Da questo blog sono usciti dei post che parlavano di tre pappine e a casa.
Di come siamo senza gioco e senza cuore.
Stasera a Palermo ne abbiamo avuto la riprova.
A questo punto, speriamo che la lezione sia servita: la Champions è sempre più vicina.
Basta piangersi addosso. Fuori le palle.
Si riparte dalla Lazio.
Forza vecchio cuore rossonero.
martedì 31 gennaio 2006
Lettera aperta a Carlo Ancelotti
Carletto,
saltiamo i preamboli. È inutile ricordarti e ricordarci cosa hai rappresentato per noi, che siamo quelli che si ricordano anche i momenti del tuo arrivo, in elicottero, per firmare il contratto ad Assago, e che hanno fatto un viaggio con te da Barcellona a Manchester.
Ci siamo fermati li. A Manchester, per la seconda volta, con i padroni dello stadio. Li si e' visto il tuo ultimo vero Milan (praticamente, un anno fa), con l'invenzione di Rui Costa alla Falcao e con un Kaladze in versione Scarnecchia.
Si, dai, Carlo, la tua mente sta andando a Roma, l'altra casa tua, dove andrai, magari a raccogliere, con merito, buoni frutti.
Per adesso, però, ti preghiamo di non commettere l'errore più grande che un allenatore possa fare: quello di dire "la squadra non mi segue piu'". Anche se è vero, ed è vero, anche se tutti lo sanno, l'allenatore non lo deve dire (chiedere a Lino Lardo per conferme).
Abbiamo la sensazione che in una delle prossime conferenze stampa ti possa scappare questa frase, perciò ti chiediamo di non dirla. Anche perché sappiamo che tu in panchina siederai fino alla fine della stagione, senza se, senza ma, senza Djordjevic.
E per affrontarla bene la fine di questa stagione, ti chiediamo di avere quel minimo di flessibilità che a un allenatore nella tua situazione si conviene. Non essere dogmatico su Pirlo: se non fa quello che gli chiedi, fagli fare altre cose. Non essere pretenzioso con Sheva: sai che si sta risparmiando per il mondiale (lo fa quasi inconsciamente, e' ovvio e umano), dosalo bene, così come Gattuso. Prova a dar spazio ai "cattivi acquisti" di quest'anno (cosi' bollati tutti, tranne Gilan) perché possano riscattarsi e, magari, diventare buone vendite.
Provaci, Carlo, che ti costa. Tanto devi andare a Roma, vacci con le trombe intonate.
E SEMPRE FORZA MILAN
saltiamo i preamboli. È inutile ricordarti e ricordarci cosa hai rappresentato per noi, che siamo quelli che si ricordano anche i momenti del tuo arrivo, in elicottero, per firmare il contratto ad Assago, e che hanno fatto un viaggio con te da Barcellona a Manchester.
Ci siamo fermati li. A Manchester, per la seconda volta, con i padroni dello stadio. Li si e' visto il tuo ultimo vero Milan (praticamente, un anno fa), con l'invenzione di Rui Costa alla Falcao e con un Kaladze in versione Scarnecchia.
Si, dai, Carlo, la tua mente sta andando a Roma, l'altra casa tua, dove andrai, magari a raccogliere, con merito, buoni frutti.
Per adesso, però, ti preghiamo di non commettere l'errore più grande che un allenatore possa fare: quello di dire "la squadra non mi segue piu'". Anche se è vero, ed è vero, anche se tutti lo sanno, l'allenatore non lo deve dire (chiedere a Lino Lardo per conferme).
Abbiamo la sensazione che in una delle prossime conferenze stampa ti possa scappare questa frase, perciò ti chiediamo di non dirla. Anche perché sappiamo che tu in panchina siederai fino alla fine della stagione, senza se, senza ma, senza Djordjevic.
E per affrontarla bene la fine di questa stagione, ti chiediamo di avere quel minimo di flessibilità che a un allenatore nella tua situazione si conviene. Non essere dogmatico su Pirlo: se non fa quello che gli chiedi, fagli fare altre cose. Non essere pretenzioso con Sheva: sai che si sta risparmiando per il mondiale (lo fa quasi inconsciamente, e' ovvio e umano), dosalo bene, così come Gattuso. Prova a dar spazio ai "cattivi acquisti" di quest'anno (cosi' bollati tutti, tranne Gilan) perché possano riscattarsi e, magari, diventare buone vendite.
Provaci, Carlo, che ti costa. Tanto devi andare a Roma, vacci con le trombe intonate.
E SEMPRE FORZA MILAN
sabato 28 gennaio 2006
Siamo davvero imbarazzanti
Tolti dieci minuti, tra il 20 e il 30 minuto del secondo tempo, il Milan non ha dato la sensazione di voler far sua questa partita.
Inutile qualsiasi considerazione sui singoli, con cui si potrebbero riempire paginate, quel che manca è la squadra.
Lo diciamo da troppo tempo, e non si fa nulla.
La difesa dov'è? Invece di tirare in ballo Materazzi, che si cercasse qualcuno. Subito.
Il centrocampo è alla frutta. L'attacco è sterile.
Si è aperto troppo poco sulle fasce.
Si passa troppo tardi la palla.
Manca la velocità, se non in quei dieci minuti, in cui non abbiamo concretizzato.
Dida va lasciato a riposo. Nesta oggi ha dato sensibili segnali di ripresa.
Questo blog si chiama critica rossonera. Abbiamo criticato, non abbiamo mai insultato o mancato di rispetto nei confronti di nessuno.
Volevamo credere nel tricolore.
Ora lasciamo perdere, ma non vogliamo perdere il secondo posto.
Eravamo una voce fuori dal coro. Non lo siamo più.
E abbiamo sentito troppi pochi fischi alla squadra. In fondo abbiamo lasciato la sfida scudetto: un fischiata era più che meritata. Salutare come un ceffone dato da un padre al figlio per correggerlo. Se serve, serve.
Forza vecchio cuore rossonero.
Inutile qualsiasi considerazione sui singoli, con cui si potrebbero riempire paginate, quel che manca è la squadra.
Lo diciamo da troppo tempo, e non si fa nulla.
