.
Una fuga dal sistema italiano? Sarebbe un boccone amaro da mandare giù, ma gli Agnelli sono da sempre abituati a non mandarle a dire...

lunedì 22 maggio 2006

OPS: Moggi non ha dichiarato

Prendiamo da Repubblica.it
"Non entro nel merito dell'intervista, dico solo che Luciano Moggi queste dichiarazioni non le ha rilasciate". Lo ha detto al telefono al Tg1 l'avvocato di Luciano Moggi, Fulvio Gianaria, smentendo l'intervista pubblicata oggi da Qn nella quale Moggi avrebbe lanciato pesanti accuse a Galliani e Carraro.Chi è il vice direttore di QN?

I rematori

Non volevamo nemmeno parlarne, ma l'attualità ci spinge a farlo.
Lo zio F. si è dimesso da presidente di lega.
Ora sono tutti contenti, specie quelli, che li ce l'avevano messo. Anche quelli che, da presidente di lega, lo zio f. aveva salvato. Tre nomi a caso: Roma, Lazio, Fiorentina.
Non ne volevamo parlare, ma ieri sera, alla trasmissione della Dandini, che a questo punto si è schierata (con il solito fare ipocrita, del "dico-nondico-facciofintadinon dire-eccomesedico", ma si è schierata) contro di noi.
Che ha fatto: è andata a riesumare una puntata del marzo dell'anno scorso, dopo Roma Juve, in cui Baldini aveva portato il suo labbretto umido e la vocina da yoghi e bubu nel tempio del piagnisteo progressista.
E si era lamentato, essenzialmente di Moggi, ma tirando dentro, per sport, lo zio F., con il compiacimento della conduttrice e del pubblico romanista. Tutti contro i "poteri forti", uniti appassionatamente in una piazza S.Giovanni televisiva, con il ditino all'insu' moralizzatore, sventolato sotto il nostro nasone.
Tutti dimentichi del fatto, tra l'altro, che furono proprio quegli stessi poteri forti a salvare la Roma dalla serie C2, per non aver pagato le tasse (roba che un imprenditore normale va in fallimento e non esercita più per 5 anni).
Lo stesso Baldini che ora dice no alla Juve, indossando una tunica virginale.
Sarto subito.

E SEMPRE FORZA MILAN

Miggi, Galliani e Berlusconi

Prendiamo da ApCom. Figuriamoci se Galliani e Berlusconi non venivano tirati in ballo...
Il bello è il modo con cui Moggi, di cui ormai si conosce tutto, ne parla.
"E' stata un'imboscata, un colpo alle spalle terribile che non mi sarei mai immaginato". Luciano Moggi confessa la sua verità in un'intervista pubblicata questa mattina su "Quotidiano Nazionale". L'ex direttore generale della Juventus, travolto dal caso delle intercettazioni telefoniche che sta stravolgendo il mondo del calcio, racconta di essere stato tradito da Adriano Galliani.
"Quando lo scorso settembre andai a Palazzo Grazioli, - racconta Moggi - Berlusconi mi propose di andare al Milan. Rimasi sorpreso e lusingato dall'offerta e gli dissi che avrei riflettuto. Era l'inizio della stagione e dovevo pensare alla Juventus. Berlusconi raccontò tutto a Galliani e soltanto due settimane dopo il mio incontro con Berlusconi alla Figc arrivarono i fascicoli della Procura di Torino con intercettazioni che riguardavano me e altri personaggi del calcio. Carraro informò subito Galliani, il quale ne parlò con Berlusconi". Moggi tira le conclusioni e con convinzione dice: "Galliani suggerì a Berlusconi di stare molto attento prima di fare certe scelte. Gli disse che non era il caso di insistere su di me per via dell'inchiesta".
"Carraro - continua Moggi- sapeva tutto. E sappiamo pure che non era in buoni rapporti con Mazzini che, invece, è sempre stato mio amico. Hanno aspettato il momento giusto anche per incastrare Pairetto visto che Galliani aveva promesso a Collina il posto di designatore, sappiamo da dove sono uscite le prime notizie".
L'ex dg della Juventus si difende e precisa: "Non sono stato io a inventare questo calcio, è il sistema che funziona così da sempre. Nelle intercettazioni se ne sono sentite delle belle, eppure la colpa è stata data sempre a me solo perché il mio nome è stato il primo a essere gettato in pasto alla stampa. Carraro? Per non parlare del suo segretario Ghirelli, un uomo molto pericoloso".
Spiega che il suo rapporto con i designatori Bergamo e Pairetto potrebbe essere stato frainteso: "Certe parole sono state decifrate solo in un senso, ma allora vi dico una cosa: da anni, tutti i giorni della settimana, i designatori ricevevano telefonate da presidenti e dirigenti di tutte le serie, a cominciare da Meani del Milan e Facchetti dell'Inter. Di certo non erano telefonate amichevoli perché ognuno aveva sempre qualcosa di cui lamentarsi".
Smentisce di aver fatto pressioni sui designatori: "Io, come gli altri, volevo solo assicurarmi che in campo non scendessero arbitri nemici della Juventus, ma che tutte le partite fossero dirette da professionisti seri, bravi, soprattutto imparziali".
Luciano Moggi precisa che anche la Juventus doveva temere qualcosa: "Non sono stato io a creare questo mondo del calcio che vive solo di interessi e logiche spietate. Il vero potere è quello economico di coloro che gestiscono i diritti tv. Provi la magistratura a mettere sotto controllo i loro telefoni e a registrare alcune conversazioni. Verrebbero fuori cose molto interessanti".
Nega anche il sequestro di persona nei confronti dell'arbitro Gianluca Paparesta nello spogliatoio dello stadio di Reggio Calabria in occasione della partita Reggina-Juventus del campionato 2004-05. Nega anche di aver avuto rapporti con i giudici: "Non è vero niente, non sapevo nulla. Credevo di parlare con un tifoso della Juventus (l'ex procuratore di Pinerolo Giuseppe Marabotto trasferito d'ufficio da pochi giorni a Genova). Volevo essere gentile con lui e l'ho invitato a vedere le partite, come è successo con tanta gente. Neppure mi ricordo quante persone mi chiamavano al sabato per avere biglietti omaggio".
Moggi è anche convinto che la Juventus abbia come avversario, oltre al Milan, all'Inter, la Roma e la Fiorentina, la Procura di Torino, mentre gli avversari del Milan sono soltanto Juventus, Inter, Roma e Fiorentina. "E' meglio un rinvio a giudizio - prosegue Moggi - che essere sputtanato in questa maniera. Maledetto il giorno in cui ho incontrato Berlusconi".
Conclude con un appello: "Devono lasciare in pace mio figlio Alessandro. Lui non c'entra nulla, ha fatto solo il suo lavoro nella Gea. Non è l'unico figlio di papà a fare il procuratore. Però alla fine basta chiamarsi Moggi per essere colpevoli".

