La stampa (con la esse minuscola)

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Il giorno dopo la vittoria del Torino nello spareggio col Mantova, il direttore della Stampa (con la esse maiuscola) Giulio Anselmi convoca la redazione e spiega: «Signori, sapete cosa vuol dire il Toro in serie A per noi? Vendere almeno 15mila copie in più al giorno. Vogliamo perdere questa occasione?».

Questo sta a dimostrare che anche da come i quotidiani generalisti trattano una squadra di calcio dipende il loro fatturato.
Bene.

Facciamo allora mente locale su come, per esempio, il quotidiano di Milano per eccellenza ha trattato in quest'ultimo mese la nostra squadra.

La stampa (con la esse minuscola) è fatta da quotidiani e settimanali d'informazione che non sono retti da cattivoni. Sono diretti da professionisti che rispondono a editori, cioè a gruppi di potere che hanno interessi. Primo fra tutti quello economico. Poi ce ne sono altri, collaterali.

Chiunque ci arriva da solo a capire quali sono gli interessi dei gruppi economici che possiedono Stampa e Corriere.

Noi, da milanisti, possiamo fare una sola cosa: facciamogliela pagare, non comprandoli più.

E SEMPRE FORZA MILAN

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