La difesa dov'è? Invece di tirare in ballo Materazzi, che si cercasse qualcuno. Subito.
Il centrocampo è alla frutta. L'attacco è sterile.
Si è aperto troppo poco sulle fasce.
Si passa troppo tardi la palla.
Manca la velocità, se non in quei dieci minuti, in cui non abbiamo concretizzato.
Dida va lasciato a riposo. Nesta oggi ha dato sensibili segnali di ripresa.
Questo blog si chiama critica rossonera. Abbiamo criticato, non abbiamo mai insultato o mancato di rispetto nei confronti di nessuno.
Volevamo credere nel tricolore.
Ora lasciamo perdere, ma non vogliamo perdere il secondo posto.
Eravamo una voce fuori dal coro. Non lo siamo più.
E abbiamo sentito troppi pochi fischi alla squadra. In fondo abbiamo lasciato la sfida scudetto: un fischiata era più che meritata. Salutare come un ceffone dato da un padre al figlio per correggerlo. Se serve, serve.
Forza vecchio cuore rossonero.
venerdì 27 gennaio 2006
Una squadra che si riprende
Prendiamo spunto da una dichiarazione di Billy.
«I progressi sono evidenti. Dalla partita di Roma, in cui è mancata aggressività e concentrazione, il Milan è cresciuto molto e i risultati lo dimostrano. Delle ultime otto partite ne abbiamo vinte sette e questo fatto è da sottolineare perchè vuol dire che siamo una grande squadra. Ogni tanti ci capita qualche calo di concentrazione, è un problema che ci portiamo dietro da tempo, ma i conti li faremo alla fine».
I conti si fanno sempre alla fine.
Ma è possibile che ci sia un calo di concentrazione con l'Ascoli in casa, ma non con la Roma a r
Roma.
Questo è intollerabile, sia per una grande squadra, sia per una piccola squadra.
«I progressi sono evidenti. Dalla partita di Roma, in cui è mancata aggressività e concentrazione, il Milan è cresciuto molto e i risultati lo dimostrano. Delle ultime otto partite ne abbiamo vinte sette e questo fatto è da sottolineare perchè vuol dire che siamo una grande squadra. Ogni tanti ci capita qualche calo di concentrazione, è un problema che ci portiamo dietro da tempo, ma i conti li faremo alla fine».
I conti si fanno sempre alla fine.
Ma è possibile che ci sia un calo di concentrazione con l'Ascoli in casa, ma non con la Roma a r
Roma.
Questo è intollerabile, sia per una grande squadra, sia per una piccola squadra.
Fantacalcio 1
Al di là delle dichiarazioni di Berlusconi, il Milan l'anno prossimo avrà un nuovo allenatore.
Per questo il Carletto si sta dando da fare, per accasarsi da qualche parte.
E questo è un bene, per lui e per il Milan.
Il ciclo, questo breve ciclo, ha bisogno di una svolta "forte" per non dirsi definitivamente finito.
Voci di mercato che ci stanno divertendo: Materazzi al Milan, scambio Camoranesi - Seedorf.
Sempre in tema di mercato, visto che il presidente è in un periodo euforico, non possiamo contare su di un acquistino per la difesa?
In questo Fantacalcio, sarebbe il caso che il signor Galliani si preoccupasse di una cosa: arrivare tra i primi due posti in Serie A significa saltare i preliminari di Chempions. Sembra di poco conto, ma essendo l'anno dei mondiali, con la squadra che si riassembla ad agosto, il problema potrebbe diventare serio.
E pericoloso.
Per la squadra (e qui riguarda tutti).
Per il bilancio (e qui riguarda il signor Galliani).
Domani sera test importante con la Samp, sotto 40 centimetri di neve. Non si può più sbagliare.
O almeno, non si deve più sbagliare. Poi nel calcio ci sta tutto. Non provarci sarebbe sciocco.
E Carletto adesso ha di nuovo fame.
Speriamo sia contagiosa.
Forza vecchio cuore rossonero.
Per questo il Carletto si sta dando da fare, per accasarsi da qualche parte.
E questo è un bene, per lui e per il Milan.
Il ciclo, questo breve ciclo, ha bisogno di una svolta "forte" per non dirsi definitivamente finito.
Voci di mercato che ci stanno divertendo: Materazzi al Milan, scambio Camoranesi - Seedorf.
Sempre in tema di mercato, visto che il presidente è in un periodo euforico, non possiamo contare su di un acquistino per la difesa?
In questo Fantacalcio, sarebbe il caso che il signor Galliani si preoccupasse di una cosa: arrivare tra i primi due posti in Serie A significa saltare i preliminari di Chempions. Sembra di poco conto, ma essendo l'anno dei mondiali, con la squadra che si riassembla ad agosto, il problema potrebbe diventare serio.
E pericoloso.
Per la squadra (e qui riguarda tutti).
Per il bilancio (e qui riguarda il signor Galliani).
Domani sera test importante con la Samp, sotto 40 centimetri di neve. Non si può più sbagliare.
O almeno, non si deve più sbagliare. Poi nel calcio ci sta tutto. Non provarci sarebbe sciocco.
E Carletto adesso ha di nuovo fame.
Speriamo sia contagiosa.
Forza vecchio cuore rossonero.
giovedì 26 gennaio 2006
Eppur si muove
Ieri sera il Milan è stato ingabbiato abilmente dal palermo.
Ma qualcosa si è visto.
Per la prima volta, in quest'anno, Carletto ha provato a migliorare il gioco, ha raddoppiato gli uomini sulle fasce e quindi ha letto bene la partita.
E' dalla partita di Roma che ha preso in mano il pallino del comando, che forse aveva lasciato.
Per il resto il gioco è latitato, Pirlo avrebbe bisogno di riposo ma non è possibile.
Tutti rimandati, anche perché il test è quello di sabato sera.
Nesta, però, se va avanti così, perde la nazionale. La sua fortuna è che Materazzi è più in tribuna che in campo. Ma deve tornare quello che era.
Presto.
Ma qualcosa si è visto.
Per la prima volta, in quest'anno, Carletto ha provato a migliorare il gioco, ha raddoppiato gli uomini sulle fasce e quindi ha letto bene la partita.