Ben detto capitano

Paooolinooo ha parlato. Lo ha fatto sulle pagine rosa.
E ha detto che non vuole gli scudetti. Non ci appartengono, ci sono stati sottratti ma non ci appartengono. Che vengano cancellati, che rimanga la macchia nella storia.
Concordiamo sul fatto che le regole ci sono. Andrebbero fatte rispettare!
Una domanda veloce agli interisti che parlano sempre: ma la telefonata di Facchetti era per la champions, nella stagione in cui siete usciti con disonore e squalificati per quattro turni? Prima di parlare, si prega di pensare.
Oggi inizia il ritiro per i mondiali, dove gli arbitri notoriamente non hanno un occhio di riguardo verso la nostra nazionale: Lippi ormai deve essere accettato e ogni critica rimossa, ma quando torniamo a casa se ne vada, per favore, indipendentemente dal risultato (che non sarà quello che speriamo tutti).
C'è, per altro, un aspetto singolare: nell'82 si giocava in Europa, c'era stato lo scandalo scommesse, e l'Italia andò a quel mondiale a vincere.
La cabala...
Una cosa, però, dobbiamo dirla: Cannavaro non può essere il capitano.
Che giochi, visto che non si può fare più neinte, ma non può fare il capitano. E' uan questione morale.
Ultima nota di colore: ad Ascoli, la partita di pallanuoto l'arbitrava "De Sanctis".

venerdì 19 maggio 2006

Campagna abbonamenti juve

Prendiamo dal sito ufficiale dei gobbi.

Lo stadio Olimpico ha però una capienza ridotta rispetto al Delle Alpi, infatti ci saranno solo 18.000 posti disponibili per gli abbonati quando nella stagione attuale siete stati oltre 23.000!!
Affrettatevi dunque perché gli abbonamenti saranno distribuiti per ordine cronologico di sottoscrizione.


Stavamo pensando di fare l'abbonamento: solo per il gusto di vederli giocare in B o meglio ancora!

Il calcio mercato

OK, non si sa nulla del futuro del campionato italiano.
Ma di certo ci sarà un grandissimo valzer, visto Sheva che và, Henry per 4 anni all'Arsenal, e altri che girano.
Il Conte dovrebbe annunciare il suo futuro lunedì.
La Juve butta sul mercato pezzi pregiati. Il fatto è che gente come Suazo come potrà costare 13 mio di euro se c'è sul mercato Ibra?
E per le fasce, Zambrotta spariglia il campo.
Insomma, un periodino divertente.

giovedì 18 maggio 2006

La versione di Henry

L'ultima domanda della carriera a Mediaset di Massimo DeLuca (va a 3) ieri sera e' stato uno scoop sulle intenzioni di Henry, che, non rispondendo se non con la mimica facciale, ha fatto capire che verra' da noi.
In precedenza ha alluso al fatto che vorrebbe allenarsi con Pippo per carpirne i segreti nel non farsi beccare dagli arbitri quando fa fallo.
Evidentemente e' traviato dai ricordi, dato che cio' accadeva quando giocavano nella juve. Domenica scorsa gliene avessero dato uno..
E benvenuto a Favalli

