Il nostro ministro degli esteri

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Così veniva definito da Pellegatti Paolo Taveggia all'epoca del primo Milan berlusconiano. Un manager capace, che ci portava in giro per l'Europa. Di quei tempi, ricordiamo un magro Susini, oggi dirigente interista a cui non fa bene masticare amaro, e un modo nuovo di approciare il calcio.
Taveggia ora è di nuovo al Milan, dopo qualche parentesi, anche zebrata. Si occupa del settore giovanile ed è stato additato come il personaggio che ha silurato Baresi.
Subito il canale TV e il sito ufficiale sono corsi ai ripari, accendendo i riflettori (citazione) al manager, in modo da fare chiarezza.
La chiarezza c'è stata? Filippone è stato scelto al posto del Piscinin e grande anima rossonera perché la squadra non ha ottenuto risultati. Una scelta tecnica. E' chiaro che il Capitano è libero di prendere altre strade.
Non si capiscono i motivi per cui è necessario dare delle spiegazioni: le scelte sono tali e vanno rispettate, a patto che siano in buona fede. Il resto, la chiacchiera, lascia sempre adito a illazioni, congetture, ipotesi che poi, piano piano, mettono radici.
Come il fatto che la comunicazione sull'affaire Moggiopoli sia stata gestita maluccio.
E' colpa di Ment"ino" o del CdA?
Eppure, sul fronte della comunicazione, il Milan non avrebbe nulla da imparare.
Ma forse ci sbagliamo.

1 commento:

  1. sottoscrivo, e visto che da Milan channel dopo giorni e giorni di sdrammatizzazione ora all'improvviso ci viene consigliata la vasellina mi permetto di consigliarla anche a Baresi.
    Roberto

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