E' dalla partita di Roma che ha preso in mano il pallino del comando, che forse aveva lasciato.
Per il resto il gioco è latitato, Pirlo avrebbe bisogno di riposo ma non è possibile.
Tutti rimandati, anche perché il test è quello di sabato sera.
Nesta, però, se va avanti così, perde la nazionale. La sua fortuna è che Materazzi è più in tribuna che in campo. Ma deve tornare quello che era.
Presto.
martedì 24 gennaio 2006
Sipario
La storia della coppa drogata non ci convince e non ci deve interessare.
Chissenefrega se anni e anni fa i marsigliesi si sono punturati. Noi quella partita l'abbiamo persa per nostra dabbenaggine.
E poi: possibile che Papin e Desailly, non abbiano detto nulla negli anni passati nell'intimo di Milanello? Si erano dopati anche loro? E nemmeno Angloma, Deschamps hanno fatto trapelare nulla, ad Appiano e a Villarperosa? Ma cos'era, una squadra o una setta?
Chiudiamo anche il sipario sulla passata stagione con il premio calciatore dell'anno a Gilan, "somministrato" ieri sera al Manzoni e trasmesso su SportItalia.
Ha battuto in finale Ibrahimovic, che, premiato da Galliani come miglior straniero (e anche come giocatore piu' amato (sic!!), ha concesso un siparietto che la dice lunga.
Sul palco hanno chiesto allo Zio Fester come mai Ibra non l'ha comprato il Milan, visti i buoni rapporti in passato con l'Ajax, e lui "colpa di Braida". L'inquadratura in sala ha puntato sull'Ariedo che diceva "si, bravo, bravo..." ma ha staccato prima del "pirla".
E SEMPRE FORZA MILAN
Chissenefrega se anni e anni fa i marsigliesi si sono punturati. Noi quella partita l'abbiamo persa per nostra dabbenaggine.
E poi: possibile che Papin e Desailly, non abbiano detto nulla negli anni passati nell'intimo di Milanello? Si erano dopati anche loro? E nemmeno Angloma, Deschamps hanno fatto trapelare nulla, ad Appiano e a Villarperosa? Ma cos'era, una squadra o una setta?
Chiudiamo anche il sipario sulla passata stagione con il premio calciatore dell'anno a Gilan, "somministrato" ieri sera al Manzoni e trasmesso su SportItalia.
Ha battuto in finale Ibrahimovic, che, premiato da Galliani come miglior straniero (e anche come giocatore piu' amato (sic!!), ha concesso un siparietto che la dice lunga.
Sul palco hanno chiesto allo Zio Fester come mai Ibra non l'ha comprato il Milan, visti i buoni rapporti in passato con l'Ajax, e lui "colpa di Braida". L'inquadratura in sala ha puntato sull'Ariedo che diceva "si, bravo, bravo..." ma ha staccato prima del "pirla".
E SEMPRE FORZA MILAN
domenica 22 gennaio 2006
Segnali
Qualcosa si sta muovendo nel Milan.
Non che il risultato, ampiamente bugiardo, dimostri qualcosa.
La squadra ha fatto un passo avanti: compatta, incisiva, decisa.
Gli esterni di centrocampo più accentrati, più spazi per gli inserimenti.
Ma soprattutto più voglia, sia di lottare sia di creare.
Abbiamo detto che il risultato è bugiardo: due goal sotto misura, che sono sinonimo di attenzione. Clarence che ci crede (era un bel po' che non si vedeva).
Pippo ha fatto una buona gara, mancava il goal, ma si è mosso bene: certo lui punta ai mondiali, ma crediamo che il suo entusiasmo possa essere contagioso.
A qualcuno è tornato il sorriso.
Ancelotti, premiato dall'Uefa con un nome sbagliato, ma un premio e un premio e fa piacere lo stesso, è tornato ad allenare. Vuole chiudere in bellezza la sua esperienza, perché l'anno prossimo il Milan avrà un nuovo allenatore, e ha usato le sue armi più collaudate: gruppo, possesso e gioco semplice.
Non siamo ancora una squadra in salute, siamo una squadra che si sta mettendo di nuovo in gioco. Una squadra più cattiva, ma soprattutto più concreta.
La prova l'avremo solo sabato con la Samp, perché un test importante.
Note positive:
- Dida che ha dato la sensazione di essere uscito dal tunnel, ma non ancora lontano a sufficienza per non dinirci dentro.
- Seedorf, sempre nel gioco, con un po' di continuità, quasi a testimoniare che è un giocatore da trasferta.
Note negative:
- Andrea Pirlo deve rifiatare. Oggi ha giocato con una lieve distorsione. Vogle dové?
- MilanLab: abbiamo un sacco di problemi muscolari. Facciamo qualcosa?
Forza vecchio cuore rossonero!
Non che il risultato, ampiamente bugiardo, dimostri qualcosa.
La squadra ha fatto un passo avanti: compatta, incisiva, decisa.
Gli esterni di centrocampo più accentrati, più spazi per gli inserimenti.
Ma soprattutto più voglia, sia di lottare sia di creare.
Abbiamo detto che il risultato è bugiardo: due goal sotto misura, che sono sinonimo di attenzione. Clarence che ci crede (era un bel po' che non si vedeva).
Pippo ha fatto una buona gara, mancava il goal, ma si è mosso bene: certo lui punta ai mondiali, ma crediamo che il suo entusiasmo possa essere contagioso.
A qualcuno è tornato il sorriso.
Ancelotti, premiato dall'Uefa con un nome sbagliato, ma un premio e un premio e fa piacere lo stesso, è tornato ad allenare. Vuole chiudere in bellezza la sua esperienza, perché l'anno prossimo il Milan avrà un nuovo allenatore, e ha usato le sue armi più collaudate: gruppo, possesso e gioco semplice.
Non siamo ancora una squadra in salute, siamo una squadra che si sta mettendo di nuovo in gioco. Una squadra più cattiva, ma soprattutto più concreta.
La prova l'avremo solo sabato con la Samp, perché un test importante.
Note positive:
- Dida che ha dato la sensazione di essere uscito dal tunnel, ma non ancora lontano a sufficienza per non dinirci dentro.