E SEMPRE FORZA MILAN

martedì 16 maggio 2006

Da che parte rema il Corrierone

Questo e' un warning, che facciamo da addetti ai lavori.
In tutto quel che accadrà nei prossimi giorni un ruolo centrale lo svolgeranno i mezzi di comunicazione, nel creare e fomentare movimenti di opinione che possano climatizzare i decisori.
In questo scenario il Corriere è già sceso in campo con il partito "mal comune mezzo gaudio" a cui sono iscritti dalla prima ora i suoi proprietari.
Lo si comprende dalle piccole cose.
Esempio: oggi sito Web del Corriere riporta le audizioni dei Cc.
Titolo: Ancelotti, Galliani e Collina a testimoniare.
Non ci stava, forse per motivi di spazio, il nome di Mancini. Pero' era atteso anche lui a Roma, tant'è che le agenzie (e anche Repubblica: si vede che Zucconi è milanista...) hanno battuto dell'incontro cordiale, fuori la sede, fra Carletto e l'allenatore dell'Inter.
Ma il Corriere, no, non lo riporta.
Nel testo, anzi, mette la dubitativa: "dovrebbe testimoniare Mancini". Della serie: pare, si dice, forse, che strano, ma va, che c'entra...?
Eppure è così. Ma al Corrierone non va giù.
O meglio, poi ne deve prendere atto, ma con un distacco che fa capire come gerarchizzano le notizie in via Solferino.
E non che gliene freghi niente dell'Inter: è che intendono profondere ogni sforzo per "mal comunare mezzo gaudiare" per il tramite nostro.
Diciamo questa piccola cosa per dare una guida di lettura della carta e dell'online dei prossimi giorni.

E SEMPRE FORZA MILAN

Dove erano i giornalisti

Questo blog, nel suo piccolo, piccolissimo, ha detto delle cose importanti sui fatti di questi giorni, anche su inchieste che si stanno aprendo solo ora. Tra le righe, come si usa nel mestiere di giornalisti.
Ora si attaccano quest'ultimi, dicendo che "sapevate ma non avete mai detto".
Senza tirare fuori biscardate, un conto è la chiacchiera da bar, la confidenza privata, un conto sono le prove "provate". Tutti immaginavano che Moggi detenesse il "potere", non si immaginava fino a che punto si era spinto.
Puerile la difesa "tanto il Milan aveva le TV", perché con quelle non abbiamo vinto gli scudetti mai, e ripetiamo mai.
Qualche giornalista si faceva suggerire cosa scrivere, per avere in cambio indiscrezioni sul calcio mercato. E' aggiotaggio?

lunedì 15 maggio 2006

A taccuini chiusi - 1

Raccolti ieri a San Siro...

Sheva in curva ha ribadito che ha firmato per il Chelsea lunedì scorso. Non va via per soldi (anche se saranno tanti), ma perchè "schifato dal calcio italiano. Il Milan è un'oasi felice, ma non si può sempre giocare con le carte truccate. Voglio tornare a vincere. E poi, stilettata finale, qui sono diventati tutti gelosi per la mia offerta. E mi emarginano. (quasi puerile...). Poi si commuove ai cori dei tifosi della curva.
Gallas ha già fatto e superato le visite mediche martedì.
Leonardo (il mitico brasileiro) dice che l'ingaggio di Amoroso serve come prima tranche del pagamento di uno o due giocatori del San Paolo.
Gattuso dice che il Manchester è sempre più pressante e che lo alletterebbe confrontarsi in Premier solo per mettere a tacere "quegli arroganti del Chelsea" che hanno portato via Sheva al Milan.
Ambrosini in stampelle e Stam col braccio al collo erano una bella coppia da fotografare.
Nesta che scappa in taxi per prendere l'aereo per Roma ("Mi aspettano dei giudici, ma non sono indagato, solo come testimone).
Berlusconi nei garage impartisce ai tifosi festanti una vera e propria benedizione papale. Alla domanda sui rinforzi per il prossimo anno risponde che "i giocatori italiani che vorremmo comprare a noi costano sempre il doppio che agli altri.
La squadra ha fatto comunque il record di punti e di gol, per cui non siamo messi poi così male". Certo, in difesa qualcosina occorrerà fare". E poi aggiunge sibillino "tanto tra un pò saranno disponibili i giocatori della Juve...".
Tifosi juventini incontrati nel dopo partita: "andrebbero azzerate e radiate tutte le persone che si sono occupate di calcio negli ultimi 10 anni. Sono tutti collusi con il sistema. Il vero colpevole è Berlusconi e le sue TV.
Per star dietro alle sue spese folli la povera Juve che cosa poteva fare?. I troppi soldi sono la causa di tutto" Come dire Tutti colpevoli - nessun colpevole. E poi la colpa è sempre e per forza di Berlusconi. Ogni ignominia nasce da lui che "in un paese normale dovrebbe essere in galera".
Altre voci: Crespo forse non viene.
Tante voci su potenziali arrivi più o meno illustri su imbeccate ai dirigenti: Djarra, Gourcuff (il nuovo Zidane), Buffon("un portiere su cui scommettere"), Torres, Henry (ma non va d'accordo con Ancelotti), addirittura De Rossi (magari).

