Viste le dichiarazioni di Sheva, qui sotto, consigliamo alla dirigenza di investire in attacco, ma anche e soprattutto in difesa.
Si è appena conclusa la conferenza stampa congiunta di Adriano Galliani e Andriy Shevchenko nella Sala delle Coppe della sede di via Turati. Sheva: 'Lascio per motivi familiari, ringrazio la società per tutto quello che mi ha dato, non c'è un problema di rapporti e e non c'è un problema economico'. Adriano Galliani: 'E' la vittoria della lingua inglese sulla lingua italiana. Ho provato a convincerlo a rimanere fino ad un minuto prima di venire in conferenza. E' certissimamente la separazione più dolorosa da quando sono al Milan. Da adesso inizieremo la trattativa con il Chelsea, e non sarà semplice'.
Prima di tutto, se Sheva va, ci si chiede a che cosa servano i contratti con i calciatori e a questo punto, se va via, non sarebbe il caso che si aprisse un'asta, in modo da piazzarlo al miglior offerente.
Se uno non vuole restare al Milan, quella è la porta. Il Milan non è una squadra, è una filosofia. Purtroppo Sheva, non ha capito questo, come è accaduto nella storia solo con Gullit.
Lasciare il Milan significa lasciare un'organizzazione che ti coccola, tifosi fedeli che sono capaci anche di lasciarti in pace, ma soprattutto una delle più forti squadre del mondo, una delle più vincenti, amate e seguite.
Se uno pensa che si possa avere di più, quella è la porta.
Non possiamo negare il fatto che Sheva ha dato sempre il suo apporto, con una sola ombra a Istanbul.
Resterai nei nostri cuori (e nel nome di uno dei miei bimbi).
Ciao Andryi.
Ora bisogna puntare su Gilan.
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Ho dedicato il mio primo (e unico) blog a Sheva perché sono un Rossonero dalla nascita e quest'uomo, oltre che questo fuoriclasse, ha toccato qualcosa di profondo e viscerale dentro di me. Da subito.
RispondiEliminaCredo sia superfluo soffermarsi sull'amarezza di questo momento. Solamente il tempo, come sempre, darà a tutti (più e meno fanatici) l'autentica dimensione di questa perdita.
E tuttavia, l'uomo viene prima del calciatore. Sono convinto che molti fattori abbiano inciso su una scelta che, fosse stata semplice o non dolorosa, sarebbe arrivata in tempi assai più brevi.
Per certo incidono progetti famigliari, ambizioni professionali e serenità interiore. Per ragioni differenti, ritengo che la quadratura di questo complesso sistema di variabili, oggi per Sheva si trovi lontano dalla Serie A, da Milano, da Ancelotti, da Galliani e purtroppo, inevitabilmente dal Milan.
L'unica parola che mi sento di dire a Sheva è GRAZIE!
C'è stato un solo 7 ROSSONERO e non ce ne sarà mai più un altro.
Per sempre, Shevalove
scusate ma non pensate che anche l'ucraino (non lo chiamo più nemmeno per nome è cancellato!)debba qualcosa a Berlusconi (chiedere al padre dell'ucraino!) al Milan ( che lo ha ben pagato) allo staff medico (che lo ha curato benissimo) ai tifosi che lo hanno coccolato, all'Italia ( tutti i tifosi italiani lo hanno sempre ben accolto)?
RispondiEliminaIo mi sento offeso proprio come italiano per le sue ridicole giustificazioni: i suoi figli devono parlare inglese! Sei un pezzente! con una frase hai cancellato 7 anni.
Tornatene nei bassifondi da cui ti abbiamo tirato fuori.
Roberto
Confronto all'addio di Van Basten, questo è ridicolo (in tutti i sensi).
RispondiEliminaRimpiangerà il Milan, anche se forse non ha mai veramente capito cos'è (IL MILAN).
Chiedere a Superpippo, ad esempio.
Cri