- Seedorf, sempre nel gioco, con un po' di continuità, quasi a testimoniare che è un giocatore da trasferta.
Note negative:
- Andrea Pirlo deve rifiatare. Oggi ha giocato con una lieve distorsione. Vogle dové?
- MilanLab: abbiamo un sacco di problemi muscolari. Facciamo qualcosa?
Forza vecchio cuore rossonero!
sabato 21 gennaio 2006
I furti di Berlusconi
Siccome in Italia si tende a definire Berlusconi come uno "furbo", e ci fermiamo qui perché si parla di calcio, ci teniamo a dire un paio di cose.
Il napoli ha vinto uno scudetto e i giocatori hanno ammesso che c'è stato qualcosa di strano.
Il marsiglia ha vinto una finale e i giocatori hanno ammesso che c'è stato qualcosa di strano.
Inutile dire altro.
Adesso guardiamo avanti: il siena.
Partita della svolta: se si vince c'è sperenza. Si pareggia o si perde, e la juve vince, siamo definitivamente fuori.
Una partita alla nostra portata, se ci ritroviamo.
Entusiasmo.
Forza vecchio cuore rossonero!
Il napoli ha vinto uno scudetto e i giocatori hanno ammesso che c'è stato qualcosa di strano.
Il marsiglia ha vinto una finale e i giocatori hanno ammesso che c'è stato qualcosa di strano.
Inutile dire altro.
Adesso guardiamo avanti: il siena.
Partita della svolta: se si vince c'è sperenza. Si pareggia o si perde, e la juve vince, siamo definitivamente fuori.
Una partita alla nostra portata, se ci ritroviamo.
Entusiasmo.
Forza vecchio cuore rossonero!
giovedì 19 gennaio 2006
Tornelli
Un emendamento (proposto dall'Udc, onorevole Ciccanti) sarà inserito oggi nel cosiddetto maxiemendamento Millepropoghe, con cui il governo sposta a dopo le elezioni mille cose da fare, riguarda il decreto Pisanu sugli stadi e concerne l'installazione di tornelli di ingresso negli stadi con capienza sopra le 10mila persone.
L'adeguamento previsto in decreto prevedeva l'installazione dei tornelli entro il 28 febbraio. Risate.
La proroga porterà all'inizio del prossimo campionato.
A San Siro però il lavoro è già stato appaltato a un consorzio capeggiato da, che strano, Telecom Italia.
Cioè Capitan Tronchetto.
Quanti ingressi di favore rilascerà ai cugini di Afef?
L'adeguamento previsto in decreto prevedeva l'installazione dei tornelli entro il 28 febbraio. Risate.
La proroga porterà all'inizio del prossimo campionato.
A San Siro però il lavoro è già stato appaltato a un consorzio capeggiato da, che strano, Telecom Italia.
Cioè Capitan Tronchetto.
Quanti ingressi di favore rilascerà ai cugini di Afef?
Soffrire
Il Milan di questo periodo è lì per farci soffrire.
Non è che abbiamo corse dei pericoli reali, in effetti l'Ascoli ha tirato una sola volta in porta, ma non chiudiamo la partita.
Ancelotti, l'attuale allenatore del Milan (perché l'anno prossimo il Milan avrà un nuovo allenatore), ha provato qualcosa di nuovo, ha tentato di cambiare.
Non avevano mai giocato Riccardo e Manuel larghi, con Pirlo e Gattuso. Qualcosa si è visto, ma è poco, troppo poco per avere delle chance di Coppa (e di Campionato, perché se diciamo ai nostri che è finita, questi fan fatica a raggiungere il quarto posto!).
La formazione era un po' sbilanciata, ma ha retto. Un segnale di compattezza che mancava da un po', ma rendiamoci conto che avevamo di fronte l'ascoli.
Dietro non abbiamo granché da segnalare, un turno tranquillo.
Davanti abbiamo commesso troppi errori e Gilan è troppo fuori dal gioco.
Veniamo a qualche nota dolente. Janku non sta dando assolutamente quanto promesso e fatto vedere a Udine. A Sheva il turno di riposo può fare davvero bene, auspicato da questo blog. Come farebbe bene a Gilan, ma lo allontanerebbe dal gioco che non ha mai trovato.
Pippo l'abbiamo rimandato alla prossima partita, perché se ha fatto un bel goal, ne ha sbagliati troppi per uno ingordo com'è lui.
Ambrog, invece, si è rotto un'altra volta. Non si capisce come mai Milanlab fallisca sempre sul biondino, capitano per una notte, che non riesce a dare mai, e dicendo mai sappiamo cosa stiamo dicendo, continuità alle sue prestazioni.
Perché non si prova Vogel? Forse ieri era il caso di inserirlo per far rifiatare Pirlo, e anche per cambiare un po' l'assetto.
OK, qualcuno parlerà di due punti mangiati alla juve. Ma noi arrivavamo da una sconfitta. Cocente.
Non è che abbiamo corse dei pericoli reali, in effetti l'Ascoli ha tirato una sola volta in porta, ma non chiudiamo la partita.
Ancelotti, l'attuale allenatore del Milan (perché l'anno prossimo il Milan avrà un nuovo allenatore), ha provato qualcosa di nuovo, ha tentato di cambiare.
Non avevano mai giocato Riccardo e Manuel larghi, con Pirlo e Gattuso. Qualcosa si è visto, ma è poco, troppo poco per avere delle chance di Coppa (e di Campionato, perché se diciamo ai nostri che è finita, questi fan fatica a raggiungere il quarto posto!).
La formazione era un po' sbilanciata, ma ha retto. Un segnale di compattezza che mancava da un po', ma rendiamoci conto che avevamo di fronte l'ascoli.
Dietro non abbiamo granché da segnalare, un turno tranquillo.
Davanti abbiamo commesso troppi errori e Gilan è troppo fuori dal gioco.
Veniamo a qualche nota dolente. Janku non sta dando assolutamente quanto promesso e fatto vedere a Udine. A Sheva il turno di riposo può fare davvero bene, auspicato da questo blog. Come farebbe bene a Gilan, ma lo allontanerebbe dal gioco che non ha mai trovato.
Pippo l'abbiamo rimandato alla prossima partita, perché se ha fatto un bel goal, ne ha sbagliati troppi per uno ingordo com'è lui.