venerdì 12 maggio 2006

L'indagato

Il nostro indagato si chiama Leonardo Meani.
Di lavoro fa il ristoratore (Isola Caprera, a Lodi).
Di secondo lavoro fa il responsabile dei rapporti con gli arbitri per il Milan.
Ecco perché è nella lista degli indagati della Procura di Napoli.
Secondo voi, quante volte avrà sentito per telefono quella "sporca dozzina" di arbitri indagati, anche solo per sapere se avevano bisogno di una macchina per andare via da S.Siro?

Di seguito, un articolo preso da AgendaLodi.it, risalente al 25 gennaio di quest'anno, riferentesi a un incontro pubblico avvenuto nel suo ristorante per la presentazione di un libro con Facchetti.

Da Agendalodi.it
25 gennaio 2006

Lodi - Avrebbe dovuto esserci anche il vescovo Giuseppe Merisi, lunedì sera, all'incontro del Panathlon per la presentazione del nuovo libro di Andrea Maietti dedicato a Giacinto Facchetti. Ma un impegno "pastorale" dell'ultima ora ha impedito l'incontro tra i due ex compagni di squadra, che da bambini tiravano calci insieme a un pallone all'oratorio di Treviglio.
Meglio il vescovo calciatore del calciatore vescovo?"Già mi sentivo un po' lodigiano per l'amicizia di vecchia data con Giancarlo Danova, seguita dagli incontri all'Inter con Giampiero Marini e con Riccardo Ferri, con cui gioco spesso a tennis proprio a Lodi. Ora il fatto che il nuovo vescovo sia un mio ex compagno di squadra e un vecchio amico accresce ancora di più la mia lodigianità". Parola di Giacinto Facchetti.
Ma com'era il vescovo Merisi da calciatore? E' vero l'aneddoto secondo cui osservatori dell'Inter del calibro di Meazza e Lorenzi, inviati a Treviglio per visionare Facchetti, rimasero impressionati anche da quel compagno di squadra che invece sarebbe stato destinato alla carriera ecclesiastica? "Non ne sono a conoscenza – ha risposto lunedì sera Facchetti -. E non posso fare confronti perchè il vostro vescovo ha quattro anni più di me. Io ne avevo 10, lui 14. Ma mi ricordo che Merisi era un ottimo difensore, giocava con disinvoltura da stopper e da mediano".
Monsignor Merisi, raggiunto telefonicamente ieri, ha ribadito l'amicizia con il concittadino Facchetti e confermato la sua grande passione per il calcio. Che segue tuttora, a quanto pare, non appena i suoi impegni glielo consentono. La squadra del cuore? Sorpresa: "La Juventus". No comment sull'eventuale proseguimento della carriera calcistica. Mette tutti d'accordo il commento di un panathleta doc come Paolo Martini: "Sicuramente sarebbe stato meglio Merisi calciatore di Facchetti vescovo". Il "galant homme" annuisce. Tutto è andato, per entrambi, per il verso più giusto.
Non solo sport. Anche il liceo e Costaverde?. Il titolo del libro presentato lunedì al Panathlon, "Ribot e il menalatte", è un omaggio al mitico Gianni Brera, che Andrea Maietti, l'autore, considera un maestro oltre che un amico.?Proprio al cavallo da tiro tra le stanghe del "menalatte" (nel caso specifico l'allenatore Helenio Herrera) si era ispirato infatti Brera per spiegare come Giacinto Facchetti fosse un fuoriclasse (Ribot, appunto) "umiliato a ronzino".?Facchetti, attuale presidente dell'Inter, la squadra alla quale era stato fedele da giocatore dal 3 maggio del '61 al 7 maggio del '78 (indossando la maglia nerazzurra e solo quella, se si esclude quella della Nazionale), è dunque il protagonista del volume.?Ma attraverso le prodezze sportive e la straordinaria umanità del "cavaliere senza macchia e senza paura", "più Parsifal che Lancillotto", del "difensore di quasi masochistica correttezza, attaccante aggiunto che combinava la potenza squassante di Riva con l'apollinea falcata di Beckenbauer", Maietti racconta ancora una volta anche se stesso e i suoi affetti. Ecco dunque i suoi primi entusiasmi di tifoso interista, le