I cambi

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Ieri sera Emiliano Mondonico parlava a Telenova di attacchi, confrontando il nostro con quello dei cugini e dando a loro qualcosa in più, per via del fatto che hanno i cosiddetti attaccanti dell'ultima mezz'ora, cioè quelli che entrano in campo e ti decidono la partita (o, semmai, segnano). Noi no, come diceva Raimondo Vianello.
Noi no: Sheva, Pippo, Bobo e Tomasson non sono in grado di decidere la partita, entrando a mezz'ora dalla fine, secondo il cremonese.
Ma questa non e' una polemica con il vero allenatore della fiorentina. Non ci interessa farla.
Piuttosto, vuole porre una constatazione: con questa gestione tecnica il Milan non e' squadra che si affida a un unico giocatore a una manciata di minuti dalla fine per sopravvivere.
Ancelotti non fa mai un cambio prima del 20esimo del secondo tempo, ormai dovrebbero saperlo tutti. E se lo fa, lo fa per continuare il discorso impostato dai primi 11 in campo.
Il cambio del Milan entra in un coro: non va, prende il microfono e canta da solo.
Il Milan, quando decide le partite negli ultimi minuti, lo fa di squadra, non coi singoli.
E' squadra politica, il Milan, non fideistica. Questa la differenza fra noi e loro. Fra Noi e gli altri.

1 commento:

  1. è molto pratico perdere una finale che vincevi 3-0. Mi sorprende che Mondonico dica queste cose essendo sempre stato grande estimatore di Inzaghi e Vieri che ha fatto esordire in Serie A. Non è mai troppo tardi per capire gli errori... KUBALA

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