Ambrog, invece, si è rotto un'altra volta. Non si capisce come mai Milanlab fallisca sempre sul biondino, capitano per una notte, che non riesce a dare mai, e dicendo mai sappiamo cosa stiamo dicendo, continuità alle sue prestazioni.
Perché non si prova Vogel? Forse ieri era il caso di inserirlo per far rifiatare Pirlo, e anche per cambiare un po' l'assetto.
OK, qualcuno parlerà di due punti mangiati alla juve. Ma noi arrivavamo da una sconfitta. Cocente.
mercoledì 18 gennaio 2006
Dida secondo portiere a Livello mondiale?
La classifica IFFHS, Nelson risulta secondo solo a Cech, vale quasi la metà di Cech, e supera Buffon.
OK, Pierluigi è rimasto fuori per tutto il finale del 2005, ma o è fuori dalla classifica o è superiore a Nelson. Detto questo, e detto anche che queste classifiche lasciano il tempo che trovano, speriamo che il nostro Nelson dimentichi il razzo nerazzurro e si ritrovi. Forse non vale il secondo posto, ma di certo non era da buttare via. Quello attuale è un portiere mediocre, non da squadra che punta in alto. E probabilmente nemmeno da nazionale brasiliana. Sveglia! Già da stasera.
OK, Pierluigi è rimasto fuori per tutto il finale del 2005, ma o è fuori dalla classifica o è superiore a Nelson. Detto questo, e detto anche che queste classifiche lasciano il tempo che trovano, speriamo che il nostro Nelson dimentichi il razzo nerazzurro e si ritrovi. Forse non vale il secondo posto, ma di certo non era da buttare via. Quello attuale è un portiere mediocre, non da squadra che punta in alto. E probabilmente nemmeno da nazionale brasiliana. Sveglia! Già da stasera.
Il prossimo allenatore del Milan - 2
Il prossimo allenatore del Milan (perché l'anno prossimo il Milan avrà un nuovo allenatore) dovrà ispirarsi al sano principio della duttilità.
Ovvero non potrà escludere a priori di attaccare a tre punte e di difendersi con tre uomini. Specie se ha giocatori inclini, per formazione tecnica e predisposizione atletica, a farlo.
Per esempio, escludere categoricamente per una qualsiasi partita una positura 3-4-3, specie quando hai difensori poco atti ad attendere l'avversario (come noi adesso: Stam, Nesta, Maldini, Kaladze, Cafu: cioè, tutti tranne Billy e Simic) e attaccanti perfetti per incrociare dalle fasce laterali (Sheva e Amoroso) a beneficio di un centrale (Pippo e Gilan), è un errore che il prossimo allenatore del Milan (perché l'anno prossimo il Milan avrà un nuovo allenatore) non dovrà compiere.
E SEMPRE FORZA MILAN
Ovvero non potrà escludere a priori di attaccare a tre punte e di difendersi con tre uomini. Specie se ha giocatori inclini, per formazione tecnica e predisposizione atletica, a farlo.
Per esempio, escludere categoricamente per una qualsiasi partita una positura 3-4-3, specie quando hai difensori poco atti ad attendere l'avversario (come noi adesso: Stam, Nesta, Maldini, Kaladze, Cafu: cioè, tutti tranne Billy e Simic) e attaccanti perfetti per incrociare dalle fasce laterali (Sheva e Amoroso) a beneficio di un centrale (Pippo e Gilan), è un errore che il prossimo allenatore del Milan (perché l'anno prossimo il Milan avrà un nuovo allenatore) non dovrà compiere.
E SEMPRE FORZA MILAN
martedì 17 gennaio 2006
Il prossimo allenatore del Milan - 1
Il prossimo allenatore del Milan (perché l'anno prossimo ce ne sarà uno nuovo) se vuole avere successo deve avere anche la personalità di far capire a Silvio che vivere ancora con il dogma del "Milan che su qualsiasi campo impone il proprio gioco" (come ha ripetuto anche da Biscardi, la scorsa settimana) significa vivere fuori dal tempo.
È anacronistico pensare di declinare quello che fu un pensiero vincente su un calcio trasformato, anche da quello stesso pensiero. Trasformato anche nella fruizione televisiva (ora conta più che mai) che non è vero che "più giochi meglio, anche se perdi la gente ti vede". No: "più vinci, più le tv (di tutto il mondo) ti comprano le partite, più la gente ti vede". Il dogma del nuovo Milan (che Silvio dovrà accettare) sarà "Milan che su qualsiasi campo fa il risultato".
Il prossimo allenatore del Milan (perché l'anno prossimo ce ne sarà uno nuovo) dovrà essere portatore di pensiero, capacità e azioni per farlo.
E SEMPRE FORZA MILAN
È anacronistico pensare di declinare quello che fu un pensiero vincente su un calcio trasformato, anche da quello stesso pensiero. Trasformato anche nella fruizione televisiva (ora conta più che mai) che non è vero che "più giochi meglio, anche se perdi la gente ti vede". No: "più vinci, più le tv (di tutto il mondo) ti comprano le partite, più la gente ti vede". Il dogma del nuovo Milan (che Silvio dovrà accettare) sarà "Milan che su qualsiasi campo fa il risultato".
Il prossimo allenatore del Milan (perché l'anno prossimo ce ne sarà uno nuovo) dovrà essere portatore di pensiero, capacità e azioni per farlo.
E SEMPRE FORZA MILAN
lunedì 16 gennaio 2006
Forse Carletto sta imparando la lezione
Troviamo su Goal.com una dichiarazione di Ancelotti finalmente realistica, dopo quelle dell'ultimo mese un po' troppo sopra le righe.