emozioni vissute sugli spalti di San Siro, con l'amatissimo papà ("Ha fatto la terza elementare, ma mi ha insegnato più lui di qualsiasi libro") o davanti a un televisore con i compagni del liceo, di diversa fede calcistica.?E riecco Costaverde: "Non lo chiamo col suo nome, Cavenago, perché Costaverde dà un'idea più suggestiva. E anche per non rischiare querele a causa di qualche citazione verosimile"). Ecco l'Adda, dove "si è creciuti a pane e nebbia", e dove Massimo Moratti ("Io rimango interista anche perché il presidente è uno come lui") è approdato in un afoso pomeriggio di agosto per partecipare ai funerali dell'ex bidella della scuola da lui frequentata a Milano.?E a Facchetti è piaciuta proprio questa abilità di Maietti di parlare di lui in un viaggio che ha raccontato soprattutto il "galant homme" del calcio italiano senza un'ossessionante pressione calcistica, in un racconto dove c'è sì un protagonista, ma in un'ambientazione divagante, quasi familiare.?"In un primo tempo Facchetti aveva risposto no - racconta Andrea Maietti -, seppur molto educatamente, alla mia richiesta di scrivere un libro su di lui. Io però ho cominciato a scrivere lo stesso, gli ho inviato un capitolo dove su dieci pagine si parlava di lui in una soltanto. E' stata la mia mossa vincente".?Il "galant homme" conferma: "Avevo rifiutato tutte le altre proposte di scrittori e giornalisti – dice Facchetti -. Poi ho capito che non si trattava del solito libro sui calciatori. Ho detto sì perché Maietti andava soprattutto alla ricerca dell'uomo".?
Alla riunione affollatissima del Panathlon Club Lodi all'Isola Caprera, è toccato all'attore-regista Carlo Rivolta declamare alcuni brani del libro. Compreso il tratto dedicato alla Terra di Facchetti, che è poi quella dell'"Albero degli zoccoli" di un altro trevigliese illustre, Ermanno Olmi. Proprio nel Trevigliese Maietti ha incontrato il protagonista del film, "Batistin", oggi ultrasettantenne.
Perché no "menalat"??Quale sarò la prossima fatica letteraria dello scrittore lodigiano Andrea Maietti? "Ce l'ho già in testa, ma la svelerò solo quando un editore mi chiederà proprio quella. Quando avevo otto anni e ho scritto la mia prima poesia, mio padre commentò: "Chel fiol chi, de soldi na farà pochi". Ecco, io per i miei libri sono stato sempre richiesto e pagato. Poco, ma pagato. Sono fiero di ciò. E ne sarebbe fiero anche mio padre".?E perché "menalatte" anzichè "menalat", in dialetto lodigiano? "E’ un compromesso – ha risposto Maietti -. L’editore è toscano, di Arezzo (Edizioni Limina, ndr). Mi ha fatto notare che lui il libro lo vuole vendere in tutta Italia, non solo in Lombardia".
Il duetto Mondonico-Meani?
L’Inter non è mai stata favorita dagli arbitri. E Facchetti elogia Mondonico, l’unico che in tv difende l’Inter dalle accuse dei giornalisti. "Dopo la partita vinta 3 a 0 col Palermo – diceva lunedì sera Facchetti – è nata comunque polemica attorno all’Inter, spulciando i motivi della cessione alla Juve di Cannavaro, un altro protagonista della giornata calcistica".?Segue la battuta dello stesso Emiliano Modonico riferita a Leonardo Meani, titolare del ristorante Isola Caprera e responsabile del Milan per il rapporto con gli arbitri. "Bisognerebbe che qualche lodigiano facoltoso acquistasse un ristorante e invitasse gli arbitri".?
Leo Meani coglie la palla al balzo e ne approfitta per un elegio a Facchetti: "Ci siamo trovati in qualche derby (anche con tensioni, problemi, errori arbitrali). E si è sempre distinto con la sua classe, la sua educazione, la sua eleganza". Del resto, "non è il Milan la squadra più avvantaggiata dagli arbitri", rilancia Facchetti.?Se ci fosse stato il vescovo Merisi, come avrebbe difeso la "sua" Juve dagli attacchi dell’ex compagno di squadra?

