Qui l'intercettazione che scagiona il Milan, visto che viene spiegato il sistema Moggi a ... Meani.
E' il 7 aprile 2005, alle 20.51, telefonata tra l'arbitro Danilo Nucini e il dirigente del Milan Leonardo Meani.
Ora vediamo come ne escono i Moggi, i Pairetto, i Bergamo e i Baldas!
Nucini sta per andare ad arbitrare a Venezia e Meani lo stuzzica: «Ti hanno valorizzato poco, cioè non ti hanno fatto partire quando era il tempo di partire no!».
Nucini: «Eh, un giorno ti racconterò dai».
M: «Ma perché ti hanno segato loro……cosa hai combinato?».
N: «Un giorno ti racconterò dai!».
M: «Ma infatti, io dico, ma loro c'è stato un momento che ti hanno spinto...».
N: «Molto si, si».
M: «Ma chi ti ha fatto la guerra? T'ha fatto la guerra qualche società?».
N: «Si!!».
M: «La Juve no?».
N:«Uff!! Un giorno ti racconterò dai».
M: «Perché tra l'altro quello che mi fa rabbia…».
N:«Non è il dire…. è troppo semplicistico»:
M: «La rabbia mia è che loro per certi aspetti, soprattutto fino a due
tre anni fa, subivano tanto le pressioni esterne».
N: «Si!».
M: «Su determinati cavalli….».
N: «Secondo me negli ultimi anni, io ti parlo dal '95, siam passati troppo da turbolenze. E Casarin, e Baldas».
M: «E Gonella».
N: «Gonella!, cioè troppe turbolenze, capito?».
M: «Tu sei già in serie A dal '95?».
N: «Eh certo io son nove anni che son qua».
M: «Puttana…».
N: «Eh ma Casarin mi ha… all'inizio… Casarin secondo me mi vedeva tantissimo, ne sono convinto come arbitro però sai pure lui alla fine del mandato aveva il suo giro chiuso non permetteva, poi magari sai, tu lo conosci quest'ambiente no? E' più facile giudicare più velocemente per quello che senti non per quello che vedi no?».
M: «Sì».
N: «Ecco per cui tu arrivi così, lui magari non aveva tanta neanche voglia di star lì...».
M: «Sì, poi vanno a simpatia ed antipatia vanno appunto».
N: «Bravo, poi Baldas non ne parliamo è stato un anno che è meglio stendere un velo pietoso per…».
M: «Beh….Baldas, il designatore era Di Tommaso».
N: «Sì bravo! bravo! Esatto per cui…».
M: «E di riflesso era Moggi il designatore ai tempi di Baldas».
N: «Eh questo….io so di Di Tommaso».
M: «Eh ma Di Tommaso è un uomo di Moggi eh».
N: «Si era e è ancora, tuttora?».
M: «Eh figa!».
N: «Ma dai lì, allora io ero poco esperto….quindi so che questo manovrava tanto».
M: «Ma adesso era un uomo di Moggi, ti spiego te lo posso dire perché
a me l'ha detto Casarin, tanto è vero che lui diceva...».
N: «Però anche Casarin era un po'...».
M: «Eh ma ti spiego….no, non era succube…. Ti spiego…».
N: «No di Di Tommaso...».
M: «No, ti spiego io come funzionava….Infatti lui mi diceva, vedi la differenza, io usavo Di Tommaso per sentire gli umori così e lo gestivo».
N: «Invece l'altro…».
M: «L'altro non è stato capace di……ecco l'altro non sapeva e si è fatto usare no… perché per me Di Tommaso era la voce di Moggi, io attraverso Di Tommaso sapevo come la pensava quello scemo là no….e quindi mi prendevo le contromisure… invece Fabio non ha capito che questo qui era...».
N: «Ma non aveva la personalità di Casarin, capito!».
M: «E' certo ma infatti mi aveva detto anche che glielo aveva detto Casarin, quando lui, non farlo, non farlo... perché sapeva che non aveva il carisma e la personalità, lui l'ha ammesso e Di Tommaso l'ha sbranato no?».
N: «Certo, certo».
M: «Di Tommaso m'ha detto che telefonava agli arbitri al lunedì a dirgli guarda che domenica ti mando…».
N: «Si, si, si, io ho assistito ad una scena una volta allucinante al raduno cioè proprio… mi ricordo… pubblicamente questo qua, guarda Baldas è stupido come uomo, come persona, pubblicamente…».
M: «Sì non è intelligente esatto!».
N: «No per niente. Pubblicamente ad un arbitro gli ha detto: è inutile che telefoni a Di Tommaso per lamentarti che ti ho tolto l'amichevole, ma se te l'ho già data l'anno scorso non posso fartela fare ancora quest'anno… cioè renditi conto… renditi conto…».
M: «Tu che sei l'arbitro che telefoni a Di Tommaso».
N: «Sì per lamentarsi no… e quello là che telefona a Fabio e gli dice: oh guarda che così ma cosa cazzo stai facendo e questo qua si risente e quasi si scusa con l'arbitro… cioè bah io ero un bambino no perché…».
M: «Uno con carisma gli diceva, adesso a fine anno tu vai a casa così impari… ti rendi conto? Un giornalista…».
N: «Bravo, bravo».
M: «Beh infatti tu vedi dopo come succede, succede che dopo questi qua… e… ad un certo punto la Gazzetta dello Sport si è rotta i coglioni e Di Tommaso è saltato per aria…».
N: «Sì, perché poi quel giornale lì no, l'altro dove scriveva lui era diventato tutto letto e preso in considerazione».
M: «Eh, per forza perché praticamente aveva le primizie no?».
N: «Eh certo, io mi ricordo che quegli anni lì si leggeva solo quel giornale per avere notizie arbitrali eh!».
M: «Eh certo, perché lui era al TuttoSport……infatti la Gazzetta con Cannavò gliel'ha giurata, infatti appena lui ha fatto il passo falso l'hanno ammazzato».
Ecco come poteva sapere Meani
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