Dodici punti di distacco nel solo girone di andata sono davvero troppi per ambire allo scudetto e Ancelotti se ne sta forse rendendo conto: "Siamo andati ad intermittenza e nel primo tempo avevamo supremazia ma abbiamo snagliato troppi passaggi. Poi è uscita la Roma, con i loro fraseggi ed inserimenti da dietro: non avevamo punti di riferimento e ci hanno fatto male. Abbiamo cercato di pressare alto e non c'era compattezza: gli attaccanti erano là davanti e la difesa restava bassa, i centrocampisti avevano troppo campo da coprire. Per quanto riguarda l'attacco, dovevamo svariare un po' sulle fasce. Nel primo tempo l'abbiamo fatto qualche volta, nel secondo troppo poco. Può darsi che loro fossero più tonici. Nel finale hanno sfruttato bene Totti che giocava da boa, noi dovevamo seguire meglio gli inserimenti da dietro. Lo scudetto? Può darsi che avesse ragione Berlusconi, questa sconfitta complica un po' le cose, ma la strada è ancora lunga. In questo momento non riusciamo ad essere compatti. Alle prime avvisaglie di pericolo, perdiamo sicurezza ed equilibrio. Non è un problema di giocatori, questi sono sempre riusciti a farlo. Siamo una squadra votata all'attacco, ma dobbiamo recuperare le distanze. Nel secondo tempo ci siamo rimessi a rombo per tenere d'occhio Perrotta. Ma quando giochiamo così, abbiamo inevitabilmente bisogno della spinta dei terzini. Ci sono state buone prestazioni di singoli, ma non di squadra".
Due cosette, tecniche. Se ci si mette a rombo, la difesa è indeguata, senza Maldini e senza Cafù, ma non è colpa della difesa. I centrocampisti hanno bisogno di spazi minori tra i reparti per coprire il campo, ma se questi giocano senza una punta, bastava imbavagliare Totti (fosse facile). Siamo invece crollati due volte in difesa quando è entrato Mancini è ha allargato il fronte d'attacco, trovandosi libero su un'apertura dalla tre-quarti.
Mancano idee in avanti, perché cediamo due giocatori agli avversari, Gilan e Sheva, un po' troppo statici e che vengono poco incontro al pallone. Ci sta che giochino così, ma poi servono dei centrocampisti che spingono (se non i terzini) e siano in gradi di dettare i passaggi filtranti: quando Pirlo si ferma, non ne facciamo più.
Clarenzio ieri, stranamente, ha giocato, gigioneggia molto meno in trasferta che in csa, forse ama essere insultato a San Siro, ma ha della gran stoffa, e per come siamo impostati, è l'unico che ha portato del valore aggiunto.
Quel valore aggiunto che si attende da dei campioni.
Sandro ieri è andato benino dietro, comunque in progresso, mentre Nelson sonnecchia e non fa più la differenza. O peggio, continua a farla in negativo.
Sulla tranquillità accennata da Ancelotti, il problema se non è dei giocatori (lo dice anche lui), è del gioco, quindi sua!
Facciamo qualcosa.
Non può il Milan aver incassato 22 goal in 19 partite, considerando che ne abbiamo perse solo 5, quindi solo in quei casi gli avversari han segnato più di noi.
Bisogna fare qualcosa, subito, da oggi a Milanello.
E SEMPRE FORZA MILAN
Dodici punti di distacco nel solo girone di andata sono davvero troppi per ambire allo scudetto e Ancelotti se ne sta forse rendendo conto: "Siamo andati ad intermittenza e nel primo tempo avevamo supremazia ma abbiamo snagliato troppi passaggi. Poi è uscita la Roma, con i loro fraseggi ed inserimenti da dietro: non avevamo punti di riferimento e ci hanno fatto male. Abbiamo cercato di pressare alto e non c'era compattezza: gli attaccanti erano là davanti e la difesa restava bassa, i centrocampisti avevano troppo campo da coprire. Per quanto riguarda l'attacco, dovevamo svariare un po' sulle fasce. Nel primo tempo l'abbiamo fatto qualche volta, nel secondo troppo poco. Può darsi che loro fossero più tonici. Nel finale hanno sfruttato bene Totti che giocava da boa, noi dovevamo seguire meglio gli inserimenti da dietro. Lo scudetto? Può darsi che avesse ragione Berlusconi, questa sconfitta complica un po' le cose, ma la strada è ancora lunga. In questo momento non riusciamo ad essere compatti. Alle prime avvisaglie di pericolo, perdiamo sicurezza ed equilibrio. Non è un problema di giocatori, questi sono sempre riusciti a farlo. Siamo una squadra votata all'attacco, ma dobbiamo recuperare le distanze. Nel secondo tempo ci siamo rimessi a rombo per tenere d'occhio Perrotta. Ma quando giochiamo così, abbiamo inevitabilmente bisogno della spinta dei terzini. Ci sono state buone prestazioni di singoli, ma non di squadra".
Due cosette, tecniche. Se ci si mette a rombo, la difesa è indeguata, senza Maldini e senza Cafù, ma non è colpa della difesa. I centrocampisti hanno bisogno di spazi minori tra i reparti per coprire il campo, ma se questi giocano senza una punta, bastava imbavagliare Totti (fosse facile). Siamo invece crollati due volte in difesa quando è entrato Mancini è ha allargato il fronte d'attacco, trovandosi libero su un'apertura dalla tre-quarti.
Mancano idee in avanti, perché cediamo due giocatori agli avversari, Gilan e Sheva, un po' troppo statici e che vengono poco incontro al pallone. Ci sta che giochino così, ma poi servono dei centrocampisti che spingono (se non i terzini) e siano in gradi di dettare i passaggi filtranti: quando Pirlo si ferma, non ne facciamo più.
Clarenzio ieri, stranamente, ha giocato, gigioneggia molto meno in trasferta che in csa, forse ama essere insultato a San Siro, ma ha della gran stoffa, e per come siamo impostati, è l'unico che ha portato del valore aggiunto.
Quel valore aggiunto che si attende da dei campioni.
Sandro ieri è andato benino dietro, comunque in progresso, mentre Nelson sonnecchia e non fa più la differenza. O peggio, continua a farla in negativo.
Sulla tranquillità accennata da Ancelotti, il problema se non è dei giocatori (lo dice anche lui), è del gioco, quindi sua!
Facciamo qualcosa.
Non può il Milan aver incassato 22 goal in 19 partite, considerando che ne abbiamo perse solo 5, quindi solo in quei casi gli avversari han segnato più di noi.
Bisogna fare qualcosa, subito, da oggi a Milanello.