Gli indagati

Prendiamo dall'Ansa.

Queste le 41 persone alle quali e' in corso di notifica l' invito a comparire emesso dalla Procura di Napoli nell' inchiesta sul calcio: Luciano Moggi, Antonio Giraudo, Paolo Bergamo, Pier Luigi Pairetto, Tullio Lanese, Innocenzo Mazzini, Francesco Ghirelli, Massimo De Santis, Maria Grazia Fazi, Gennaro Mazzei, Pasquale Rodomonti, Duccio Baglioni, Ignazio Scardina, Carmine Alvino, Francesco Attardi, Fabio Basili, Paolo Bertini, Franco Carraro, Enrico Ceniccola, Gabriele Contini, Andrea Della Valle, Paolo Dondarini, Marco Gabriele, Giuseppe Foschetti, Silvio Geminiani, Alessandro Griselli, Marco Ivaldi, Giuseppe Lasco, Claudio Lotito, Leonardo Meani, Sandro Mencucci, Domenico Messina, Alessandro Moggi, Narciso Pisacreta, Claudio Puglisi, Gianluca Rocchi, Salvatore Racalbuto, Paolo Tagliavento, Stefano Titomanlio e Pier Luigi Vitelli.

La festa di Sheva

Lunedì Sheva fa una festa. Pochi intimi (si fa per dire) gli invitati.

Il prossimo campionato

Dal blog di Christian Rocca:

Stagione calcistica 2006/2007.

Juventus, Milan, Lazio, Fiorentina e Siena in B.
E se nonostante cio' l'Inter arrivasse seconda?

E SEMPRE FORZA MILAN

Scovata foto di Messenger di Moggi


Un bel lavoro da parte dei ragazzi del Palermo...

La mezza coppetta

Lo striscione di San Siro di ieri sera era triste, sconsolato e solo.
I tifosi della Juve sono tristi, sconsolati e soli.
Ora ci volevano anche le scommesse a minare anche la Nazionale. Non bastano più le telefonate.
Domenica a San Siro ci sarà festa. Il Conte ha rischiato di essere l'allenatore più vincente della storia del Milan (se ci avesse pichiato giù anche Istanbul).
Non lo adoriamo, ma bisogna riconoscerne i meriti.
Sportivi.

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO

giovedì 11 maggio 2006

Comunque vada

domenica tutti a S.Siro.
Chiudere questa schifezza di campionato con un tutto esaurito è la più bella risposta che possiamo dare, come peraltro noi siamo usi fare (nel senso delle belle risposte).
E poi vedremo, affronteremo la radio (in tutti i sensi), lasceremo parlare i Tugnela della situazione, ascolteremo le voci lontane dei giallorossi al terzo anello.
Ci sembrerà di essere in uno dei nostri soliti pomeriggi di maggio.
Ma qualsiasi risultato possa scaturire, non sarà mai come aver vinto con il giusto distacco che quest'anno avevamo effettivamente costruito sul campo.

E SEMPRE FORZA MILAN

mercoledì 10 maggio 2006

Righe

Prendiamo la vignetta dal Romanista.
Facciamo presente a chi dice che non ci sono penalizzazioni possibili, che la telefonata di Moggi per "bastonare" l'Udinese basta e avanza!

lunedì 8 maggio 2006

Tre punti fondamentali

Non stiamo parlando di Parma, ma di Moggi e del suo telefono.
Punto 1. Devono essere dati 15 punti di penalizzazione per la Juve dal 2003 ad oggi (di tracce precdenti purtroppo non ce ne sono).
Punto 2. Per grave infrazione all'articolo 1, che, visto il numero, non è marginale, la squadra deve essere collocata all'ultimo posto in classifica quest'anno, con lo scudetto (nel caso domenica se lo aggiudicasse) non al Milan, come si potrebbe pensare dato il blog, ma lasciando il titolo vacante, affinchè rimanga la macchia nella storia del calcio italiano.
Punto 3. De Santis e Cannavaro non devono disputare i mondiali. Quello poi che non sa parlare l'italiano ma fa la pubblicità in tedesco, ceda almeno la fascia di capitano. Non la merita proprio.

Qualcosina su Pairetto

Chi segue il calcio distrattamente non potrà di certo ricordare le gesta di Pairetto ai mondiali USA 94.
Il signor arbitro, che si dimostra sensibile ai poteri forti, pensò bene di far eliminare l'Argentina (già priva di Maradona fortemente voluto ai mondiali dalla FIFA) con la Romania. Andate a rivedere la partite e troverete un rumeno non espulso (mentre Zola fu espulso per un fallo non commesso) e un rigore clamoroso negato agli argentini. Andate a chiedere di quella partita, perché se la ricordano bene.

domenica 7 maggio 2006

Le Intercettazioni

Prendiamo i testi pubblicati sul sito di Franco Rossi.

Pairetto: «Pronto» Moggi: «Gigi? Dove sei» Pairetto: «Siamo partiti» Moggi: «Oh, ma che c... di arbitro ci avete mandato?» Pairetto: «Oh, Fandel è uno dei primi...» Moggi: «Ho capito, ma il gol di Miccoli è valido» Pairetto: «No» Moggi: «Sì, come no? (...) Ma poi tutto l’andamento della partita ha fatto un casino a noi» Pairetto: «Gli assistenti non mi sono piaciuti molto, in assoluto, no, ma stavo pensando ad un altro, quello che aveva alzato era quello di Trezeguet che mi ricordo davanti» Moggi: «Quello è un altro discorso. (...) Ora mi raccomando giù a Stoccolma, eh?» Pairetto: «Porco Giuda, mamma mia, questa veramente dev’essere una partita...» Moggi: «Ma no, masi vince, ma sai, si dice...» Pairetto: «Ma questi sono scarsi» Moggi: «Però con uno come questo qui resta difficile, capito?» (...) Moggi: «Oh, a Messina mandami Consolo e Battaglia» Pairetto: «Eh, l’ho già fatta» Moggi: «E chi ci hai mandato?» Pairetto: «Mi pare Consolo e Battaglia» Moggi: «Eh, con Cassarà, eh?» Pairetto: «Sì» Moggi: «E a Livorno, Rocchi?» Pairetto: «A Livorno Rocchi, sì» Moggi: «E Berlusconi Pieri, mi raccomando» Pairetto: «Non l’abbiamo ancora fatto» Moggi: «Lo facciamo dopo» Pairetto: «Vabbò, lo si fa poi»

CON GIGI È UNA CANNONATA Giraudo: «...tu hai qualche notizia dicome tira l’aria lì a Sportilia (raduno degli arbitri, ndr)?» Moggi: «Bene bene con Gigi (Pairetto, ndr)» Giraudo: «Ma non è come l’anno scorso?» Moggi: «No no, con Gigi è una cannonata» Giraudo: «Però adesso bisogna dirgli che s’impegni per ’sto corvo perché non si può mica andare avanti con ’sta testa di c...»

L’ARBITRO SBAGLIATO Moggi: «Pronto?» Morena: «Signor Moggi buongiorno. Volevo comunicarle arbitro e assistenti per la partita di Champions League di domani sera» Moggi: «L’arbitro chi è, Cardoso? » Morena: «No, io vedo arbitro Poll Graham» Moggi: «Uhm» Moggi: «Di dov’è l’arbitro...» Morena: «È inglese» (...) Pairetto: «Pronto» Moggi: «Buongiorno» Pairetto: «Ohilà buongiorno» Moggi: «Oh, all’anima di Cardoso, eh?...» Pairetto: «Eh» Moggi: «Paul Green (in realtà è l’arbitro Graham Poll, ndr)» Pairetto: «Come?» Moggi: «Paul Green» Pairetto: «Allora è successo qualcosa all’ultimo momento, io ho Cardoso, è successo qualcosa... si vede che è stato male o qualcosa del genere» Moggi: «Informati, informati un momentino» Pairetto: «Sì sì, verifico subito»

MI RICORDO DI TE Moggi: «Pronto» Pairetto: «Ehilà, lo so che tu ti sei scordato di me, mentre io mi sono ricordato di te» Moggi: «Ma dai» Pairetto: «Eh, ho messo un grande arbitro per la partita di Amsterdam». Moggi: «Chi è?» Pairetto: «Meier» Moggi: «Alla grande» Pairetto: «Vedi che io mi ricordo di te anche se tu ormai...» Moggi: «Ma non rompere, adesso vedrai, quando ritorno, poi te lo dico io se mi sono scordato»

MI SERVE UNA MACCHINA Uomo: «Casa Agnelli buongiorno» Moggi: «Sono Moggi buongiorno. Avrei bisogno di Nalla» Nalla: «Ciao Luciano» Moggi: «Io avrei bisogno in tempi rapidi perché siccome dobbiamo fare...» Nalla: «Sì» Moggi: «Per un amico importante, di una Maserati» Nalla: «Sì» Moggi: «Quattroporte» Nalla: «Quattroporte?» Moggi: «Sì. Ti diamo tempo una settimana dieci giorni, va bene?» Nalla: «Va bene»

LA MACCHINA È A DISPOSIZIONE Enzo: «Pronto?» Pairetto: «Enzo?» Enzo: «Ciao Gigi» Pairetto: «Ascolta volevo dirti la macchina ce l’ho già praticamente» Enzo: «Quale?» Pairetto: «Quindi quando vogliamo andare poi a prenderla c’è a disposizione praticamente la Maserati» Enzo: «Ma dai» Pairetto: «Sì quindi» Enzo: «Madonna» Pairetto: «Adesso quando rientro domani chiamo direttamente la Casa Reale».

CREDE DI VINCERE LUI Mazzini: «Perché questo cogl... (riferito a Carraro, ndr), ricordati che lui crede, che anche se passa così come vuole normalmente, di vincere lui. Invece devi metterglielo nel c... Ricordatelo». Moggi:«Ooh se ti dico lasciamici parlare, poi domani io ho l’appuntamento» Mazzini: «Va bene» (...) Mazzini. «Venerdì vado a fare gli arbitri» Moggi: «Venerdì vengo anch’io» Mazzini: «Gliel’ho detto ad Anto’ e mi ha detto che non viene» Moggi: «Lascia sta’, quello è un ambiente un po’ ibrido, meno uno ci si confonde e meglio è, e vale neppure la pena di starci alla lontana: io uno ci faccio partecipa’, o partecipo io o ci mando Alessio».

VOGLIONO FAR FUORI TUTTI Alessandro Moggi: «...io l’altro giorno, tu prendila come informazione, poi, io non lo so, mi sono rivisto con Preziosi (ex presidente del Genoa, ndr), come sempre capita» Luciano Moggi: «Uhm» A. Moggi: «Mi ha incominciato a fare tutto undiscorso, il calcio comecambia, bisogna stare attenti di qua, di là, Carraro, Galliani, poi mi fa, non vi fidate di Montezemolo. Dico perché? Perché io ho sentito una conversazione alla Juve, vogliono fare fuori tutti, rimane solo Giraudo» L. Moggi: «Sì, ma questa è una cazzata» A. Moggi: «Io te lo dico come cosa, siccome molte volte Preziosi è negli ambienti di questo genere qui, lui c’è dentro» L. Moggi: «Non c’è mai» A. Moggi: «Bé, pa’, io te lo dico perché, insomma...» L. Moggi: «È esattamente il contrario».