E SEMPRE FORZA MILAN
domenica 15 gennaio 2006
Siamo imbarazzanti
Lo avevamo detto. Di fronte a una roma attenta, siamo naufragati.
Ma dove vogliamo andare con questa squadra?
Cerchiamo di avere il coraggio di ammettere che siano poca cosa, tamponanta da un attacco che se balbetta fa uscire tutte le nostre lacune.
OK, il campionato per noi finisce qui (a -12 non si torna in gioco). Prendiamo atto di non aver imparato nessuna lezione in questa stagione, trincerati dietro propositi e convinzioni inutili.
Ora abbiamo l'obiettivo Champions. Ma siamo realistici: o cambia qualcosa, e subito, o dove andiamo anche lì? Fuori il 7 marzo con il Bayern.
Siccome qualcosa questi giocatori possono ancora dare (visto che altre squadre, facendo piangere gli azionisti ottengono favori, vedi l'inter nel derby e soprattutto cosa ha portato a casa oggi con l'imperatore dei nostri stivali), possiamo almeno crederci.
Una prima cosa da fare è questa: via Galliani dalla Lega, tanto noi non siamo tutelati, e ci facciamo odiare ancora di più "aggratis".
Una seconda è comprare un portiere.
Una terza un buon difensore, e mettere a centrocampo, se non in centropanca o centrotribuna Usergiu.
Fare qualcosa sul piano del gioco per cui se Pirlo è asfissiato dal Perrotta di turno non ci sia solo il giocatore dal fondoschiena tipicamente creolo a far girare la squadra (lo si ama, lo si odia, ma è da lui che passano le azioni).
Una quinta è valorizzare Ardemagni, che segna tutte le partite con la primavera, dare fiato e un po' di riflessione a Sheva, che magari la passa un po' di più e scende dal piedistallo.
Poi facciamo qualcosa per il Carletto.
Adesso arriva l'Ascoli. Subito.
Facciamo qualcosa subito, perché questi sono in buona salute e noi no!
To be continued (qui e nei commenti).
E SEMPRE FORZA MILAN!
Ma dove vogliamo andare con questa squadra?
Cerchiamo di avere il coraggio di ammettere che siano poca cosa, tamponanta da un attacco che se balbetta fa uscire tutte le nostre lacune.
OK, il campionato per noi finisce qui (a -12 non si torna in gioco). Prendiamo atto di non aver imparato nessuna lezione in questa stagione, trincerati dietro propositi e convinzioni inutili.
Ora abbiamo l'obiettivo Champions. Ma siamo realistici: o cambia qualcosa, e subito, o dove andiamo anche lì? Fuori il 7 marzo con il Bayern.
Siccome qualcosa questi giocatori possono ancora dare (visto che altre squadre, facendo piangere gli azionisti ottengono favori, vedi l'inter nel derby e soprattutto cosa ha portato a casa oggi con l'imperatore dei nostri stivali), possiamo almeno crederci.
Una prima cosa da fare è questa: via Galliani dalla Lega, tanto noi non siamo tutelati, e ci facciamo odiare ancora di più "aggratis".
Una seconda è comprare un portiere.
Una terza un buon difensore, e mettere a centrocampo, se non in centropanca o centrotribuna Usergiu.
Fare qualcosa sul piano del gioco per cui se Pirlo è asfissiato dal Perrotta di turno non ci sia solo il giocatore dal fondoschiena tipicamente creolo a far girare la squadra (lo si ama, lo si odia, ma è da lui che passano le azioni).
Una quinta è valorizzare Ardemagni, che segna tutte le partite con la primavera, dare fiato e un po' di riflessione a Sheva, che magari la passa un po' di più e scende dal piedistallo.
Poi facciamo qualcosa per il Carletto.
Adesso arriva l'Ascoli. Subito.
Facciamo qualcosa subito, perché questi sono in buona salute e noi no!
To be continued (qui e nei commenti).
E SEMPRE FORZA MILAN!
giovedì 12 gennaio 2006
Tre pappine (e a casa)
Non è tollerabile sentire Galliani parlare del Milan come la Squadra più divertente d'Italia. Parliamoci chiaro, dal Derby, il Milan prende troppo spesso tre goal.
Con il brescia e con il parma puoi segnarne quattro. COn l'inter, la juve o solamente la roma non è possibile.
I problemi sono in attacco, dove per problemi di qualità non trovava posto Vieri, o sono dietro?
Perché Marzoratti non è entrato subiro, per dare fiato a qualche difensore?
Crediamo nei giovani, perché portano avanti la tradizione della squadra, quella dei Baresi, dei Costacurta, dei Filippo Galli, dei Tassotti, degli Ambrosini. Di chi è nel Milan da giovane, di chi conosce il Milan bene.
Con il brescia e con il parma puoi segnarne quattro. COn l'inter, la juve o solamente la roma non è possibile.
I problemi sono in attacco, dove per problemi di qualità non trovava posto Vieri, o sono dietro?
Perché Marzoratti non è entrato subiro, per dare fiato a qualche difensore?
Crediamo nei giovani, perché portano avanti la tradizione della squadra, quella dei Baresi, dei Costacurta, dei Filippo Galli, dei Tassotti, degli Ambrosini. Di chi è nel Milan da giovane, di chi conosce il Milan bene.
mercoledì 11 gennaio 2006
Fiacciamo i conti in tasca
Vieri è andato via. Ceduto a titolo definitivo.
Si dice in giro, è quanto ci tiene il Milan a far sapere, che c'è circa un milione di euro per andare sul mercato.
A parte che se la matematica non è un'opinione, la cifra liberata con Vieri è ben più alta, ci si chiede se non si potrebbe fare affidamento, per la quarta punta, perché è di questo che stiamo parlando, di Ardemagni, che è in casa nostra.
Valorizziamo il ragazzo, magari gli creiamo del mercato e creiamo valore. E' la politica delle piccole squadre, che devono tirar su qualche quattrino e investono sui giovani. Stiamo parlando della quarta punta del Milan, Ardemagni non crediamo sfiguri di fronte ad Amoroso. E si farebbe le ossa.
La cifretta di Bobone la si investe su di un difensore, di cui onestamente ne abbiamo bisogno subito.