CAMBIO DI PRESTITI A. Moggi: «Mi ha chiamato Morabito (procuratore, ndr), in particolare Vigorelli (procuratore, ndr), per sapere se volevi fa un cambio di prestiti per pia’ Liverani» L. Moggi: «No, no, ma perché ora lavorano per la Lazio?» A. Moggi: «Che ne so, mi ha detto così?» L. Moggi: «Porca miseria, da quando quello lì ha agganciato lì di sotto, mo ci voglio parla’ con quello, perché gli hanno dato Lopez e gli vogliono dare Marquez, a loro, eh?» A. Moggi: «Eh, lo so» L. Moggi: «Quindi è sicuro che sono riusciti a entrarci poco, perché lì non è che si possa anda’ granché, almeno che Cinquini (ex d.s. Lazio, ndr) non lavori ancora con la Lazio».

L’OROLOGIO DA 40 MILIONI Biscardi: «Pronto?» Moggi: «Vorrei il dottor Biscardi» Biscardi: «Sono io» Moggi: «Io sono Moggi Luciano» Biscardi: «Uehh... Lucia’» Moggi: «Allora ieri ho chiamato qui il nostro amico di Trieste...Baldas (ex designatore e commentatore delle moviole del «Processo», ndr). Gli ho fatto una bella cazziata, ma non ce n’era bisogno. Lui non ha colpa» (...) Moggi: «Ma se non viene poi un cambio non prendo più nessuno, ma perché dobbiamo ammazzare il campionato?» Biscardi: «No, tu non ammazzi un c..., magari l’ammazzavi l’anno scorso, mi dovresti da’ 40 milioni, hai fatto la scommessa conmee hai perso» Moggi: «Aldo, ma io... sei come un orologio già assicurato, che vuoi che ti dica?» Biscardi: «E dove sta?» Moggi: «E lo sai che quando te lo dico...» Biscardi: «E non lo so. Non me lo mandi mai...» Moggi: «Ma vaff..., uno te l’ho dato costava 40 milioni»

venerdì 5 maggio 2006

Un messaggino agli interisti...

Oggi abbiamo sentito più volte interisti dire che alla luce di quanto dichiarato Moggi al telefono, il 5 magggio 2002 è molto meno amaro.
Il 5 maggio 2002 ha sancito lo scudetto della lazio e l'addio al calcio giocato di Mancini.
Per la cronaca e per la precisione, perché se han perso lo scudetto non è colpa di Moggi...

5-5

Ops, oggi è il cinque maggio...

Imbarazzo

Se oggi prendete in mano la Gazza, vi passerà la voglia di calcio e la voglia di guardare i mondiali. Se l'avete già fatto capite benissimo di che cosa sto parlando. Prima una considerazione: anche i giornalisti sportivi, di solito proni di fronte alle società, sono in grado di fare giornalismo d'inchiesta. Seconda considerazione: se la juve fa il "silenzio stampa", i giornalisti e l'Ordine dovrebbero poi applicare il medesimo riguardo quando lor signori, vincendo l'ennesimo scudo lordo, avran voglia di parlare.
Moggi è un personaggio inquetante. Lo è sempre stato, per modo di fare e per modo di essere. Ma quanto emerge dalle intercettazioni ha dei risvolti imbarazzanti. Anche perché non si tratta di reati acclamati, ma semplicemente si fa a pezzi l'articolo 1 del regolamento del giuoco del calcio.
La lealtà sportiva è stata calpestata e vilipesa.
Il problema vero è che il calcio, purtroppo, è pieno di questi personaggi che si aggirano anche nei campi minori, non solo in Serie A. Pensiamo ai tornei giovanili, dove i Moggi di turno (se non lui, anche se non direttamente), acquistano giocatori già in tenera età, combinano e disfano squadre a piacimento.
Ma siamo sicuri che la gente non vada allo stadio per la violenza o perché c'era il sentore di tutta questa "messa in scena" e i tifosi non sono così stupidi, o come si dice adesso, coglioni da non accorgersene?
E che cosa dice oggi, il tanto offeso De Canio, della vicenda?

giovedì 4 maggio 2006

martedì 2 maggio 2006

Il Conte se ne va

Il progetto "Il Milan ai milanisti" avrà una nuova puntata.
Ormai è solo questione di 10 giorni, e il Milan vedrà le dimissioni (già accettate) dell'allenatore, in rotta per Madrid.
Alla faccia de "i giornali spagnoli la sparano grossa".
La rifondazione rossonera partirà, quindi, da un nuovo comandante sulla panca.
Il tutto è deciso, indipendentemente dalle ultime due giornate di campionato.
Proviamo a rileggere il labiale di Sheva, adesso?

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