E qui andiamo a valorizzare Marzoratti, che dovrà pur farsi le ossa, non solo gelarsele in panca.
Jankulovski, o lo si inizia a rischiare oppure che cosa ci siamo messi in casa?
E poi cerchiamo di finirla con quella supponenza dei vari "senatori" della squadra, quelli che giocano con aria di sufficienza e che non danno la palla neanche a piangere.
Stasera sarà dura.
E sempre FORZA MILAN!
Si dice in giro, è quanto ci tiene il Milan a far sapere, che c'è circa un milione di euro per andare sul mercato.
A parte che se la matematica non è un'opinione, la cifra liberata con Vieri è ben più alta, ci si chiede se non si potrebbe fare affidamento, per la quarta punta, perché è di questo che stiamo parlando, di Ardemagni, che è in casa nostra.
Valorizziamo il ragazzo, magari gli creiamo del mercato e creiamo valore. E' la politica delle piccole squadre, che devono tirar su qualche quattrino e investono sui giovani. Stiamo parlando della quarta punta del Milan, Ardemagni non crediamo sfiguri di fronte ad Amoroso. E si farebbe le ossa.
La cifretta di Bobone la si investe su di un difensore, di cui onestamente ne abbiamo bisogno subito.
E qui andiamo a valorizzare Marzoratti, che dovrà pur farsi le ossa, non solo gelarsele in panca.
Jankulovski, o lo si inizia a rischiare oppure che cosa ci siamo messi in casa?
E poi cerchiamo di finirla con quella supponenza dei vari "senatori" della squadra, quelli che giocano con aria di sufficienza e che non danno la palla neanche a piangere.
Stasera sarà dura.
E sempre FORZA MILAN!
martedì 10 gennaio 2006
Silvio
Strepitosa performance di Silvio ieri sera da Biscardi.
Doveva fermarsi 10 minuti, c'è rimasto tre quarti d'ora.
Per dire niente. Niente che non si sapesse già su come la pensa in materia di calcio.
Le cose più interessanti, da estrarsi come molari fra le righe:
- Ancelotti a fine anno va.
- L'operazione Vieri non l'aveva decisa lui, come lui non ha deciso la cessione.
- Galliani deve spendere meglio i soldi che lui gli mette a disposizione.
Allora, aggiungiamo noi, anziché prendere il campione intercontinentale (con il San Paolo) Marcio Amoroso, che tecnico è poco per essere un brasiliano, basa molto sulla potenza, e sotto questo profilo è bolso, perché non si punta su Godeas della Triestina. Uno che fa parte della tribù degli Hubner, cioé di quei giocatori che per una vita spanierano in serie B e, una volta giunti in A ci si chiede "ma dov'erano stati finora?". Costa poco più di un milione di euri, cioè un terzo dello stipendio di Bobo, e ne mette sempre una ventina all'anno.
E SEMPRE FORZA MILAN
Doveva fermarsi 10 minuti, c'è rimasto tre quarti d'ora.
Per dire niente. Niente che non si sapesse già su come la pensa in materia di calcio.
Le cose più interessanti, da estrarsi come molari fra le righe:
- Ancelotti a fine anno va.
- L'operazione Vieri non l'aveva decisa lui, come lui non ha deciso la cessione.
- Galliani deve spendere meglio i soldi che lui gli mette a disposizione.
Allora, aggiungiamo noi, anziché prendere il campione intercontinentale (con il San Paolo) Marcio Amoroso, che tecnico è poco per essere un brasiliano, basa molto sulla potenza, e sotto questo profilo è bolso, perché non si punta su Godeas della Triestina. Uno che fa parte della tribù degli Hubner, cioé di quei giocatori che per una vita spanierano in serie B e, una volta giunti in A ci si chiede "ma dov'erano stati finora?". Costa poco più di un milione di euri, cioè un terzo dello stipendio di Bobo, e ne mette sempre una ventina all'anno.
E SEMPRE FORZA MILAN
lunedì 9 gennaio 2006
Bobone dove va?
Ok, questo blog ha preso subito bene l'idea di avere Bobo Vieri al Milan.
Non si è dimostrata un'idea valida.
Adesso arriviamo al dunque: se vuole i mondiali, deve essere ceduto. Ma a chi.
Ma soprattutto, chi arriva al suo posto?
Vieri: destinazione Londra o Montecarlo.
Ma se arriva Simone Inzaghi, non è un doppione del fratello? Ci servirebbe la fotocopia (per altro un po' sbiadita)?
Non si è dimostrata un'idea valida.
Adesso arriviamo al dunque: se vuole i mondiali, deve essere ceduto. Ma a chi.
Ma soprattutto, chi arriva al suo posto?
Vieri: destinazione Londra o Montecarlo.
Ma se arriva Simone Inzaghi, non è un doppione del fratello? Ci servirebbe la fotocopia (per altro un po' sbiadita)?
domenica 8 gennaio 2006
Siamo imbarazzanti!
Sebbene non avessimo fatto proclami come i nostri cugini durante il periodo del panettone e dello spumante, non possiamo pretendere molto da questa squadra, almeno in questo momento.
Dida si deve riprendere, e a questo punto bisogna gettare nella mischia Kalac, che vedremo mercoledì.
Bisogna far qualcosa in difesa, anche Sandro non è più lui.
L'attacco e il centro campo vanno così e così, con un buon assist di Rui.
Ma bisogna cambiar rotta.
Il nuovo anno ci ha fatto, invece, vedere una posizione in classifica migliore, o meglio, quella più giusta.
Una domanda al Tronchetto: non sarà che son tornati dietro perché Berlusconi ha le televisioni e Galliani è in Lega?
Dida si deve riprendere, e a questo punto bisogna gettare nella mischia Kalac, che vedremo mercoledì.
Bisogna far qualcosa in difesa, anche Sandro non è più lui.
L'attacco e il centro campo vanno così e così, con un buon assist di Rui.
Ma bisogna cambiar rotta.
Il nuovo anno ci ha fatto, invece, vedere una posizione in classifica migliore, o meglio, quella più giusta.
Una domanda al Tronchetto: non sarà che son tornati dietro perché Berlusconi ha le televisioni e Galliani è in Lega?
Iscriviti a:
Post (Atom)